Come nella migliore tradizione degli studi scientifici dichiaro il mio conflitto di interessi, all’inizio, anziché alla fine com’è uso. Ed è questo: non farò il vaccino anti-Covid, come non ho mai fatto quello antinfluenzale. Non mi sono mai ammalato di influenza, ma ciò non significa che il mio sistema immunitario sia attrezzato anche contro il Covid, non sono più giovane quindi un margine di rischio c’è.
Penso tuttavia di poter trattare l’argomento con sufficiente distacco e imparzialità.
In questi giorni è stato pubblicato in Israele uno studio dai ricercatori del Tel Aviv Sourasky Medical Center e del Carmel Medical Center di Haifa che ha rilevato il rischio di sviluppare un’infezione da Herpes Zoster (HZ) a seguito di una vaccinazione contro il coronavirus. In particolare ciò accade nelle persone con malattie reumatiche infiammatorie autoimmuni (AIIRD), per le quali il rischio aumenta.
La dott.ssa Victoria Furer del Dipartimento di Reumatologia dell’ospedale ha dichiarato alla stampa israeliana (intervista al Jerusalem Post): “Non possiamo dire che il vaccino sia la causa a questo punto. Possiamo dire che potrebbe essere un fattore scatenante in alcuni pazienti“.
Il virus della varicella Zoster (VZV) rimane latente nei gangli della radice dorsale o del nervo cranico dopo l’infezione primaria. Lo studio rileva che l’Herpes Zoster causato dalla riattivazione di VZV aggiunge, oltre ai casi noti, a volte quelli immunocompetenti durante l’infezione da COVID‐19. Il tempo mediano tra la diagnosi COVID-19 e lo sviluppo di Herpes Zoster è stato accertato in 5,5 giorni.
Ma tornando allo studio israeliano, alle situazioni appena descritte deve aggiungersi anche la riattivazione dopo la vaccinazione COVID-19. Confrontando più studi sull’argomento, il tempo mediano tra l’inoculazione del vaccino e lo sviluppo di Herpes Zoster si attesta sui 5 giorni successivi.
Lo studio è stato condotto su 491 pazienti con AIIRD e 99 controlli presso gli ospedali. Dei 491 pazienti, l’1,2%, ovvero sei persone, hanno sviluppato HZ. Cinque di loro hanno contratto l’infezione da Herpes dopo la prima dose e uno dopo la seconda.
Ma perché farci uno studio, a rischio di sollevare un ulteriore polverone sui vaccini? Lo spiega in modo esauriente la dott.ssa Furer: cinque dei sei pazienti che hanno sviluppato HZ erano giovani, avevano casi lievi di malattia autoimmune e stavano assumendo pochi o nessun farmaco per questo, il che significa che non avrebbero dovuto essere a maggior rischio di sviluppare HZ.
“Questo è il motivo per cui ne abbiamo parlato“, ha detto.
L’HZ tende a svilupparsi di più nelle persone di età superiore ai 50 anni.
Furer ha raccontato anche che da quando il suo articolo, che è stato pubblicato sulla rivista Reumatology peer-reviewed il 12 aprile, ha ricevuto e-mail da pazienti di tutto il mondo che hanno sviluppato HZ dopo il vaccino.
“Sembra che il motivo stia nel fatto che ci sia qualche associazione“, ha dichiarato.
Ovviamente l’accento va posto sul fatto che chi è coinvolto in qualche modo in eventi che possono scatenare l’HZ deve mettere in atto tutte le precauzioni necessarie nel caso voglia vaccinarsi.
Luciano Priori Friggi
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Crediti: foto Wikimedia Commons)

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