A Firenze nello spazio recuperato delle Murate, si è discusso della città nell’ambito del partito + Europa , nato la settimana scorsa a Palazzo dei Congressi con Della Vedova, Tabacci e la Bonino. E’ stato un momento di riflessione condotto dalla moderatrice Costanza Hermanin, che ha accolto varie voci e intenti. Molti sono stati gli spunti e i problemi sollevati. I temi principali che sono stati affrontati come quello del trasporto pubblico, interessano anche le aree urbane fuori Firenze, ma altre riguardano la città e il suo futuro che dall’area metropolitana non può prescindere. E allora, parafrasando il titolo di un celebre libro di Giovanni Spadolini, sarà necessario individuare “ Una Firenze più larga”, internazionale, che risponda alle esigenze dei suoi cittadini e per chi la visita, uscendo dal perimetro del decumano e del cardo, o poco di più che ad oggi la soffoca per i disturbi urbani della movida che l’evoluzione e la sua fama richiamano da tutto il mondo. Gli sforzi fino ad oggi fatti per lo sviluppo e la vivibilità non sono sufficienti ed alcuni interventi gridano allo scandalo, mentre altri sono stati poco più che pannicelli caldi enfatizzati da fontane e zampilli d’acqua che per fortuna e merito, porteranno una meraviglia in più. Penso alle riscoperte fontane del Poggi alle “ Rampe” , a quelle del “ Biancone “ dell’Ammannati, che da pochi giorni è tornato a splendere in Piazza della Signoria. Sono però parte del profilo appariscente che una città come Firenze si deve dare. Una città vocata al suo passato e vincolata ad essere esempio di civiltà. Ecco il tema ambientale che emerge, la condotta cittadina, il trasporto pubblico, la pulizia e l’educazione. Qui, vengono incontro all’esigenze economiche, turistiche, la necessità di una Firenze più larga. Di una Firenze che metta mano alla risoluzioni di problemi urbanistici e recupero di spazi, di formazione civile che la proiettino all’avanguardia per qualità di vita davanti al mondo. Che poi è anche la ricchezza principale per l’intera area metropolitana da Serravalle pistoiese fino Bagno a Ripoli. Per i problemi della città meta universitaria che ospita molti giovani ed è frequentata da un caotico flusso di turisti, allargarla e fornirla di buone infrastrutture è il punto strategico che permetterebbe sotto tutti i punti di vista un rilancio economico e un diffuso benessere. Il primo passo potrebbe essere quello di creare una vere linea metropolitana sub e up way con più linee, sfruttando ad esempio anche la stazione Leopolda, risuscitandola come terminale metropolitano per l’asse Empoli Signa, riscoprendo e costruendo stazione intermedie. Certamente il rafforzamento dell’asse Campo di Marte Statuto Castello Prato dovrebbe essere solo l’inizio, o lo spunto per una rete molto più accurata. La collaborazione in questo senso di sindaci e imprenditori privati, capaci d’intuire l’enorme potenziale e le soluzioni alle numerose problematiche permetterebbe forse ai fiorentini di tornare nella loro città e nel contempo ridurre il trasporto su gomma in tutta l’area metropolitana. Un principio di progetto che alcuni avevano già prospettato inascoltati più di quaranta anni fa, più volte riproposto negli anni e sempre caduta nell’oblio, che oggi recupera interesse e stimoli per un turismo che si arricchirebbe delle bellezze di zone d’importanza mondiale presenti attorno a Firenze.
Enrico Martelloni

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