Siamo proprio noi, i socialisti, che stiamo distruggendo, giorno dopo giorno,
il Socialismo. Ciò, per l’incapacità di essere uniti, di parlare un solo
linguaggio, di difendere la nostra storia e la nostra identità.
Ci stiamo consumando nell’inutile e odiosa discussione di sentirci chi di
sinistra, chi di destra, trascurando di programmare una politica idonea a
migliorare culturalmente ed economicamente la società presente e futura.
E’ assolutamente inammissibile che un socialista non sappia che rappresenta
egli stesso la sinistra storica, quella democratica, laica, riformista e
liberale. Ignorare ciò, denota avere un basso livello culturale e poca
personalità politica.
La confusione ideologica, ancora presente in Italia, è scaturita dal nefasto
evento di Mani Pulite, che ha distrutto i partiti dell’arco costituzionale e
disseminato panico nel popolo, che per paura ha preferito estraniarsi dalla
politica e lasciare le sorti del Paese nelle mani dei poteri forti, nazionali
ed esteri, e in quelle dei rivoluzionari di professione.
L’attuale situazione politica nazionale non può più giustificare il
persistere della diaspora socialista, responsabile dell’azione distruttiva del
Socialismo.
E’ necessario uno scatto d’orgoglio da parte di ognuno di noi per salvare il
Socialismo. Il Paese ha bisogno di un Partito Socialista forte, capace di
recepire le esigenze primarie dei cittadini e risolverle, intervenendo presso
le Autorità competenti. La crisi economica internazionale segna indubbiamente
un brutto momento per lo sviluppo dei Popoli e, quindi, anche quello Italiano.
E’ il momento dello sforzo di tutti per cercare la soluzione dei problemi più
urgenti sia politici, e sia economici. Noi socialisti dobbiamo unitariamente
contribuire a superare tale difficile momento anche del Popolo italiano.
Dobbiamo essere consapevoli della necessità della nostra presenza nel Paese per
attribuire ai cittadini tutti i poteri sanciti dalla Carta costituzionale.
Abbiamo il dovere di far sentire a tutti la nostra solidarietà verso i più
deboli, verso gli emarginati. Per svolgere bene tale ruolo nella Società
dobbiamo prima ritrovare l’unità e l’autorità per percorrere tutte le vie
burocratiche ed istituzionali per la risoluzione dei problemi.
Dobbiamo porre grande fiducia nel Presidente della Repubblica, per l’impegno
profuso quotidiano nella difesa della democrazia, dei valori etici e del
dialogo costruttivo tra le forze politiche, sindacali e istituzionali. Dobbiamo
riprendere il dialogo con il Popolo per stabilire la scala delle priorità dei
bisogni. Abbiamo il dovere di essere leali nel riconoscere e sostenere chiunque
opera per la collettività e per la difesa della democrazia e della libertà.
Per meritare fiducia e sostegno bisogna saper dare fiducia e
solidarietà.
03/11/08
Domenico Civitano Bitetto (BA)

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