Il Pil dell’Italia da oltre 20 anni cresce meno di tutti gli altri Paesi dell’area euro. Ma il Pil non è in assoluto il problema più grande dell’Italia. Il Giappone ha il doppio del debito pubblico italiano e non “affama” i propri cittadini, come accade da noi (anzi li aiuta remunerando i loro risparmi, perché i giapponesi non sono indebitati con i ‘mercati’ e non corrono rischi). La miseria, il progressivo impoverimento del potere di acquisto delle pensioni, è il tema di questi anni. Il Pil da noi cresce meno che altrove, perché le famiglie non hanno soldi da spendere, non acquistano beni e le aziende producono meno. La colpa è di chi ha amministrato in passato lo Stato, ma anche degli attuali governanti che non hanno fatto qualcosa di tangibile nei confronti dei pensionati.
Chi percepisce una pensione da 20, 30, 40 anni riscuote gli stessi soldi di un tempo, con la conseguente drastica riduzione del potere di acquisto. Se si vuole che l’Italia cresca come gli altri Paesi europei, occorre rivalutare le pensioni, al reale costo della vita degli anni ‘90. La rivalutazione simbolica fatta in passato (gli arretrati devono essere ancora saldati) è un’elemosina inaccettabile.
Non condivido le espressioni inneggianti allo Stato, perché parlano di qualcosa di astratto. Lo Stato è qualcosa di immateriale, che si materializza attraverso i propri dipendenti e gli uomini politici. Il più delle volte, gli uomini e le donne che rappresentano lo Stato sono arroganti, supponenti ed anche cattivi nei confronti dei cittadini. L’espressione quale: servitore dello ‘Stato’ dovrebbe essere abolita dal lessico quotidiano e sostituita da servitore dei cittadini. Il nostro è un Stato ancora lungi dall’essere democratico. Basti pensare al sovraffollamento delle carceri, al tasso di disoccupazione al 12% (in alcune aree supera il 50%), al problema del Mezzogiorno completamente abbandonato, dalla fine della Prima repubblica, ed altro ancora… Ma il crimine più grosso degli uomini che amministrano lo Stato è quello commesso dei confronti dei pensionati, la maggior parte anziani, che rinunciano a curarsi, non hanno i soldi per comprare il cibo e pagare le bollette.
Roberto Fronzuti

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