di Silvia Schiavo
Dopo un lungo inverno di solitudine, finalmente, la bella stagione era arrivata! La primavera era trascorsa in modo piacevole, sì, ma quel mese di giugno, per Olga, significava qualcosa di speciale, la compagnia delle sue nipoti, Gaia di dieci anni e la piccola Emma di sei. Vedova dall’anno prima ed afflitta da una tristezza altalenante, aveva atteso quel momento con trepidazione, le visite invernali non le avevano mai permesso di godersi in maniera adeguata le sue principesse. I quattro le apparivano in “toccata e fuga”: suo figlio frettolosamente la salutava, si lamentava del lavoro, faceva due o tre domande per mostrare interesse verso come lei trascorresse il tempo e, in genere, concludeva facendole i complimenti per i biscotti fatti in casa, dopo averne sgraffignati e sgranocchiati due o tre, trovati a colpo sicuro nella solita scatola di latta di quando era bambino. Sua nuora non staccava gli occhi da quel maledetto smartphone per tutto il tempo: sempre impeccabile, impegnata e distante, era solita chiamarla “mamma”, però senza dare il giusto valore alla parola, lei che la sua l’aveva persa da tempo, lei che mamma era a sua volta, ma sembrava amare più quel coso della famiglia che aveva attorno.
Le bambine, loro sì che le donavano sorrisi entusiasti e sinceri:
“Ho preso un bel voto a scienze, sai nonna?”, le raccontava Gaia. “Se ci sarà il sole, la prossima volta, possiamo passeggiare nel bosco e raccogliere le foglie? Così tu mi dici di che piante sono e le classifico!”.
“Io ho imparato a leggere, sai??!”, quasi urlava Emma per prevalere sulla sorella ed attirare l’attenzione dell’anziana. “… E nonna si scrive con la doppia enne!”.
“Brave, brave le mie piccine!”, si complimentava sorridendo, mentre le si inumidivano gli occhi. “Se il babbo e la mamma vorranno, la prossima volta andremo insieme nel bosco, o faremo una passeggiata per i campi”. Leggi tutto: http://www.toscanalibri.it/it/scritti/una-provvidenziale-scomparsa_2911.html

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