Gli amministrati sono tenuti a corrispondere quello che debbono e possono secondo le normative in essere ma l’amministrazione non può permettersi di essere superficiale e pasticciona.

Ha ragione il professor Quadrio Curzio: gli amministrati sono tenuti a corrispondere quello che debbono e possono secondo le normative in essere ma l’amministrazione non può permettersi di essere superficiale e pasticciona. Così invece parere sia da un po’ di mesi, a cominciare dal balletto davvero incredibile delle imposte e delle tasse sulla casa e sui servizi post-Imu. Pezzi di Imu che rimangono, nuove imposte che vivono una giornata, quote e parametri che vivono due giorni e mezzo, comuni che non sanno più a chi rivolgersi per avere certezze. Se non hanno certezze i sindaci pensate che certezze possono avere i cittadini? Diceva l’altro giorno un artigiano in fila al suo Caf: “Ovviamente io pago ma dovete dirmi quando e quanto e cosa perché così siamo alla farsa”. Operetta Italia, Cavallino Bianco de noantri. Questo governo ha in realtà raggiunto un obiettivo storico, aiutato indubbiamente dal precedente governo Monti: ha determinato un abbassamento storico dello spread sotto i 200 punti che consente a tutto il sistema economico di non avere maggiori gravami di tassi sui debiti. E’ un bel risultato, diciamolo è un successo. Perché uno spread basso è di fatto un dividendo. Ma su tutto il resto in ambito economico siamo sotto la sufficienza, come da tempo sottolinea lo stesso leader degli industriali Squinzi. La manovra di stabilità è stata tiepida, la revisione della spesa è al momento incerta, non ci sono azioni vere di innesco di ripresa industriale e produttiva, c’è qualche disegno per la primavera ma i posti di lavoro saltati non aspettano il sole di marzo. In tutto questo c’è l’incognita Renzi. Vuole davvero lasciare un anno e passa di governo più o meno libero più o meno condizionato al collega di partito Letta o appena fatta la riforma elettorale andare al voto? Renzi si accontenterà di fare il pungolatore e il suggeritore da azionista di riferimento in tutti questi mesi di governo del fare e disfare oppure a un certo punto, metti a marzo, capirà che dodici mesi di interno-esterno saranno lunghissimi e chiederà di andare a vedere cosa c’è nel mazzo delle elezioni? E una domanda su tutte che in questi giorni di pasticci e pasticcini si rincorre nei palazzi delle istituzioni e della politica: riusciranno i nostri nuovi e vecchi eroi, in Parlamento e fuori dal parlamento, a fare in 11 mesi (e guardare che 11 mesi con dentro campagne europee presidenze di semestri ed emergenze economiche sono davvero pochi) a fare –dicevamo- in 11 mesi quello che non sono stati in grado di fare in 20 anni? Noi crediamo ai miracoli. Ma di solito quelli li fanno i santi. Qui al massimo abbiamo dei poeti e dei navigatori.

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