«Non vedo paracadute» aveva ironizzato, con il consueto gigionismo, il presidente Romano Prodi, intervenendo nel corso del tavolo interministeriale con i sindacati sulla crisi economica dell’Alitalia.
«La situazione – ha continuato il Premier, grave e grottescamente compiaciuto della sua funzione risolutrice – è completamente fuori controllo. Serve una soluzione entro gennaio per evitare il fallimento. » Non si preoccupava, il bonario curato di campagna, dell’effetto che avrebbero prodotto le sue imprudenti dichiarazioni. E sillabava, con il piglio del prelato e l’incuranza del gaffeur: «L’Alitalia ha perso quote di mercato all’interno e all’estero. » La compagnia di bandiera, concludeva Prodi «vive il momento più difficile della sua storia. E’ un problema che interessa tutto il paese e non ha senso parlare di una ristrutturazione o di una ricapitalizzazione senza una strategia nazionale e internazionale.» Intanto il Financial Times, in un editoriale a firma di Paul Betts, metteva sotto accusa i sindacati: «I problemi – sentenziava il quotidiano britannico – sono tutti troppo noti e i rimedi ugualmente ovvi: tagliare la forza lavoro, rinegoziare i contratti di lavoro, ridisegnare la struttura delle rotte, tornare all’utile e stringere un’alleanza con altre forti compagnie aeree», e le difficoltà della compagnia, definita «un feudo politico» e «un insieme di sindacati che vola nel tempo libero», risiedono nel «costo del carburante e la concorrenza da parte delle low-cost».
All’indomani del roboante proclama del Premier, a Piazza Affari il titolo perdeva il 2,3% a quota 0,8099 euro per ogni azione.
E la ferma intenzione di Prodi, che le malelingue chiamerebbero assistenzialismo, «di assumersi la diretta responsabilità con il coinvolgimento di tutti gli interlocutori» aveva il suo primo, tangibile riscontro: il crollo in borsa della compagnia.
Giulio Laroni
g.laroni@pensalibero.it

Chissà che dietro il crollo in borsa ( aiutato e spinto ,nell’occasione ) non ci siano le aspettative di qualche potentato “amico” ,che si ponga come “salvatore della Patria”,acquistando a basso costo un qualcosa che ,improvvisamente ,si risolleva….. magari anche una Coop. Perchè ,sarebbe la prima volta che il “nostro” architetta escamotage simili …..?