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UNA RISPOSTA AI DELLA VALLE E A FIRENZE

I limiti alla crescita della Fiorentina, l’ha determinata la politica, che con decisione ha tagliato le gambe al progetto viola. Nessuno getterà al vento i propri soldi. Non i Della Valle. Di Enrico Martelloni

di Enrico Martelloni | 15 Agosto 2011

Sono da sempre un tifoso Viola e credo nel lavoro dei signori Della Valle. I meriti sono tanti, ricordo le vittorie, il comportamento civile e sportivo che in questi anni ci hanno distinto da altri. Potrei continuare, ma sappiamo bene quali sono i meriti di questa società. In un momento così difficile per la vita e il lavoro dei cittadini, gettare soldi al vento per accontentare alcuni, non può essere considerato un merito. I limiti alla crescita della Fiorentina, l’ha determinata la politica, che con decisione ha tagliato le gambe al progetto viola. Nessuno getterà al vento i propri soldi. Non i Della Valle, non altri, per il piacere che qualcuno crede dovuto in virtù di essere nato a Firenze. Credo che i più, tra i tifosi Viola, sono vicini alla Fiorentina dei Della Valle. Il progetto è serio e averlo così rifiutato dimostra i limiti di questa classe politica e dei suoi vertici. Lo sport, il calcio, il fair play, la Fiorentina, sono per Firenze il primo biglietto da visita verso il mondo. Ho fiducia nella fiorentina e rinnovo il mio entusiasmo. Sono convinto che sarà un gran campionato per i viola. La città deve, però, capirlo ora. Quello cha ha reso grande l’elegante maglia viola è il gusto e la sportività che la città ha saputo regalarsi e offrire agli ospiti, spesso battuti, da un team stellare, da virtù imprenditoriali che oggi sono messe a forte rischio. Il calcio deve restare un piacere e nello stesso tempo una fonte d’investimento anche finanziario e di sviluppo per la città. Il football muove cifre da capo giro che nessuno può permettersi di considerare di secondo piano. Con la Fiorentina, la città avrebbe avuto molte altre occasioni di rinnovarsi e di benessere economico diffuso. Probabilmente il nocciolo del problema è questo. L’espediente dell’aeroporto “Vespucci” testimonia quanto lontano dagli splendori rinascimentali sono oggi le amministrazioni politiche e quanto miopi, invece, dimostrano d’essere, sollevando odi campanilistici risibili in una realtà che più che multiculturale dovrebbe essere fatta d’integrazione tra i nuovi arrivati e il paese che li ospita. Un aeroporto più grande non sarà mai fatto. Resterà verbo al vento; come sempre. Questo indipendentemente dal fatto che sia troppo vicino al centro della città, o a Prato. Indipendentemente dal fatto che crei disagi acustici, inquinamenti atmosferici. Indipendentemente dal fatto che Siena ne vorrebbe uno suo molto più grande e che tre aeroporti sono oggi in Toscana, una follia. E’ il segno del tempo quello che osserviamo con i nostri occhi, come le storture edilizie, gli abusi. Il rinascimento fiorentino è ora un ricordo con gli stessi problemi d’oggi, che allora, però, affrontava con altro piglio ed occasioni. La politica, la finanza, la progettazione del nostro futuro civile e educativo, l’economia di una città come per Firenze, che non dimentichiamo, è del mondo, rispecchiano i tempi che stiamo vivendo, cioè quelli che hanno spesso mosso gli uomini, che oggi passano attraverso una squadra di calcio, non avendo più il primato su altre cose. Non è più scindibile la realtà calcistica dal prestigio di una città, basta guardare agli esempi di Parigi, o Monaco. Firenze se ancora si vuole illudere di essere una città amata, o l’orgoglio scorrere nel sangue dei suoi sostenitori deve comprenderlo velocemente.

Enrico Martelloni

Pubblicato in : Primo piano

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Enrico Martelloni

    18 Agosto 2011 alle 20:09

    Caro Valerio, io intendevo il prestigio della città. Nello sport, come sai, di successi veri se ne vedono pochi, o punti da queste parti, al contrario di Siena, per esempio.

    Rispondi
  2. puccio cartoni

    16 Agosto 2011 alle 23:22

    Fosse solo questione di “la realtà calcistica ” e di ” prestigio di una città” già ci sarebbe da sentirsi offesi ed ingiuriati da questi politicanti del niet .Ma con la cittadella viola abbiamo perso infrastrutture ,lavoro e dignità ,essendo quella una iniziativa economica ( a pro di tutti )prima che sportiva. Con l’ aeroporto poi si chiude il cerchio ,negando a Firenze quello che si reclama per Pisa e per Bologna . Comunque anche i Della Valle hanno sbagliato :bastava inserire in ogni progetto una bella ipercoop ed il gioco sarebbe stato fatto !

    Rispondi
  3. valerio giannellini

    16 Agosto 2011 alle 23:15

    prestigio..calcistico?

    Rispondi

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