Ci risiamo. Quando si tratta di prendere soldi, si finisce sempre per prendersela con i più deboli. Che vuol dire bloccare l’adeguamento delle pensioni? E’ una tassa nascosta in più che si scarica sui pensionati che già pagano l’Irpef come tutti gli altri. E che vuol dire che tocca solo a quelle più alte? Perché non hanno versato i contributi come gli altri? Perché un pensionato con duemila euro deve pagare più tasse di un dipendente o di un negoziante con lo stesso reddito? E anche se di pensioni ne ha tre e tutte da 10 mila euro, perché deve pagare questa tassa in più che invece non pagherà chi quei trentamila euro li otterrà dalla sua professione o dai suoi investimenti?
La Costituzione dice che ciascuno deve contribuire in base alle sue possibilità, ma qui se ne infischiano della Costituzione. Io penso che si stia facendo di tutto per convincere i giovani che non conviene pagare i contributi per la pensione perché arriverà sempre più tardi e sarà sempre più piccola. E’ una maniera contorta e truffaldina di spingere chi lavora a non pagare o meglio a pagare le assicurazioni private, i fondi, casomai quelli in cui ci sono anche i sindacati. Assicurazioni integrative che non garantiscono nulla e che come si è visto in America, in caso di crisi falliscono, punto e basta. Intanto c’è chi si è arricchito, come le banche. Anche i governi di centrosinistra in passato hanno fatto questa porcheria perché non hanno avuto il coraggio di tassare i ricchi, di colpire i grandi capitali. Per questo hanno perso il voto di tanti lavoratori e pensionati e le elezioni.
Marco Lambiase – Pescara (avantidelladomenica.it)

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