Le elezioni politiche ungheresi si svolgeranno il prossimo 8 aprile, ma il Paese è già da tempo in piena campagna elettorale. In questo periodo, il governo guidato da Viktor Orbán è particolarmente impegnato nella preparazione di un pacchetto di provvedimenti contro le organizzazioni non governative sostenute finanziariamente dal magnate americano di origine ungherese George Soros, che è accusato dall’esecutivo di Budapest di voler incoraggiare l’arrivo in massa di migranti musulmani in Europa attraverso l’opera delle Ong.
Tra le misure presenti nel pacchetto normativo, c’è quella relativa a un’imposta del 25% sui finanziamenti provenienti dall’estero che si aggiunge ad altre restrizioni. Le Ong che forniscono assistenza legale a migranti e profughi vengono definite dal governo “agenti di Soros”: provvedimenti che sono parte integrante della campagna elettorale del partito Fidesz, la forza politica di Orbán.
Provvedimenti contro il magnate
Denominato “Stop Soros”, il piano non prevede solo di colpire finanziariamente le Ong, ma intende anche negare l’ingresso nel Paese al magnate americano che il governo Orbán ha dichiarato “nemico pubblico”. Alle obiezioni dei giornalisti che facevano notare al titolare dell’Interno Sándor Pintér che il provvedimento non può essere applicato in quanto Soros ha anche il passaporto ungherese, il ministro ha risposto che il divieto è possibile dal momento che l’interessato ha la doppia cittadinanza.
La campagna delle autorità di Budapest contro Soros e le Ong da questi finanziate è attiva da tempo. Lo scorso anno, il governo ha anche sferrato un attacco alla Central European University (Ceu), l’università fondata dal magnate statunitense negli anni Novanta per diffondere la cultura liberale nei Paesi reduci dal crollo dei regimi socialisti. Anche in quella circostanza l’esecutivo ha dato vita a provvedimenti destinati, in prospettiva, a impossibilitare il funzionamento della Ceu in Ungheria, provocando frizioni con la diplomazia di Washington. Leggi tutto: http://www.affarinternazionali.it/2018/01/ungheria-orban-voto-soros/

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