Dopo aver parlato con il ministro dell’educazione Abraham Weintraub, il presidente del Brasile Jair Bolsonaro ha dichiarato la decentralizzazione degli investimenti nell’area dell’educazione, chiamando in causa le facoltà di sociologia e filosofia. Secondo il suo parere il governo dovrebbe investire i soldi pubblici in facoltà come medicina, veterinaria ed ingegneria che darebbero un contributo maggiore al governo. L’annuncio è stato fatto su Twitter nella mattinata di venerdì scorso (26 Aprile).
“Il ministro dell’Educazione sta pensando di decentralizzare gli investimenti delle facoltà di filosofia e sociologia (materie umane). Gli studenti che attualmente frequentano questi corsi non sarebbero colpiti – dai tagli richiesti dal Presidente. L’obbiettivo è centralizzare nelle facoltà che garantiscono un ritorno economico immediato ai cittadini, come: veterinaria, ingegneria e medicina”, ha finito Bolsonaro.
Secondo lui il governo dovrebbe investire meglio i soldi dei contribuenti istruendo gli studenti a saper scrivere leggere e contare in modo che alla conclusione dei corsi scolastici possano avere un ritorno finanziario che possa garantire un reddito per la persona e benessere per la famiglia, migliorando insieme la società.
Nonostante cinque anni fa fosse stato approvato un bilancio finanziario ben stabilito, le università federali, dal 2014 al 2017 si sono già viste ridotte il bilancio iniziale di ben 3,33 mila milioni di reais (789 milioni di Euro). Secondo il presidente della Associazione Nazionale dei Dirigenti delle Università Federali (ANDIFES), dottore Emanuel Tourinho, questi dati hanno peggiorato l’ambiente universitario limitando il potere dei ricercatori, che avevano già dovuto a malincuore rinunciare alle ricerche per mancanza d’investimenti, oltre alle difficoltà all’iscrizione universitaria da parte della popolazione povera.
I rimborsi dell’assistenza studentesca oggi non sono sufficienti ad assicurare a questi giovani la frequenza universitaria. La Commissione di Educazione, Cultura e Sport del Governo del Cearà ha detto che abbiamo vissuto una situazione critica nel 2018 quando i rimborsi degli investimenti dell’assistenza studentesca sono stati completamente tagliati a zero, causando da parte degli studenti di corsi di dottorato l’abbandono delle loro ricerche per la mancanza di condizioni ideali per espletare i propri lavori, e inducendoli a lasciare il paese per cercare opportunità altrove al di fuori della nostra nazione.
Il professor plurilaureato in sociologia Tobias Gasparini conferma che l’ulteriore taglio del governo , riguardo alle facoltà di sociologia, filosofia e non solo, è un “pericolo” per il futuro di queste facoltà che poco a poco rischierebbero la completa chiusura e questo rappresenta un peggioramento della vita sociale brasiliana che già soffre una disparità tra i vari livelli sociali e che purtroppo creerebbe altre difficoltà alla popolazione povera per arrivare alla frequentazione universitaria.
“Come ha detto l’attuale ministro dell’educazione chiunque voglia studiare filosofia e sociologia dovrà pagare privatamente per conseguire le relative lauree. Il governo parte dal principio che i ceti sociali popolari ( i poveri e i lavoratori), non dovrebbero studiare filosofia e sociologia, materie che approfondite potrebbero contribuire a sostenere informazioni critiche della nostra realtà sociale, politica ed economica”, conclude il professor Gasparini.
Ennio Ricanelo (dal Brasile)

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