Perché nel caso del Mps la Procura ha ignorato il principio del “non poteva non sapere”? Ma è chiaro, e ce l’ ha spiegato benissimo l’ ex sindaco di Siena Franco Ceccuzzi, il quale ha raccontato ai pm come tutte le nomine al Monte venivano fatte solo con l’ approvazione dei vertici del suo partito.

Perché, dunque, siamo qui a parlare di strana giustizia o di giustizia strabica?
Proprio perché il suddetto principio del “non poteva non sapere”, che è stato introdotto nella prassi processuale solo in questi ultimi anni, viene applicato dai magistrati secondo criteri soggettivi e non di tipo generale, come dovrebbero essere le leggi in uno Stato di diritto.
Quindi, accettiamo pure la sentenza definitiva della Cassazione che conferma le due precedenti e consideriamo Berlusconi colpevole di aver frodato il fisco per il fatto che sono state riscontrate in Mediaset delle fatturazioni non regolari; perché le sentenze definitive vanno accettate e rispettate, punto e basta, senza gridare istericamente “al complotto” e senza dichiarare stupidamente la morte della democrazia italiana, che è sopravvissuta a momenti storici ben più drammatici.
Ma al tempo stesso interroghiamoci sul fatto quantomeno strano che i pm, chiudendo l’ inchiesta principale sul Monte dei Paschi, abbiano sostenuto che non sia mai esistita una tangente, mentre le Fiamme Gialle stanno ancora cercando i famosi tre miliardi che fanno esattamente la differenza tra i 10 con cui Mussari e company hanno acquistato Antonveneta e i 7 che corrispondevano al valore reale della banca.
Perché nel caso del Mps la Procura si è mossa con tale passo felpato e soprattutto ha ignorato il principio del “non poteva non sapere”? Ma è chiaro, e ce l’ ha spiegato benissimo l’ ex sindaco di Siena Franco Ceccuzzi, il quale ha raccontato ai pm come tutte le nomine al Monte venivano fatte solo con l’ approvazione dei vertici dell’allora Pd: Fassino, D’Alema, Bersani, Veltroni. Tutto quello che accadeva al Monte, come pure la scelta di nominare Mussari alla presidenza, veniva prima discusso e avallato nella sede del Partito democratico.
Ecco perché i dirigenti del Pd “non potevano non sapere” che l’acquisizione di Antoveneta era avvenuta ad un prezzo molto superiore al valore stimato.
Ed ecco perché in questo caso i pm non hanno ipotizzato la tangente, perché poi avrebbero dovuto tirare in ballo lo stesso principio e di conseguenza coinvolgere i pezzi da novanta del Partito.
Un momento… ma questa storia non vi sembra di averla già sentita? Non successe così anche negli anni di Mani Pulite quando sotto processo finirono Craxi e Forlani, i leader del Psi e della Dc, i quali “non potevano non sapere” che i loro partiti si finanziavano in modo illecito, mentre i vertici del vecchio Partito comunista non furono mai neppure sfiorati da quel tipo di accuse pur in presenza di valigette cariche di banconote che arrivavano puntualmente a Botteghe Oscure?
E’ vero, sembra un copione già scritto, un film già visto. Ma la storia questa volta potrebbe riservare un finale molto diverso: innanzitutto perché l’ Europa ci sorveglia attentamente, e poi perché un grande uomo di Stato, Giorgio Napolitano, tiene ancora ben saldo il timone e dirige la nave. Staremo a vedere.

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