
Andando con la memoria alle primissime fasi della pandemia quando la nostra regione (Lombardia, ndr) era pressochè l’unica nell’occhio del ciclone, reputavo e reputo che siano stati commessi degli errori gravissimi, segnatamente da parte del governo e del suo “premier” (si, vabbè).
E che fu detta anche qualche pietosa e consapevole menzogna (“siamo pronti ad affrontare qualsiasi emergenza” e non era pronto assolutamente niente).
Il giudizio sull’amministrazione regionale, per quanto mi riguarda, è meno drastico. Resta aperta la questione sul se e sul perché rimase inerte rispetto all’istituzione delle “zone rosse”.
Ma anche volendole attribuire delle manchevolezze (di fronte, ricordiamolo, all’evento più straordinario della storia moderna, una pandemia che ha bloccato il mondo intero) si tratta, in ogni caso, di valutazioni di natura politico/amministrativa.
Lo stesso vale per governo e “premier” (si, rivabbè…).
Il giudizio sull’operato è pessimo. Ma afferisce, per l’appunto, una sfera decisionale che è soggetta a una valutazione politica.
Ciò detto; ma cosa c’entra un inchiesta penale?
Domanda, ovviamente, più che retorica.
Sappiamo benissimo sia cosa c’entri. Sia, soprattutto, a cosa serva.
Stefano Pillitteri

Da cittadino … l’inchiesta penale può anche servire a togliere l’aureola di santità alla poca virtuosa politica/partitica che è peccatrice per culpa in eligendo e vigilando sull’azione amministrativa che ha costruito intorno ad una (sua) legislazione riservata senza garanzie efficaci contro i numerosi interessi di parte. E potrebbe anche essere utile per la redazione di una Enciclopedia degli errori e orrori da consultare per future necessità similari – speriamo di no – da affrontare senza pantomime e giochi di sponda.
Perfettamente d’accordo con Pillitteri.