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Unité Républicaine

Occorre che gli italiani capiscano, non sarà facile, che i salvini, i gigini e tutti gli altri del loro folcloristico seguito non rappresentano la storia e la cultura dell’Europa, sono di questa una degenerazione.

di Giacomo Properzj | 3 Dicembre 2018

Sembrerebbe, a leggere i giornali, che il poderoso Governo giallo verde stia per fare qualche passo indietro rispetto all’ipotesi di bilancio 2019 che la Commissione Europea si apprestava a bocciargli. Probabilmente l’isolamento completo in sede europea dove Salvini e compagni non hanno trovato un solo aiuto, l’ambiguo atteggiamento di Putin unito alle poco affidabili manovre di Trump hanno indotto finalmente Salvini, che dei due dioscuri appare quello un po’ più politicizzato, a trattenere il piè e prendere un po’ di tempo. La vicenda della difficoltà di collocamento dei Titoli di Stato Italiani sul mercato anch’essa deve averlo leggermente reso conscio della situazione economica, d’altronde un gruppone di pentastellati è pronto a passare sotto le sue bandiere piuttosto che finire la legislatura.

Insomma la grande maggioranza, il 60% circa, che ci governa oscilla e non sappiamo, come succedeva ai tempi dei governi democristiani molto più esigui, che cosa succederà della sua vita.

C’è un problema però che, senza rinnovare citazioni già fatte, manca a questo quadro costituzionale un elemento fondamentale: quello dell’opposizione. Già perché, a parte il Cavalier Berlusconi e la Signora Meloni ansiosi di entrare al Governo, partiti che si oppongano con una buona a organizzazione e una chiara scelta politica, in questo momento, non ce ne sono infatti il PD è tutto impegnato a guardarsi dentro per vedere chi sarà il prossimo segretario e a questa lotta fratricida sacrifica la maggioranza del suo impegno politico.

Io vivo a Milano e questo problema è fortemente sentito, non per altro, perché si teme che questa banda di “fuggiti di casa” ci porti fuori dall’Europa in situazioni premediterranee e dove non ci sono più veri punti di riferimento come un tempo. Bene o male (anche male si intende) a quel tempo il punto di riferimento atlantico erano gli Stati Uniti d’America. I milanesi e il nord dell’Europa capiscono che se non si costruisce e non si rafforza rapidamente l’unità europea tra qualche anno questo continente sarà completamente depasse e nell’ambito del continente i paesi più fragili e meno organizzati (vedi Italia) avranno una regressione non solo sociale ma anche civile. In altre parole la battaglia per restare in Europa, migliorare le condizioni di aggregazione della comunità, stabilire nuovi punti fermi e ritornare al discorso dello Statuto è ormai non più un problema politico è un problema di civiltà: occorre che gli italiani capiscano, non sarà facile, che i salvini, i gigini e tutti gli altri del loro folcloristico seguito non rappresentano la storia e la cultura dell’Europa, sono di questa una degenerazione.

Occorre combattere ormai una battaglia che ha le stesse premesse del 1945, per un verso, e del 1948 per un altro verso. Per far questo occorre una forza politica liberale democratica radicale e, insomma, di Unità Repubblicana.

Giacomo Properzj

 

Pubblicato in : EditorialeTag: battaglia, berlusconi, commissione, commissione europea, discorso, europa, giornali, governo, italia, legislatura, meloni, mercato, milano, opposizione, pd, putin, situazione economica, stati uniti, statuto, stia

Info Giacomo Properzj

Giacomo Properzj Incisa Beccaria di Santo Stefano è un politico, imprenditore e giornalista italiano. E’ stato sindaco di Segrate (Milano 2 agli albori dell’avvento del quartiere residenziale realizzato dall’Edilnord di Silvio Berlusconi) e Presidente della Provincia di Milano per il Partito Repubblicano Italiano. Dirigente delle Federazioni milanese e provinciale del PRI è stato anche presidente di AEM (l’azienda elettrica municipalizzata di Milano) e di ATM (l’azienda dei trasporti pubblici del milanese).

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