• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

VIOLENZA E RAPPRESENTANZA

I mali della democrazia italiana L’indebolirsi della rappresentanza politica e sindacale è il preludio di un’eterna sconfitta.
di Davide Giacalone

di Davide Giacalone | 11 Ottobre 2010

Non c’è solo un problema di violenza. Le ripetute aggressioni ai danni di sindacalisti (Cisl), per mano di altri sindacalisti (Fiom), non costituiscono solo un problema di ordine pubblico e non si risolvono solo con la pur meritatissima galera. La nostra democrazia soffre di un male diffuso, consistente nel moltiplicarsi delle rappresentanze delegate e lo scemare della rappresentanza reale. Cresce il numero dei rappresentanti, politici e sindacali, ma essi rappresentano sempre meno gli interessi di un corpo sociale che ancora spera di conservare il passato, perdendo la capacità, e forse anche la speranza, di governare il presente e guidarlo verso il futuro. Quanti si staccano dai cortei sindacali, per andare a bersagliare di sassate e altri atti vandalici le sedi sindacali, sono una minoranza, ma è minoranza anche chi riceve le loro violente e ingiustificabili attenzioni. La gran parte dei lavoratori è fuori dai circuiti sindacali.

Una parte del sindacato reagisce a questa crisi buttandosi sulla concertazione: non solo e non tanto le trattative con la controparte imprenditoriale, quanto la partecipazione alla definizione delle politiche governative. La concertazione, tanto amata dalla sinistra, è un vicendevole rafforzarsi. Con la vittoria elettorale del centro destra, però, è stato proprio il sindacato più a sinistra (la Cgil) a prendere cappello, preferendo cavalcare il disagio e la protesta. Complice la lunga campagna per la nomina del nuovo segretario generale, l’inseguimento dell’estremismo ha preso la mano.

Ha ragione Piero Ichino quando sottolinea che le sassate fanno male, ma anche le bugie non scherzano, e che se è garantita la libertà di criticare questo o quell’accordo, questo o quel contratto, non è lecito sostenere che violi la legge quanto la maggioranza dei lavoratori, mediante un referendum, ha accettato in uno stabilimento Fiat.

Quel tipo di tesi, quella contestazione di legittimità, costituisce la base teorica sulla quale innestare condotte violente, vissute come ribellione a coercizioni intollerabili e illegali. Ciò non toglie che un profilo di preoccupazione costituzionale ci sia, ma risiede nella non applicazione dell’articolo 39, in cui si stabilisce che i sindacati devono essere registrati e che devono avere uno statuto capace di assicurare la democrazia interna.

E prosegue affermando che ciascun sindacato può stipulare contratti con efficacia obbligatoria, ma sulla base della propria effettiva rappresentatività. Non ho notizia di sindacati e forze politiche che ne reclamino l’applicazione, in compenso un fiume di denaro s’incanala laddove è assente la regolamentazione e il controllo.

Avere, a lungo, dismesso le regole della rappresentanza reale, nel mondo sindacale come il quello politico, induce la sensazione che quegli incontri di vertice, quei “tavoli” di trattativa, siano divenuti conciliaboli fra burocrazie autoreferenziali. Più che “corpi intermedi” sembrano “corpi estranei”.

E, del resto, non si ha notizia neanche di vertici sindacali che vivano la vita dei lavoratori e che, alla fine del mandato, tornino al mondo produttivo anziché incistarsi in quello politico, o accasarsi nei mille incarichi paragovernativi che la fantasia istituzionale fa germogliare anche da tronchi morti della foresta burocratica. Ci sono sindacalisti finiti in Parlamento, alla Rai, al Cnel, negli enti, ovunque, tranne che in un posto: a lavorare.

Una Cgil sempre più “antagonista” occupa, inoltre, un posto rilevante nel variopinto panorama della sinistra. Né potrebbe essere diversamente, visto che sono gli unici a potere riempire le piazze e visto che la sinistra “ufficiale” discute della possibilità di affidarsi alla guida di Luca Cordero di Montezemolo.

Dobbiamo a Goffredo Bettini, vecchio e combattivo comunista romano, l’aperta teorizzazione di tale possibile alleanza. O devo chiamarla joint venture? Cui subito ha fatto eco il segretario del Partito Democratico: ogni cosa va bene, se serve a battere Silvio Berlusconi. Ma come è possibile che i medesimi uomini passino dalla lotta di classe all’accordo charmant, dall’accompagnare Enrico Berlinguer ai cancelli della Fiat a seguire l’altalenante sodale di Gianni Agnelli? Che questo avvenga non per aperta mutazione ideale, ma per mero travestimento elettorale, è disdicevole.

Oggi è urgente la condanna della violenza, senza distinzione di schieramenti. Lanciatori di candelotti e sassi sono nemici della democrazia, ma anche di una sinistra capace di governare. Sullo sfondo, però, c’è una questione più generale, che coinvolge tutti circa l’indebolirsi della rappresentanza e riguarda specificamente la sinistra circa la giustificazione di ogni cosa pur di battere l’avversario. Non solo è una politica detestabile, non solo ne consegna gli artefici in mano agli estremisti (compresi quelli della destra giustizialista), è anche la via sicura verso l’eterna e opportuna sconfitta.

Davide Giacalone – Pubblicato da Libero

Pubblicato in : Primo piano

Info Davide Giacalone

Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana e dirigente del PRI. Dal 1981 al 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Spadolini. Dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable e Telespazio. Pubblicista dal 1985, lasciata la politica, è direttore de La Ragione e di Smoking, ed editorialista de L’Opinione. È stato anche consulente della Fininvest. Attualmente è una delle firme di Libero e collabora con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa durante la rassegna stampa contenuta nel programma Non stop news, commenta una notizia apparsa sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Da questa esperienza è nato il libro Diario Civile, edito nel 2005. Scrive inoltre articoli pubblicati sul suo sito www.davidegiacalone.it.

Nel gennaio 2010 il consiglio dei ministri (Governo Berlusconi IV) lo nomina presidente di DigitPA, nuova denominazione del “Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione” [5]. Nel 2011 è nominato Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione, creata da Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica e l’Innovazione.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti