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Una lettura diversa

Quando si tratta di fare sacrifici in nome della libertà e della patria , ecco che prevale il “ tengo famiglia “ italico . Prevalgono le vacanze alle quali non possiamo rinunciare e il campionato di calcio per dimenticare ogni problema e così accettare che un ragazzo di vent’anni guadagni in un solo anno quanto un normale lavoratore non guadagnerà in cento vite. di Francesco Carbini

di Francesco Carbini | 28 Settembre 2022

Pochi hanno avuto il coraggio di dare una lettura diversa di queste elezioni . Si è giustamente parlato del trionfo di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia anche a scapito di quel che rimane del centro destra , si parla dei presidenti delle regioni della lega che vorrebbero mettere da parte Salvini e tornare al messaggio nordista delle origini .

E si sta analizzando la crisi senza fine del pd e di una sinistra italiana che si avvia inesorabilmente a rincorrere il populismo e il giustizialismo grillino e guarda al modello del francese Melenchon .

Secondo noi, invece , c’è un’altra lettura , sicuramente controcorrente che va fatta; e cioè che ancora troppi italiani non ne vogliono sentire parlare di responsabilità e preferiscono farsi raccontare le novelle , dimenticando i problemi veri.

Torniamo a parlare del reddito di cittadinanza, tema sul quale i cinque stelle e l’avvocato del popolo Giuseppe Conte hanno evitato una debacle elettorale.

Cosa è , in fin dei conti, se non lo Stato che in qualche modo si sostituisce alla criminalità organizzata in certe aree del Paese , dispensando elemosina ma non creando sviluppo .

E abdicando al proprio ruolo, alimentando la cultura del sussidio fine a se stesso.

Sarà antipatico affermarlo : ma molti italiani non vogliono sacrifici e preferiscono il paese dei balocchi.

Ricordate la battuta di Draghi sul condizionatore spento ?

Fu subito attaccato, perché fin quando la guerra la guardiamo in tv c’è sdegno , ma non ci deve toccare più di tanto.

Era invece una provocazione intelligente, che toccava ognuno di noi , anime belle se si tratta di fare qualche adozione a distanza ma indisponibili a giocare in prima persona se ci sono rischi da correre e dimostrare un po’ di coraggio.

Quando si tratta di fare sacrifici in nome della libertà e della patria , ecco che prevale il “ tengo famiglia “ italico . Prevalgono le vacanze alle quali non possiamo rinunciare e il campionato di calcio per dimenticare ogni problema e così accettare che un ragazzo di vent’anni guadagni in un solo anno quanto un normale lavoratore non guadagnerà in cento vite.

È stato insegnato per troppi lustri che la politica è roba sporca , che tutto è da buttare , che chi se ne occupa lo fa solo per interessi personali.

E si è talmente caricato di responsabilità chi siede nelle Istituzioni che spesse volte si fa fatica a trovare chi è disponibile a fare il Sindaco non di una grande metropoli ma di una cittadina di provincia.

Questi sono i risultati di tanti anni di demagogia e criminalizzazioni reciproche , con la complicità dei tanti opinionisti che ogni giorno ce la mettono tutta , ma proprio tutta, per allontanare sempre più la gente dalla partecipazione democratica.

È evidente che in un clima del genere diventa difficile mettere in moto la testa invece che qualcos’altro.

Ed è altrettanto evidente che chi vorrebbe far prevalere le competenze, la serietà , un approccio ed un metodo gradualista e riformista per adesso rimane una minoranza.

Nella nostra storia è sempre stato così, ma non è detto che lo sia per sempre.

C’è ancora una grande prateria da conquistare alle battaglie garantiste e liberali.

Vedremo se il nuovo progetto politico di “ Renew” sarà in grado di farsene interprete, coniugando le esigenze di una profonda riforma costituzionale con quelle di un rilancio della democrazia che sappia ripartire dai territori, dalle tante esperienze civiche e da un associazionismo diffuso in cerca di una visione e una prospettiva d’ avvenire.

Francesco Carbini

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, centro destra, conti, crisi, demagogia, democrazia, draghi, elezioni, lega, Liberali, meloni, pd, provocazione, sinistra italiana, sviluppo

Info Francesco Carbini

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Dr Anvilon

    28 Settembre 2022 alle 22:57

    Anche i poveri “innocenti” hanno diritto all’avvocato d’ufficio; ma il problema è se l’avvocato è veramente d’ufficio: ex opere operantis.

    Rispondi
  2. Giovanni

    28 Settembre 2022 alle 22:43

    Si potrebbe concordare in linea di principio ma nell’articolo ci sono due aspetti che stridono. La prima, l’affermazione di Draghi rispetto al condizionatore non è affatto una provocazione intelligente è una idiozia, non sono i condizionatori a fermarsi ma le aziende e le vite delle persone. In nome della libertà e della patria e questa è la seconda mistificazione. In Ucraina non c’è nessuna democrazia e nessuna libertà, non più di quante ce ne siano in Russia, è il paese più corrotto e succube alle mafie d’Europa con un presidente istrionico attore che recita la parte di servitore del popolo, molto bene bisogna ammettere. In Russia c’è una opposizione i cui leader sono perseguitati o eliminati dal regime di Putin. Viceversa in Ucraina non esiste opposizione, quindi, o siamo nel paese di Alice Zelensky nel Paese delle meraviglie oppure c’è qualcosa che non mi torna. E, poi, smettiamola di considerare i ragazzi con la svastica ragazzi esuberanti alla stessa stregua di come venivano considerati “compagni che sbagliano” i brigatisti rossi.

    Rispondi
  3. giovanni gualtiero

    28 Settembre 2022 alle 22:14

    CON IL VOTO, COME MEZZO PER DETERMINARE LA RAPPRESENTANZA, NON ANDREMO MAI DA NESSUNA PARTE.

    Rispondi

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