I polli di Renzo e il comunitarismo
Una proposta politica nuova tra globale e locale, che affonda le sue radici in culture antiche quanto diverse: lo spirito comunitario dei Padri pellegrini americani, i soggetti delle autonomie collettive di ispirazione cristiana, i valori liberaldemocratici della “società aperta”, le tutele sociali di tipo mutualistico di un certo socialismo utopistico.

Ma la difesa delle piccole comunità, dei territori, delle tradizioni dall’incalzare del fiume in piena della mondializzazione e dal suo frutto velenoso, la “società liquida”, efficacemente descritta da un sociologo legato alla sinistra tradizionale come Zygmunt Baumann, sono problemi che non possono essere lasciati ad un “localismo oppositivo”, ma, al contrario, analizzati in una diversa prospettiva politica.
Ciò deve valere in particolare per il nostro Mezzogiorno, ormai cancellato dalle agende politiche del governo e dei partiti che lo sostengono. In questo senso deve prendere corpo una proposta in grado di rendere compatibile un progetto credibile di modernizzazione con la vasta domanda di comunità che esiste in Europa e in Italia. Difesa delle radici storiche e delle identità culturali dei territori, sostegno ai corpi intermedi sociali tra Stato e mercato, decentramento territoriale dell’economia, in primo luogo delle banche in funzione dell’accesso al credito dei singoli cittadini e delle piccole imprese, welfare locale affidato anche al privato-sociale di associazioni e cooperative. E ancora ripartizione dei profitti e partecipazione agli utili e alle decisioni aziendali dei lavoratori, secondo la formula della democrazia economica e della socializzazione delle imprese di ispirazione socialdemocratica, in alternativa al capitalismo fallimentare dei super-manager: queste sono le linee-guida di un generale disegno di ricomposizione su base locale del tessuto economico e civile, messo a rischio in termini di secessione sociale dal mercato globalizzato.
Una proposta politica nuova tra globale e locale, che affonda le sue radici in culture antiche quanto diverse: lo spirito comunitario dei Padri pellegrini americani, i soggetti delle autonomie collettive di ispirazione cristiana, i valori liberaldemocratici della “società aperta”, le tutele sociali di tipo mutualistico di un certo socialismo utopistico (di cui si trova traccia nella Nuova Atlantide di Francesco Bacone, nell’Utopia di Thomas More e nella Città del Sole di Francesco Campanella sino alle teorie di Owen, Saint-Simon, Fourier, Proudhon nell’800).
Culture diverse per restituire i territori alla gente che vi abita.

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