• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Vinicius Junior, il razzismo e la vergogna portoghese

Lo sport non può diventare un’arena per i razzisti né un luogo sicuro per la discriminazione. “Mi ha chiamato “scimmia’”, ha dichiarato Vinícius Júnior dopo aver segnato il gol del Real Madrid contro il Benfica, in Portogallo, per i playoff della Champions. L’insulto sarebbe stato pronunciato da Prestianni, calciatore argentino. Il direttore di gara, il francese François Letexier, viene chiamato al VAR, rivede l’azione e applica la punizione con cartellino giallo… a Vinícius. Davanti al mondo, la vittima è stata punita. Era solo l’inizio di una terribile vicenda che ha coinvolto il mondo del calcio, ma non solo.

di Ennio Ricanelo | 7 Marzo 2026

di Ennio Ricanelo

inviato speciale dal Brasile

SAN PAOLO – “Mi ha chiamato “scimmia’”, ha dichiarato Vinícius Júnior dopo aver segnato il gol del Real Madrid contro il Benfica, in Portogallo, per i playoff della Champions. L’insulto sarebbe stato pronunciato da Prestianni, calciatore argentino. Il direttore di gara, il francese François Letexier, viene chiamato al VAR, rivede l’azione e applica la punizione con cartellino giallo… a Vinícius. Davanti al mondo, la vittima è stata punita. Era solo l’inizio di una terribile vicenda che ha coinvolto il mondo del calcio, ma non solo.

I tifosi del Benfica presenti allo stadio da Luz hanno finito per sostenere il gesto di Prestianni. Purtroppo, a quel coro si sono uniti anche alcuni giornalisti portoghesi. Alla CNN, Jorge Baptista, ex calciatore e commentatore del canale, ha definito l’insulto razzista come una semplice “narrativa”.

“Omofobi, razzisti… questa è una narrativa. Mi fa ricordare una cosa che ho sentito in questi giorni, che forse può offendere molte persone, ma lo dirò comunque: non posso chiamare un nero “nero”, né uno zingaro “zingaro”, ma posso chiamare un uomo “donna”, ha affermato lui.

Usare un crimine come il razzismo come scusa per una provocazione sportiva è qualcosa di inaccettabile. Mi dispiace dirlo, ma a volte sembra impossibile pensare che siamo nel XXI secolo. La provocazione può far parte dello sport, ma il razzismo no. Viene quasi da pensare che molti portoghesi non conoscano la propria storia. Per fortuna, sono qui per ricordarla.

Nel quattordicesimo secolo, grazie alla necessità dei mercanti toscani, genovesi e veneziani, i portoghesi ricevettero la missione di trovare una rotta marittima verso l’India. Era una necessità per continuare a portare in Europa i prodotti provenienti dall’Estremo Oriente.

Costeggiando l’Africa, navigatori come Antão Gonçalves, Vasco da Gama e Pedro Álvares Cabral trovarono però anche un altro modo per arricchirsi: vendere africani come schiavi in Europa e nelle colonie. Così iniziò una delle pagine più terribili della storia: la schiavitù degli africani, una delle più grandi tragedie dell’umanità.

Il razzismo e la schiavitù non sono un’“invenzione” portoghese. Sono un male che attraversa tutta la storia umana, dall’Egitto alla Mesopotamia fino all’antica Grecia. Tuttavia, mai prima di allora erano stati organizzati in modo così sistematico, duraturo e su scala così gigantesca, capace di colpire un intero continente.

Per quasi 300 anni fu così: il colore della pelle diventò simbolo di una presunta superiorità razziale. Quello che poi soltanto Jean Jacques Rousseau ebbe smentito. Un’assurdità che si radicò profondamente, sostenuta dalle monarchie e anche della chiesa.

Lo stesso accadde ai popoli originari delle Americhe. Le mani che hanno costruito il Nuovo Mondo erano nere e indigene: mani di persone oppresse e soffocate dalla violenza europea.

I portoghesi di oggi non sono colpevoli di ciò che il loro paese ha fatto nel passato. Ma conoscere quella storia e cambiare rotta dovrebbe essere quasi un dovere. E purtroppo non è qualcosa che il Portogallo – e, perché non dirlo, nemmeno l’Europa – sembra aver fatto pienamente.

Se torniamo al caso di Vinícius, è facile capire perché le cose non cambiano. L’UEFA ha creato protocolli contro il razzismo, ma il direttore di gara non li ha applicati fino in fondo. È una situazione simile a quella che spesso vediamo anche in Italia: non basta avere una legge, bisogna applicarla. Farla rispettare. Far sì che produca effetti reali. Solo così si può davvero cambiare la realtà.

A coloro che sostengono che solo Vinícius soffra razzismo in Europa – quasi come se la colpa fosse della vittima – ricordo un episodio accaduto nel settembre 2025 e concluso mercoledì scorso (03), quando un tifoso del Real Oviedo è stato condannato per insulti razzisti contro Marcus Rashford, attaccante del Barcellona. Uno dei tanti casi registrati nel calcio.

Prima di concludere, vi invito ad una riflessione. A chi accusa Vinícius di essere l’unico a soffrire con razzismo, pur sapendo che non è vero, vorrei fare una domanda: che una sola persona soffra a causa del razzismo, non ci basterebbe per dire basta?

Enio Ricanelo

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Ennio Ricanelo

Giornalista ed editorialista presso Crônicas Cariocas.
Corrispondente Internazionale di “I Fatti Capitali”
Conduttore ed Inviato speciale dal Brasile presso “La Voce dei Laziali”
Giornalista presso “EuropaCalcio”
Giornalista corrispondente presso “PensaLibero.it”
speacker presso Radio Matilha
Giornalista presso ESPORTESNET (Oficial)
Cronista sportivo presso Fut Paulista

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti