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Una domanda di Nicola Cariglia

di Redazione Pensalibero.it | 3 Maggio 2005

Figurarsi se non sono d’accordo per una convenzione laica. Il Gruppo dei Centouno e Pensalibero sono nati per questo. Ma è bene, per non andare incontro a delusioni, chiarire un paio di cose.
Fino ad oggi uno dei principali ostacoli alla creazione di un grande soggetto laico e riformista è stato un certo talebanismo laico (l’ossimoro vuole sottolineare l’incongruenza di certi comportamenti). Troppi, nel campo laico, si comportano come se la tradizione di cui si sentono eredi, fosse l’unica degna di sopravvivere. Il risultato è che a costoro niente pare degno di essere sostenuto se non è una loro proposta.
Trattano le loro sigle come fosse il sangue di San Gennaro o l’acqua di Lourdes: capaci di guarire e fare miracoli, ragion per cui devono essere accettati in toto dai fedeli chiamati a raccolta.
Vorrei dire all’amico Bacchi, cui va il merito di tenere sempre “la porta aperta” al resto del mondo laico, che talvolta anche i radicali danno questa impressione: che non ci siano battaglie degne di essere combattute al di fuori di quelle da loro stessi proposte.
La convenzione laica di metà giugno, secondo me, dovrà essere tutt’altra cosa. L’inizio di un percorso comune. Per dove, lo si stabilirà dopo, tutti assieme.
A questo proposito, pongo subito una domanda. Mentre si attende lo svolgimento della convenzione laica, gli amici radicali hanno rilanciato l’idea di un referendum per abolire la quota proporzionale e instaurare il maggioritario secco. Molti, in campo laico, sono piuttosto favorevoli ad un sistema proporzionale con soglia di sbarramento. Secondo gli amici radicali, c’è da prendere o lasciare, oppure, al di là di questo tema, che si risolverà come si risolverà, è possibile andare comunque avanti uniti?

Nicola Cariglia
Direttore di PensaLibero.it
Coordinatore Gruppo dei Centouno

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giuseppe Armillei

    4 Febbraio 2007 alle 05:55

    Signor Direttore,
    Mi scusi, per la lettera che precede la presente.
    Da tempo devo scrivere due righe al TG regione e navigando a lungo nelle rete ho trovato questa come unica risorsa per inviare un mio sfogo al direttore del TG regionale.
    Ho preso a pretesto l’evento dei graffiti oltraggiosi sul muro de “Il Tirreno” di ieri per inviarle una rimostranza.
    Della regione fa parte anche Livorno.
    Anche i Livornesi pagano il Canone mentre al TG Regione si è sentito parlare, per 40 anni, solo di Firene e Montevarchi. Recentemente le cose sono “cambiate” . Si sente parlare solo di Firenze e Grosseto.
    Di Livorno (Così come Pisa, Massa e Provincia, Pistoia e provincia, Prato etc…) se ne sente parlare solo raramente per cronaca nera o fatti incresciosi che gettano sempre una cattiva luce sulla città. Troppo spesso al TG Regionale si sottolineano fatti che avvengono nella città di Firenze che sono di pochissiomo conto mentre nello stesso momento stanno avvenendo a Livorno, Pisa ed in altri luoghi eventi di importanza regionale (talvolta nazionale) ai i quali non si fa nemmeno riferimento.
    Ho la certezza che questo mio appello (sfogo), nonostante la sua gentilezza nell’ascoltarlo, cadrà e le cose rimarranno come sono.
    Ma rimarrà anche la delusione di cittadini che sono consapevoli di pagare (da Livorno) un servizio che serve solo, esclusivamente ai fiorentini ed a qualche altro privilegiato.
    Scrivo con la certezza che chi di dovere sa da oggi che i cittadini non sono ignari di questa ingiustizia perpetrata costantemente.
    Se la redazione del TG regione invece fosse democraticamente disposta a correggere l’orientamento del notiziario, e non sapesse come fare, può riferirsi al TG regionale del Piemente nel quale non si parla quasi di Torino ma ci si muove a 360 nell’ambito di tutta la regione. Essi sono un valido esempio di democrazia e di leale spesa dei contributi di TUTTI i cittadini.
    Distinti saluti
    Un FIERO Cittadino

    Rispondi
  2. Giuseppe Armillei

    4 Febbraio 2007 alle 05:27

    —–Original Message—–
    From: Armillei, Giuseppe
    Sent: Sunday, February 04, 2007 4:43 AM
    To: ‘espressonline@espressoedit.it’
    ‘cronacalivorno@iltirreno.it’
    ‘info@ilcorriere.it’
    Subject:

    Sono Livornese

    Scrivo perchè ritengo che il diritto di esprimersi non deve essere unico appannaggio di chi possiede una bomboletta di vernice spray ma anche di coloro che non la posseggono.

    Sono orgoglioso della mia città, delle sua storia e tradizione come ogni altro italiano lo è della propria. Sono stufo del giudizio che piove sulla cittadinanza ogni volta che accadono fatti di intolleranza. Il TG regione (come il TG Nazionale) è costantemente muto a riguardo della provincia (esitono solo Firenze e Grosseto) ma si allarga la bocca su Livorno quando si tratta di cronaca nera. Per cui di Livorno si sente parlare solo in occasione di fatti incresciosi. Ciò contribuisce a coltivare della nostra cittadinanza una opinione negativa quindi ingiusta. Ad accomunare la maggioranza onesta alla minoranza che delinque o discrimina.

    Sono oltraggiato, scandalizzato ma anche atterrito ed inqiuieto per le manifestazioni di intolleranza verso le forze di polizia.

    Non è una scelta suscitata dall’orientamento politico perchè (una volta di sinistra) faccio parte di coloro che la sinistra politica si è impegnata a deludere ed nel quale compito è riuscita perfettamente. Ma non sono di destra.

    È folle ed abominevole ciò che è stato scritto sul muro del “Tirreno” relativamente al fatto di Catania del 3 Gennaio; non mi trova per niente d’accordo e merita tutta la mia esecrazione e la più forte disapprovazione. Ho comprensione per la confusione che regna nella mente dei responsabili dei graffiti ma nutro un odio profondo per un gesto che va oltre qualsiasi possibile giudizio negativo.

    Ho molto rispetto per chi opera per proteggere la mia incolumità controllando il crimine a tutte le ore del giorno e della notte per uno stipendio modesto.

    Sono gli eroi che ogni anno vengono “premiati” (modesto compenso) dal Ministero degli Interni e della Difesa per le azioni encomiabili compiute nell’adempimento del loro dovere. Talvolta, una medaglia, per una moglie che ha perso il marito, può essere una misera consolazione!!!

    Faccio parte della massa degli onesti e pacifi cittadini della bella Italia. Come italiani onesti e pacifici ancora ci domandiamo perchè le forze di polizia devono vestirsi da guerrieri medioevali ed andare in 1500 a controlare una folla inferocita che si “scontra” per per cercare una esperienza di sangue in un incontro che dovrebbe essere un’opportunità di ricreazione. Perche` non teniamo a casa la Polizia e Carabinieri?

    Sono state spese talmente tante parole per spiegare lo sbigottimento di fronte a fenomeni così inspegabili che ci si sente frustrati di fronte all’incapacità di trovare una spiegazione.

    Perchè non si adottano misure estreme non violente da parte delle autorità?

    Ce ne sono moltissime!

    Cos’è che non ci permette di allinearci ai metodi della Gran Bretagna che ha sconfitto il fenomeno in maniera radicale?

    Che cosa c’è di scandaloso nel lasciare questi tifosi nei campi e fuori dai campi da soli a scontrarsi senza la “protezione” delle Forze dell’Ordine?

    Quante volte ancora i cittadini civili dovranno assistere a tragedie “gratuite” in famiglie di onesti servitori del Paese?

    I cittadini di Livorno NON SONO daccordo

    con il graffito sul muro del Tirreno e so di esprimere l’opinione della grandissima maggioranza della popolazione della mia rispettabile città.

    Giuseppe Armillei,

    Livorno

    Rispondi
  3. Renato Traquandi

    22 Luglio 2005 alle 14:03

    Tutto bene?
    Vi auguro buone vacanze.
    Da settembre mi piace pensare di poter lavorare per le prossime elezioni politiche del 2006 per un VERO RAGGRUPPAMENTO DI SPAZIO LAICO.
    Un ripetuto, affettuoso e augurante fraterno abbraccio

    Renato Traquandi

    Rispondi

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