Molti anni or sono era stato escogitato un sistema efficace per attirare l’attenzione degli automobilisti sul rischio degli incidenti. Venivano infatti lasciati sul posto i veicoli convolti, o addirittura venivano ricreate, nei punti di maggiore criticità, scenografie di sinistri utilizzando rottami di veicoli.
Lo scopo di queste scenografie truculente era quello di un “memento” agli utenti della strada, per riportare la loro condotta di guida ad un corretto rispetto della normativa in tema di circolazione stradale.
La ragione di questa iniziativa stava proprio nel fatto che gli automobilisti spesso si dimenticavano dei pericoli cui andavano incontro durante la guida, oppure ritenevano che l’ipotesi di un sinistro costituisse uno “spauracchio” inventato per limitare la loro libertà di circolazione.
I concetti di cui sopra si possono pari pari trasferire ai no-vax; questi infatti sono arciconvinti che il non vaccinarsi sia giusto e che il continuo “battage” sui vaccini non sia altro che un espediente per far arricchire le case farmaceutiche.
In queste loro convinzioni sono gratificati dal comportamento lassista dei nostri governanti che, almeno fino ad ora, non hanno assunto una posizione drastica rivolta ad un obbligo vaccinale, su presupposto, appunto, che con il buon senso e con la persuasione sia possibile indurre gli irriducibili dell’anti-vaccino a cambiare idea.
Mi astengo da esprimere la mia opinione sull’argomento, limitandomi a dire che, secondo me, dovrebbero essere vaccinati anche i pipistrelli.
Ritengo comunque che la posizione, chiamerei di sollecitazione costruttiva, assunta dal governo, potrebbe, sempre nel rispetto dei contenuti, essere resa più incisiva con una rappresentazione più chiara e dettagliata del quadro patologico.
Mi spiego meglio: sarebbe utile conoscere se i morti, che tutti i giorni si contano, erano vaccinati ed anche quale fosse la loro età e le loro condizioni fisiche. Se infatti risultasse che dei 140 morti giornalieri, un centinaio non erano vaccinati, ai no-vax potrebbe anche venire l’idea di tutelarsi. Però non mi è mai capitato di ascoltare un notiziario che affrontasse la questione in tali termini; si parla di “tot” morti, senza indicare quanti di questi non fossero vaccinati; senza indicare neppure l’età e la presenza di malattie che potrebbero appunto ridurre le difese immunitarie, anche indipendentemente dal vaccino.
Con questo voglio dire che, una volta che il governo ha deciso di non rendere il vaccino obbligatorio, dovrebbe incrementare l’informazione sugli effetti diffusi della malattia. A quel punto il no-vax si verrebbe a trovare nella stessa condizione dell’automobilista disinvolto che, mentre viaggia, incontra la rappresentazione scenografica di gravi incidenti stradali; può darsi che questa dettagliata informazione, che oggi non c’è, fornisca un contributo a convincere; non basta infatti mostrare ogni tanto, in televisione, uno sciagurato pieno di tubi che si danna per non essersi vaccinato; va accompagnato da una dettagliata informativa con la quale il no-vax prende conoscenza che l’80% , o quello che è, dei non vaccinati, presa la malattia, va al cimitero.
Questa strategia appare come la scoperta dell’acqua calda e non capisco come mai non sia stata adottata; non riesco neppure ad immaginare quali nascosti motivi potrebbero esserci per non pubblicizzare una informativa del genere; invero i vaccini funzionano, rendendo infatti lieve la contaminazione.
Probabilmente, giusto per darmi una risposta, si tratta di superficialità o di incapacità a raccogliere i dati per poi finalizzarli ad un tale scopo.
Confido che questa mia proposta si incontri con un parallelo progetto governativo rivolto appunto a fornire informazioni del genere, che probabilmente potrebbero costituire valido stimolo per degli irriducibili ignoranti.
Carlo Eugenio Casini – Avvocato in Firenze

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