Non può fare altro che piacere constatare che ci sono magistrati ed ex magistrati, importanti, che non hanno smarrito il senso del proprio ruolo , che non può essere quello di chi sta in mezzo tra giustizia e politica. Tanto più se si tratta di uomini come l’ex capo della procura antimafia, Piero Luigi Vigna, che, a differenza di alcuni colleghi, si è caratterizzato e affermato senza mai anteporre alcunché al suo onesto e difficile lavoro di magistrato.
Dunque, cosa ha detto Vigna a chi gli chiedeva della candidatura del collega Gerardo D’Ambrosio?
”E’ legittimo, ma inopportuno che un
magistrato si candidi anche quando e’ in pensione. I cittadini
potrebbero pensare che la sua azione e’ stata sempre tesa ad
avere consensi per essere candidato”.
”Io non mi candiderei, anche ora che sono in pensione. Se un
magistrato si candida e poi torna a fare il magistrato, la
gente potrebbe pensare: quello fa gli interessi del suo
partito”.
Vigna ha ragione due volte. La prima perché i magistrati farebbero bene a non candidarsi. La seconda perché la gente lo pensa davvero che alcuni magistrati hanno fatto e fanno l’interesse di qualche partito. E se lo fanno in buona fede è anche peggio.
Vigna: no ai Magistrati candidati
I cittadini potrebbero pensare che la sua azione e’ stata sempre tesa ad avere consensi per essere candidato”.

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