• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

USA: il discorso di Trump, pensando al Midterm

Il presidente parla alla nazione senza annunciare iniziative di rilievo, ma rivelando l’urgenza di fermare la perdita di consenso, soprattutto sul terreno che Trump considera decisivo: l’economia. Immigrazione, dazi, Ucraina e prezzo delle uova: ha parlato di tutto Donald Trump, saltando da un argomento all’altro, nel suo discorso alla nazione pronunciato ieri dalla Diplomatic Reception Room della Casa Bianca. Venti minuti a un ritmo serratissimo e senza pause, in cui il presidente degli Stati Uniti ha esordito dicendo: “Buonasera America, undici mesi fa ho ereditato un disastro e ora lo sto risolvendo”. Come già più volte in passato, Trump ha definito il suo predecessore Joe Biden “il peggiore di sempre” sostenendo che “fino a un anno fa, l’America era morta” e che quello che le serviva “non erano nuove leggi, come diceva Biden, ma un nuovo presidente”.

di Alessia De Luca | 19 Dicembre 2025

Immigrazione, dazi, Ucraina e prezzo delle uova: ha parlato di tutto Donald Trump, saltando da un argomento all’altro, nel suo discorso alla nazione pronunciato ieri dalla Diplomatic Reception Room della Casa Bianca. Venti minuti a un ritmo serratissimo e senza pause, in cui il presidente degli Stati Uniti ha esordito dicendo: “Buonasera America, undici mesi fa ho ereditato un disastro e ora lo sto risolvendo”. Come già più volte in passato, Trump ha definito il suo predecessore Joe Biden “il peggiore di sempre” sostenendo che “fino a un anno fa, l’America era morta” e che quello che le serviva “non erano nuove leggi, come diceva Biden, ma un nuovo presidente”. Trump ha rivendicato successi senza precedenti e – tallonato dai fact-checker dei principali quotidiani online che smentivano le sue dichiarazioni quasi in tempo reale – ha sostenuto di aver sconfitto i narcotrafficanti “abbattendo l’arrivo della droga del 94%”, limitato l’immigrazione e di aver fatto finire otto guerre portando la pace in Medio Oriente “per la prima volta in 3mila anni”. Ma il grosso del suo intervento, il presidente lo ha dedicato all’economia, ricordando che l’inflazione “non è mai stata così bassa” e che il numero di posti di lavoro “non è mai salito così tanto”. Sotto Biden “la maggior parte dei posti di lavoro sono andati ai migranti. Noi abbiamo creato posti di lavoro al 100% per cittadini nati in America” ha detto, promettendo nuovi tagli dei tassi sul costo del denaro: “A gennaio annuncerò il nome del nuovo presidente della Fed, che ha come priorità il taglio dei tassi”. Il presidente ha anche annunciando la creazione un “warrior dividend”, un dividendo del guerriero, ossia un bonus da 1.776 dollari per i militari: “Gli assegni sono già stati spediti, arriveranno per Natale”.

I conti non tornano?

In estrema sintesi Trump ha detto che, da quando c’è lui alla Casa Bianca, nel Paese va tutto benissimo. Il suo messaggio, però, non convince. Dati alla mano, infatti, le cose non stanno come le ha dipinte il presidente: Trump ha detto di aver ereditato “l’inflazione più alta della storia” (cosa non vera) e soprattutto di aver fatto scendere i prezzi al consumo. Al contrario risulta che l’inflazione a settembre è tornata al 3%, come nel gennaio del 2025. Anche la disoccupazione è in crescita costante e secondo l’ultima rilevazione di novembre ha raggiunto quota 4,6%: mai così alta dal 2021. Indicatori economici, inflazione e disoccupazione, su cui è intervenuto anche il presidente della Fed, Jerome Powell, che senza girarci troppo intorno ha attribuito la colpa ai dazi imposti dal presidente. Anche sugli investimenti stranieri negli Usa le cifre diffuse dal presidente non sembrano molto a fuoco: “Trump – scrive New York Times – ha affermato di aver ottenuto 18mila miliardi di dollari di investimenti. Questa affermazione è fuorviante e rappresenta quasi il doppio dei 9800 miliardi conteggiati dall’ufficio stampa della Casa Bianca”.

Un discorso senza cuore?

Se sui contenuti di quello che il corrispondente del Time definisce “un discorso sconclusionato” i giornalisti si sono sbizzarriti, neanche i toni dell’intervento presidenziale hanno convinto troppo. È diffusa l’impressione che il presidente abbia letto dal gobbo, frettolosamente e senza troppo interesse, un discorso scritto dal suo staff. “Sembra proprio che i consiglieri di Trump vogliano che dedichi più tempo ad affrontare concretamente le preoccupazioni economiche degli americani – osserva Cnn – ma l’argomento evidentemente lo annoia ed è sembrato che non ci mettesse il cuore”.  Forse a tradirlo è la consapevolezza di vivere un momento di calo di popolarità: nonostante la rivendicazione di un successo senza precedenti, i suoi sondaggi sono tra i peggiori mai visti da un presidente a questo punto del suo mandato. Secondo la rilevazione di NPR/PBS/Marist il 57% degli americani disapprova la gestione dell’economia da parte di Trump. E persino tra i repubblicani, il 30% ritiene che il Paese sia già in recessione.

La diga sta cedendo?

A ben guardare, però, l’aspetto più interessante del discorso di Trump, potrebbe non essere né nei toni né nei contenuti, quanto nel tempismo. Il fatto stesso che il presidente si sia presentato in prima serata e in diretta nazionale con un discorso privo di grandi annunci sembra tradire un certo nervosismo riguardo la perdita di consensi, soprattutto sull’economia – suo cavallo di battaglia – in vista delle elezioni di Midterm. La Casa Bianca si trova ad affrontare numeri abissali nei sondaggi, una serie di scismi tra i Repubblicani, mentre sempre più legislatori iniziano a rendersi conto del prezzo che potrebbero pagare, in termini elettorali, per la loro strenua difesa di Trump sui costi dell’assistenza sanitaria, sulla mancata ripresa economica e persino sui fascicoli legati a Jeffrey Epstein. Il tutto mentre le elezioni di medio termine incombono e i Democratici sembrano ben posizionati per incassare sostegno. Certo, non è detto che il discorso pseudo-elettorale di Trump contribuisca a spostare l’ago della bilancia in suo favore. Ma il fatto stesso di aver tentato la mossa è notevole. E può essere un segnale, tra i tanti, che – come ha osservato questa settimana la deputata repubblicana uscente Marjorie Taylor Greene – “la diga sta cedendo”.

Alessia De Luca

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Alessia De Luca

Journalist, Advisor for Online Publications, Responsabile ISPI Daily Focus
Relazioni Translatantiche. Alessia de Luca is a professional Journalist and an expert of US politics, in charge of the daily newsletter ISPI Daily Focus and of the Focus USA2024. She has served as Middle East and Northern Africa correspondent from 2005 to 2009. Previously at Skytg24, she also contributed for RAI and Radio Vaticana. Her works were published among others by La Stampa, Lifegate, Nigrizia, Avvenire and EastWest.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti