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Uno smottamento culturale
QUANDO LA LAICITÀ OFFENDE LA RAGIONE

Protestano una volta sì e dieci no quando degli omosessuali vengono impiccati o quando una moglie viene lapidata. Se vogliono radere al suolo Israele, si sollecita il dialogo. Il multiculturalismo è divenuto rincoglionimento dei valori. di Davide Giacalone

di Davide Giacalone | 24 Marzo 2009

La presunta laicità ha recato una nuova offesa alla ragione. Da laico, me ne dolgo. Benedetto XIV ha sostenuto che i preservativi non sono indispensabili a combattere la diffusione dell’Aids. Sono controproducenti. La seconda cosa, ovviamente, allude alla promiscuità sessuale. Tutta roba detta e ridetta, né in Vaticano hanno mai sostenuto il contrario. Il sesso è lecito, per loro, solo come coronamento dell’amore, santificato dal matrimonio e destinato alla procreazione. Amen. Tale dottrina è legge solo nei Paesi islamici, ci pensino. Dalle nostre parti vige la laicità: le leggi non considerano reato il peccato ed a ciascuno è consentito manifestare le proprie opinioni. Perché, allora, dei governi si sentono in dovere di criticare le parole, ovvie, del capo della cattolicità?

Il giorno appresso Benedetto XVI ha detto che si devono rifiutare violenze e totalitarismi. Mi è sfuggito l’applauso di quei medesimi governi, spesso in affari con regimi violenti e totalitari. E sarebbe niente, perché solitamente tacciono davanti agli stupri della libertà e della dignità perpetrati nel mondo islamico. Non protestano quando s’impedisce alle donne di scoprirsi.

Protestano una volta sì e dieci no quando degli omosessuali vengono impiccati o quando una moglie viene lapidata. Se vogliono radere al suolo Israele, si sollecita il dialogo. Il multiculturalismo è divenuto rincoglionimento dei valori, per cui devo rispettare l’inciviltà altrui, ma devo mostrarmi sensibilissimo se dal mondo cristiano arrivano proposte ed idee diverse dalle mie. Senza che, peraltro, l’avversione ai preservativi sia accompagnata da minacce fisiche contro chi persevera ad incappucciarsi.

Sono favorevole ai mezzi anticoncezionali e dei preservativi si suggerisce l’uso anche quando tale ipotesi è esclusa: fra maschi omosessuali. Vivo nel mondo civile, nel quale chi la pensa diversamente può sia esprimersi che far valere le proprie opinioni. Avverto, però, il disagio d’assistere ad uno smottamento culturale, con governanti pronti ad ascoltare un imam, sentendosi strafichi perché accolgono la sua diversità religiosa, e non meno pronti a scandalizzarsi se un prete ripete i precetti nei quali sono cresciuti. Sono gli stessi che si dicono fedeli, a patto di non dovere rispettare alcuno di quei precetti.

Davide Giacalone
Pubblicato su Libero

Pubblicato in : Primo piano

Info Davide Giacalone

Dal 1980 al 1986 è stato segretario nazionale della Federazione Giovanile Repubblicana e dirigente del PRI. Dal 1981 al 1982 è stato Capo della Segreteria del Presidente del Consiglio dei ministri, Giovanni Spadolini. Dal 1987 al 1991 è stato consigliere del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni Oscar Mammì. È stato consigliere d’amministrazione e membro del comitato esecutivo delle società SIP, Italcable e Telespazio. Pubblicista dal 1985, lasciata la politica, è direttore de La Ragione e di Smoking, ed editorialista de L’Opinione. È stato anche consulente della Fininvest. Attualmente è una delle firme di Libero e collabora con l’emittente radiofonica nazionale RTL 102.5 dove ogni mattina, da lunedì a sabato, alle 7:10 circa durante la rassegna stampa contenuta nel programma Non stop news, commenta una notizia apparsa sulle prime pagine dei quotidiani nazionali. Da questa esperienza è nato il libro Diario Civile, edito nel 2005. Scrive inoltre articoli pubblicati sul suo sito www.davidegiacalone.it.

Nel gennaio 2010 il consiglio dei ministri (Governo Berlusconi IV) lo nomina presidente di DigitPA, nuova denominazione del “Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione” [5]. Nel 2011 è nominato Presidente dell’Agenzia Nazionale per la Diffusione delle Tecnologie dell’Innovazione, creata da Renato Brunetta, allora Ministro della Funzione Pubblica e l’Innovazione.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. puccio cartoni

    29 Marzo 2009 alle 19:47

    Un momento . Lo Stato e la televisione francese sono liberi di dire e manifestare quello che vogliono. E lo stato del Vaticano e la Chiesa Cattolica no. Mi pare un bel messaggio di democraticità quello del nostro laicissimo e civilissimo (magari senza maiuscole e tra virgolette ) Matacena. Ma và….

    Rispondi
  2. Paolo Matacena

    25 Marzo 2009 alle 00:02

    Non condivido assoultamente questo articolo, l’ultima uscita del pontefice esula dal discorso della fedeltà, e dell’accoppiamento per fini riproduttivi….manda un messaggio che é allo stesso tempo estremamente pericoloso, contrario alle conoscenze scientifiche e in un certo senso, un messaggio criminale, perché cosi’ lontano dalla vita reale delle persone….tanto piu’ criminale, perché cadeva a pochi giorni dalla raccolta dei fondi mondiali per la ricerca contro l’Aids, e in piu’ indirizzato verso l’Africa dove il virus flagella le popolazioni e dove con fatica il preservativo sta cominciando a prendere piede….vergogna, altro che rispetto della libertà di espressione della chiesa….quale rischio diffonde una tale sconsiderata affermazione alle giovani generazioni che si affacciano alla sessualità?!?
    Bene ha fatto la televisione di Stato francese, che durante la messa della domenica celebrata dal papa, ha lasciato per protesta sullo schermo il simbolo della lotta contro l’Aids e il n°110 per effettuare le offerte. Nella Laica Francia, con la L maisucola, lo Stato é equidistante dal papa come dagli imam, e questo gesto di protesta della televisione di Stato, impensabile nella Repubblica Fondamentalista Cattolica Italiana,
    lo trovo un segno di grande civiltà, tanto piu’ che é stato mantenuto anche per le altre trasmissioni di tutte le altre religioni durante lo stesso week end.

    Rispondi

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