
L’Ungheria ha reso noto un accordo quinquennale con la società americana Chevron per la fornitura di 400 milioni di metri cubi di gas liquido naturale all’anno. Il contratto è stato siglato dalla Chevron e dalla società statale ungherese per l’energia elettrica Mvm.
L’Ungheria continua a dipendere dalle importazioni di idrocarburi dalla Russia e il mese scorso il premier Viktor Orban, nonostante i piani Ue di mettere fine all’acquisto di gas dalla Russia entro la fine del 2027, ha dichiarato in un incontro con Putin che Budapest intende continuare le importazioni da Mosca. Il ministero degli Esteri russo ha definito “allarmante” che Germania, Italia e Giappone, “come ex membri dell’Asse””, abbiano votato contro, insieme a diversi Paesi occidentali, una risoluzione presentata dalla Russia all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite per il Combattimento alla glorificazione del nazismo e del neonazismo. Secondo il ministero degli Esteri, citato dalla Tass, la “benevolenza” di questi tre Paesi “verso le tendenze pericolose fa dubitare della sincerità del loro rimorso per aver commesso crimini durante la Seconda Guerra Mondiale”. Il Cremlino ha affermato che la partecipazione degli europei ai negoziati in corso sul piano americano per l’Ucraina “non promette nulla di buono”, pur dichiarando di non essere ancora stato informato dei risultati degli ultimi colloqui a Berlino. “La partecipazione degli europei, in termini di accettabilità (dell’accordo da parte di Mosca), non promette nulla di buono”, ha dichiarato il portavoce della presidenza russa, Dmitri Peskov, citato dalle agenzie di stampa russe. “I prezzi del greggio russo sono ai minimi storici dall’inizio della guerra in Ucraina, poiché le sanzioni aggravano gli sconti che l’industria petrolifera nazionale è costretta a offrire e i futures di riferimento crollano. Secondo i dati forniti da Argus Media, gli esportatori russi di petrolio stanno ricevendo in media poco più di 40 dollari al barile per i carichi spediti dal Baltico, dal Mar Nero e dal porto orientale di Kozmino. Si tratta di un calo del 28% rispetto agli ultimi tre mesi, con le recenti restrizioni che hanno colpito i giganti petroliferi Rosneft PJSC e Lukoil PJSC che hanno ampliato i ribassi. L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani ha espresso preoccupazione per la diminuzione delle libertà nei territori ucraini occupati dalla Russia. “Nei territori occupati dalla Russia, le nostre conclusioni indicano un inasprimento delle restrizioni alla libertà di movimento, di espressione e di religione”, ha dichiarato Volker Türk davanti al Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite. Ha messo in risalto che l’accesso a Internet e ai servizi di messaggistica, scambio di messaggi, scambio di informazioni è stato ulteriormente “limitato”.
Lo sviluppo di sistemi di difesa contro i droni è diventato una priorità su cui i paesi dell’Unione Europea investiranno massicciamente, ha dichiarato martedì il primo ministro polacco Donald Tusk dopo una riunione dei leader del fianco orientale della Nato in Finlandia. Il ricorso all’uso completo degli asset russi immobilizzati dalle sanzioni europeo è di fatto la sola opzione sul tavolo, dato che l’altra, cioè un prestito basato sul bilancio Ue, non ha il sostegno sufficiente essendo necessario il voto unanime degli Stati. Lo scrive l’agenzia Radiocor (de Il Sole 24 ORE) citando una fonte Ue coinvolta nella preparazione del vertice dei 27 che si terrà giovedì e venerdì a Bruxelles. L’uso degli asset russi richiede solo una maggioranza qualificata e raccoglie “una considerevole e sostanziale maggioranza dei governi a favore”. L’uso degli asset russi congelati “richiede una maggioranza qualificata dei 27 ed è sostenuto dalla maggioranza dei 27. E’ quindi l’unica soluzione sulla quale si può lavorare al Consiglio europeo”. Lo spiegano all’agenzia Ansa fonti Ue in vista della riunione di giovedì 18 dicembre.
Giuseppe Basilico

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