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Una sentenza ……. allunga la vita

La sentenza della Suprema Corte sulla esclusione di Autostrade per la ricostruzione del ponte Morandi è destinata a sbloccare l’empasse in cui il Governo è caduto da settimane ed allentare i veti incrociati tra PD, Italia Viva e Movimento 5 Stelle.

di Daniele Marchetti | 13 Luglio 2020

La sentenza della Corte Costituzionale sulle legittima esclusione di Autostrade dalla gara bandita per la ricostruzione del ponte Morandi a Genova è puro cacio sui maccheroni del Governo e della sua maggioranza.

Come sempre valgono le regole: 1) in politica tutto si tiene (concessioni, MES, regionali).  2) in politica a nessun partito (o movimento), benché in difficoltà o in piena ristrutturazione interna, può essere chiesto il sacrificio politico di retrocedere su tutto: sulle promesse elettorali come sugli impegni presi (a caldo) nelle ore della tragedia del 14 agosto 2018.

Su questi capisaldi della prassi politica la sentenza della Suprema Corte è destinata a sbloccare l’empasse in cui il Governo è caduto da settimane ed allentare i veti incrociati tra PD, Italia Viva e Movimento 5 Stelle.

La questione in fondo è semplice e chiama in causa il 3 caposaldo: tu dai una cosa a me ed io ne offro una a te! Ovvero: concessioni vs MES.

Infatti il pronunciamento dei Giudici Costituzionali nell’aprire la strada all’uscita (più o meno soft e soprattutto senza richieste risarcitorie) della famiglia Benetton dalla gestione della rete autostradale italiana (soluzione da sempre osteggiata da Italia Viva ma strenuamente sostenuta dai grillini), crea le condizioni per una “resa” del Movimento 5 Stelle sul fronte del  cosiddetto “salva stati”: il famigerato MES-sanitario senza condizionalità (se non quella della destinazione vincolata dei fondi) da sempre inviso ai pentastellati ma sostenuto da PD e Italia Viva.

Un pari e patta (estromissione di Autostrade dalla gestione della rete autostradale italiana e accesso al MES) che significherebbe una vittoria per tutte le forze politiche della coalizione di Governo e, con ciò, nuova (preziosa) linfa per il Conte-Bis.

Del resto la chiusura della vertenza sulle concessioni secondo il sentire della stragrande maggioranza dei genovesi e dei liguri, rilancerebbe l’azione del Governo proprio in Liguria dove la poltrona di Governatore in palio nella prossima tornata elettorale del 20 e 21 settembre tornerebbe contendibile e dove una vittoria della coalizione di governo oltre a rappresentare una mazzata micidiale per l’unità dell’opposizione, conferirebbe alla maggioranza l’energia per guidare i giochi sul “settennato” e giungere (ambizioni personali permettendo!) sino alla scadenza naturale della legislatura.

Daniele Marchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: 5 stelle, corte costituzionale, genova, governo, italia, legislatura, movimento, opposizione, pd, sentenza della corte, soluzione

Info Daniele Marchetti

Nato a Lucca nel gennaio 1965, sposato e padre di un furetto di nome Filippo, risiede a Firenze. Laureato in Scienze Biologiche, specializzato in Epistemologia presso l’Università degli Studi di Pisa e perfezionato in “Bioetica e Biotecnologie” all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, dal 1997 è abilitato alla professione di Biologo e dal 2003 è giornalista iscritto all’Ordine della Toscana e Direttore di alcuni periodici lucchesi. Già ricercatore presso l’Università degli studi di Firenze e titolare di una borsa di ricerca del Ministero degli Affari Esteri (bandita dall’Istituto Agronomico per l’Oltremare), nel 2000 ha pubblicato per lo Studio Editoriale Fiorentino (S.E.F.) il volume “L’Italia delle Agro-Biotecnologie”. Appassionato da sempre di politica (quella pensata più di quella “realizzata”), nel 2001 entra in Consiglio regionale della Toscana come funzionario e nel 2009 guida, con la carica di Dirigente, una Segreteria Istituzionale. Dal 2010 ha rivestito l’incarico di Responsabile dell’Ufficio stampa di un influente Gruppo consiliare.

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