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Un pasticcio al giorno leva la fiducia di torno

di Fabrizio Binacchi | 12 Gennaio 2014

Gli amministrati sono tenuti a corrispondere quello che debbono e possono secondo le normative in essere ma l’amministrazione non può permettersi di essere superficiale e pasticciona.

parlamentoIncredibile. Un pasticcio al giorno. Un pasticcio sulle tasse per la casa, grosso come un condominio della periferia romana. Un pasticcio sugli scatti degli insegnati che rischiavano di vedersi trattenere 150 euro al mese. Il pasticcino delle province e il pasticciaccio eterno delle riforme divergenti, il pasticcino tutto da mangiare entro le prossime settimane di una riforma elettorale che tutti invocano e che pochi studiano. Per non parlare dei pasticci sui prefetti senza prefetture, sui ricercatori senza assegni di ricerca, sui decreti salvaRoma che salvavano altro e poco Roma. In un paio di mesi il pur blasonato governo Letta ha inanellato una serie di errori anche di procedura e di preparazione che non si immaginerebbero possibili per una compagine nata a cavallo tra secchioni di economia e diritto e gran commis di Stato. Un pasticcio al giorno leva la fiducia di torno. Colpa di chi? Chi indica Saccomanni, chi addita direttamente la segreteria generale di Palazzo Chigi, chi indica l’anello di connessione tra Governo e Parlamento e cioè il ministro Franceschini. Certo avanti così non sai che figuraccia può uscire domani.

Ha ragione il professor Quadrio Curzio: gli amministrati sono tenuti a corrispondere quello che debbono e possono secondo le normative in essere ma l’amministrazione non può permettersi di essere superficiale e pasticciona. Così invece parere sia da un po’ di mesi, a cominciare dal balletto davvero incredibile delle imposte e delle tasse sulla casa e sui servizi post-Imu. Pezzi di Imu che rimangono, nuove imposte che vivono una giornata, quote e parametri che vivono due giorni e mezzo, comuni che non sanno più a chi rivolgersi per avere certezze. Se non hanno certezze i sindaci pensate che certezze possono avere i cittadini? Diceva l’altro giorno un artigiano in fila al suo Caf: “Ovviamente io pago ma dovete dirmi quando e quanto e cosa perché così siamo alla farsa”. Operetta Italia, Cavallino Bianco de noantri. Questo governo ha in realtà raggiunto un obiettivo storico, aiutato indubbiamente dal precedente governo Monti: ha determinato un abbassamento storico dello spread sotto i 200 punti che consente a tutto il sistema economico di non avere maggiori gravami di tassi sui debiti. E’ un bel risultato, diciamolo è un successo. Perché uno spread basso è di fatto un dividendo. Ma su tutto il resto in ambito economico siamo sotto la sufficienza, come da tempo sottolinea lo stesso leader degli industriali Squinzi. La manovra di stabilità è stata tiepida, la revisione della spesa è al momento incerta, non ci sono azioni vere di innesco di ripresa industriale e produttiva, c’è qualche disegno per la primavera ma i posti di lavoro saltati non aspettano il sole di marzo. In tutto questo c’è l’incognita Renzi. Vuole davvero lasciare un anno e passa di governo più o meno libero più o meno condizionato al collega di partito Letta o appena fatta la riforma elettorale andare al voto? Renzi si accontenterà di fare il pungolatore e il suggeritore da azionista di riferimento in tutti questi mesi di governo del fare e disfare oppure a un certo punto, metti a marzo, capirà che dodici mesi di interno-esterno saranno lunghissimi e chiederà di andare a vedere cosa c’è nel mazzo delle elezioni? E una domanda su tutte che in questi giorni di pasticci e pasticcini si rincorre nei palazzi delle istituzioni e della politica: riusciranno i nostri nuovi e vecchi eroi, in Parlamento e fuori dal parlamento, a fare in 11 mesi (e guardare che 11 mesi con dentro campagne europee presidenze di semestri ed emergenze economiche sono davvero pochi) a fare –dicevamo- in 11 mesi quello che non sono stati in grado di fare in 20 anni? Noi crediamo ai miracoli. Ma di solito quelli li fanno i santi. Qui al massimo abbiamo dei poeti e dei navigatori.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

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