Ed anche quest’anno, per l’ennesima volta nella storia, ci apprestiamo a festeggiare la Pasqua, giorno di Resurrezione; momento di rinascita.

E mentre Cristo risorge tra i nostri Alleluia, nel mondo si consumano guerre, con innocenti crocifissioni e pochi potenti a dettare le regole.
Dall’Ucraina a Gaza, fino ad arrivare al Mar Rosso, anche quest’anno non si intravedono ramoscelli di ulivo ma soltanto bombe, missili, aerei e distruzione.
E così, mentre mi accingo a scegliere l’ultima colomba dolce da sacrificare domani sull’altare del solito luculliano pranzo Pasquale, lo stomaco mi si chiude e nella mente rimbalzano le parole del sempre prezioso Andrea Zanzotto: “ecco l’agnello flagellato / a brucare scarsa primavera /e illumina i mali dei morti”.
Mi spiace ma oggi io non vedo resurrezioni!
Tuttavia è prassi, quindi, come sempre, Buona Pasqua a Voi tutti.
Elegia Pasquale di Andrea Zanzotto
Pasqua ventosa che sali ai crocifissi
con tutto il tuo pallore disperato,
dov’è il crudo preludio del sole?
e la rosa la vaga profezia?
Dagli orti di marmo
ecco l’agnello flagellato
a brucare scarsa primavera
e illumina i mali dei morti
pasqua ventosa che i mali fa più acuti.
E se è vero che oppresso mi composero
a questo tempo vuoto
per l’esaltazione del domani,
ho tanto desiderato
questa ghirlanda di vento e di sale
queste pendici che lenirono
il mio corpo ferita di cristallo;
ho consumato purissimo pane.
Discrete febbri screpolano la luce
di tutte le pendici della pasqua,
svenano il vino gelido dell’odio;
è mia questa inquieta
Gerusalemme di residue nevi,
il belletto s’accumula nelle
stanze nelle gabbie spalancate
dove grandi uccelli covarono
colori d’uova e di rosei regali,
e il cielo e il mondo è l’indegno sacrario
dei propri lievi silenzi.
Crocifissa ai raggi ultimi è l’ombra
le bocche non sono che sangue
i cuori non sono che neve
le mani sono immagini
inferme della sera
che miti vittime cela nel seno.
*Immagine elaborata dagli Autori, con foto di “Andrea Zanzotto” e “Resurrezione di Cristo (Raffaello)”.

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