Pochi hanno avuto il coraggio di dare una lettura diversa di queste elezioni . Si è giustamente parlato del trionfo di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia anche a scapito di quel che rimane del centro destra , si parla dei presidenti delle regioni della lega che vorrebbero mettere da parte Salvini e tornare al messaggio nordista delle origini .
E si sta analizzando la crisi senza fine del pd e di una sinistra italiana che si avvia inesorabilmente a rincorrere il populismo e il giustizialismo grillino e guarda al modello del francese Melenchon .
Secondo noi, invece , c’è un’altra lettura , sicuramente controcorrente che va fatta; e cioè che ancora troppi italiani non ne vogliono sentire parlare di responsabilità e preferiscono farsi raccontare le novelle , dimenticando i problemi veri.
Torniamo a parlare del reddito di cittadinanza, tema sul quale i cinque stelle e l’avvocato del popolo Giuseppe Conte hanno evitato una debacle elettorale.
Cosa è , in fin dei conti, se non lo Stato che in qualche modo si sostituisce alla criminalità organizzata in certe aree del Paese , dispensando elemosina ma non creando sviluppo .
E abdicando al proprio ruolo, alimentando la cultura del sussidio fine a se stesso.
Sarà antipatico affermarlo : ma molti italiani non vogliono sacrifici e preferiscono il paese dei balocchi.
Ricordate la battuta di Draghi sul condizionatore spento ?
Fu subito attaccato, perché fin quando la guerra la guardiamo in tv c’è sdegno , ma non ci deve toccare più di tanto.
Era invece una provocazione intelligente, che toccava ognuno di noi , anime belle se si tratta di fare qualche adozione a distanza ma indisponibili a giocare in prima persona se ci sono rischi da correre e dimostrare un po’ di coraggio.
Quando si tratta di fare sacrifici in nome della libertà e della patria , ecco che prevale il “ tengo famiglia “ italico . Prevalgono le vacanze alle quali non possiamo rinunciare e il campionato di calcio per dimenticare ogni problema e così accettare che un ragazzo di vent’anni guadagni in un solo anno quanto un normale lavoratore non guadagnerà in cento vite.
È stato insegnato per troppi lustri che la politica è roba sporca , che tutto è da buttare , che chi se ne occupa lo fa solo per interessi personali.
E si è talmente caricato di responsabilità chi siede nelle Istituzioni che spesse volte si fa fatica a trovare chi è disponibile a fare il Sindaco non di una grande metropoli ma di una cittadina di provincia.
Questi sono i risultati di tanti anni di demagogia e criminalizzazioni reciproche , con la complicità dei tanti opinionisti che ogni giorno ce la mettono tutta , ma proprio tutta, per allontanare sempre più la gente dalla partecipazione democratica.
È evidente che in un clima del genere diventa difficile mettere in moto la testa invece che qualcos’altro.
Ed è altrettanto evidente che chi vorrebbe far prevalere le competenze, la serietà , un approccio ed un metodo gradualista e riformista per adesso rimane una minoranza.
Nella nostra storia è sempre stato così, ma non è detto che lo sia per sempre.
C’è ancora una grande prateria da conquistare alle battaglie garantiste e liberali.
Vedremo se il nuovo progetto politico di “ Renew” sarà in grado di farsene interprete, coniugando le esigenze di una profonda riforma costituzionale con quelle di un rilancio della democrazia che sappia ripartire dai territori, dalle tante esperienze civiche e da un associazionismo diffuso in cerca di una visione e una prospettiva d’ avvenire.
Francesco Carbini

Anche i poveri “innocenti” hanno diritto all’avvocato d’ufficio; ma il problema è se l’avvocato è veramente d’ufficio: ex opere operantis.
Si potrebbe concordare in linea di principio ma nell’articolo ci sono due aspetti che stridono. La prima, l’affermazione di Draghi rispetto al condizionatore non è affatto una provocazione intelligente è una idiozia, non sono i condizionatori a fermarsi ma le aziende e le vite delle persone. In nome della libertà e della patria e questa è la seconda mistificazione. In Ucraina non c’è nessuna democrazia e nessuna libertà, non più di quante ce ne siano in Russia, è il paese più corrotto e succube alle mafie d’Europa con un presidente istrionico attore che recita la parte di servitore del popolo, molto bene bisogna ammettere. In Russia c’è una opposizione i cui leader sono perseguitati o eliminati dal regime di Putin. Viceversa in Ucraina non esiste opposizione, quindi, o siamo nel paese di Alice Zelensky nel Paese delle meraviglie oppure c’è qualcosa che non mi torna. E, poi, smettiamola di considerare i ragazzi con la svastica ragazzi esuberanti alla stessa stregua di come venivano considerati “compagni che sbagliano” i brigatisti rossi.
CON IL VOTO, COME MEZZO PER DETERMINARE LA RAPPRESENTANZA, NON ANDREMO MAI DA NESSUNA PARTE.