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Una Patria comune

di Sergio Casprini | 24 Dicembre 2011

Negli anni eroici del Risorgimento furono molti gli stranieri, polacchi, ungheresi, inglesi ed altri ancora che militarono con le armi e con le idee sotto il tricolore italiano.

L’uomo si ricostruisce una patria sotto qualsiasi lembo di cielo

Johann Gottlieb Fichte

Mercoledì pomeriggio, 14 dicembre, a Palazzo Vecchio durante la commemorazione pubblica della uccisione tragica ed insensata di due senegalesi e del ferimento di altri ad opera di un folle con paranoie razziste  il giorno prima a Firenze, il momento più toccante è stato quando dalle file della comunità senegalese è stato prima intonato il canto della loro patria e poi  subito dopo l’inno italiano a conferma del forte rapporto di vicinanza e di amicizia con la comunità fiorentina e italiana.

Il sindaco Renzi nel suo intervento ha detto che i tempi son maturi per dare la cittadinanza italiana ai figli degli extracomunitari nati in Italia,condividendo quindi le stesse posizioni espresse tempo fa dal presidente Napolitano su questo tema. Se ciò fosse possibile, sia i senegalesi sia tutti i migranti che arrivano in Italia e trovano residenza e lavoro proverebbero ancor di più il sentimento di appartenenza alla nostra comunità e sotto il cielo italiano ritroverebbero una nuova patria in una interpretazione attuale dell’aforisma del filosofo tedesco Fichte.

Negli anni eroici del Risorgimento furono molti gli stranieri, polacchi, ungheresi, inglesi ed altri ancora che militarono con le armi e con le idee sotto il tricolore italiano e pur non dimenticando la loro patria lontana si identificarono nei valori della libertà e dell’indipendenza promossi dai patrioti italiani, moderati o democratici che fossero.

Una Patria comune per tutti coloro che nascono e vivono in Italia al di là del colore della loro pelle e della loro nazionalità d’origine è il miglior antidoto a quelle pulsioni xenofobe e razziste che affiorano nella società italiana sia pure ancora per fortuna in maniera limitata.

Ovviamente nel rispetto della legge e dei principi sanciti dalla nostra costituzione, nella conoscenza della nostra lingua e nella partecipazione alla vita politica e culturale del nostro Paese.

Una Patria comune è quindi la soluzione più credibile e giusta rispetto alla questione del rapporto tra i vari gruppi etnici presenti in Italia e sarebbe nei fatti la risposta più efficace sia a chi teorizza rigidamente l’ apartheid delle diverse nazionalità sia a chi propone ancora il modello ideologico di una società fondata sul meticciato multiculturale ed etnico.

Pubblicato in : Primo pianoTag: cittadinanza italiana, extracomunitari, filosofo tedesco, johann gottlieb fichte, palazzo vecchio, risorgimento, senegalese, società italiana, stranieri

Info Sergio Casprini

Fiorentino, è laureato in architettura. Militante nei gruppi della sinistra rivoluzionaria (Potere Operaio), nei primi anni 70 inizia l’attività di insegnamento, prima nelle scuole medie e successivamente, abilitatosi in Storia dell’Arte, nelle scuole di indirizzo artistico. Con l’insegnamento prende progressivamente coscienza del suo ruolo professionale fuori da ogni logica ideologica, per cui si allontana dalle posizioni estremistiche di sinistra degli anni giovanili e si avvicina sempre di più a posizioni liberal-democratiche. E’ tra i fondatori, negli anni 80, della Gilda degli Insegnanti, associazione che cerca di tutelare la valenza professionale dei docenti e, nel dicembre 2005, del Gruppo di Firenze per la scuola del merito e della responsabilità. E’ vicepresidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento, del cui sito è direttore.

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