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Un governatore repubblicano per la California?

Secondo i più recenti sondaggi due candidati repubblicani sono avanti nelle preferenze degli elettori californiani per la carica di governatore del Golden State. Le primarie si terranno il 2 giugno e se questa situazione dovesse andare in porto il commentatore conservatore Steve Hilton (17%) e lo sceriffo della Contea di Riverside Chad Bianco (16%) vincerebbero la contesa e si affronterebbero a novembre. L’elezione per governatore stabilisce che i primi due candidati alle primarie si sfideranno in una sorta di ballottaggio per determinare la carica più alta dello Stato più popoloso e ricco dell’Unione.

di Domenico Maceri | 21 Marzo 2026

Secondo i più recenti sondaggi due candidati repubblicani sono avanti nelle preferenze degli elettori californiani per la carica di governatore del Golden State. Le primarie si terranno il 2 giugno e se questa situazione dovesse andare in porto il commentatore conservatore Steve Hilton (17%) e lo sceriffo della Contea di Riverside Chad Bianco (16%) vincerebbero la contesa e si affronterebbero a novembre. L’elezione per governatore stabilisce che i primi due candidati alle primarie si sfideranno in una sorta di ballottaggio per determinare la carica più alta dello Stato più popoloso e ricco dell’Unione.

Il sistema tradizionale nelle elezioni americane nella stragrande maggioranza dei casi consiste in una sfida tra il Partito Democratico e quello Repubblicano. Di solito i due partiti svolgono le loro primarie e scelgono il vincitore che si sfiderà con il candidato dell’altro partito. Nel 2010 la legge in California fu cambiata dietro la spinta dell’allora governatore Arnold Schwarzenegger, sostenendo che il vecchio sistema ricompensava i candidati più estremisti dei due partiti. Il nuovo sistema elimina le primarie dei due partiti mescolandole in un’unica primaria aperta in cui tutti possono partecipare senza riguardo alla registrazione di partito. Ecco come si spiega il fatto che le primarie per la carica di governatore si svolgeranno a giugno e i due candidati con più voti si sfideranno poi a novembre. In teoria i due candidati finalisti potrebbero essere dello stesso partito. Nelle tre elezioni con il nuovo sistema i vincitori della primaria aperta sono sempre stati di diversi partiti conclusasi a novembre con vittorie dei democratici—Jerry Brown 2014, e Gavin Newsom 2018 e 2022.

Nella primaria in corso oltre a Hilton e Bianco, ambedue repubblicani, altri otto candidati democratici si starebbero dividendo i consensi. Il numero tre nelle preferenze, sempre secondo i sondaggi, è Eric Swalwell, attuale parlamentare della California del Nord (13%). Segue Katie Porter, ex parlamentare della California del Sud (12%). La Porter corse per il seggio al Senato 2 anni fa ma fu sconfitta da Adam Schmitt il quale fece il salto dalla Camera dei Rappresentanti alla Camera Alta. C’è poi il miliardario Tom Steyer che finanzia la sua campagna elettorale (10%). Gli altri cinque ricevono meno del 5 % nei sondaggi ma distraggono, impedendo ai primi tre di brillare con la confusione di un gruppo troppo grande.

Fino adesso non si è parlato di abbandonare la corsa per favorire un candidato democratico che con ogni probabilità vincerebbe uno dei due posti per l’elezione di novembre ed eventualmente la carica di governatore. La California, come si sa, è uno Stato liberal. I due ultimi governatori Jerry Brown e l’attuale Gavin Newsom (nella foto) sono democratici come lo è anche la maggioranza della legislatura sia alla Camera che al Senato. Per quanto riguarda la rappresentanza a Washington ambedue i senatori sono democratici—Alex Padilla e Adam Schiff— e 40 dei 52 parlamentari sono democratici. Questa cifra potrebbe aumentare considerando la recente approvazione delle nuove mappe elettorali che favorirebbero i democratici alle elezioni di midterm a novembre.

Vinceranno i candidati repubblicani la primaria come ci indicano i sondaggi e metteranno fuori i candidati democratici in uno Stato considerato ultra liberal? Possibile ma in realtà poco probabile. Il presidente del Partito Democratico della California Rusty Hicks ha già incoraggiato i candidati del suo partito con pochissime possibilità di vittoria a gettare la spugna senza successo fino al momento. Molti californiani non sembrano essere interessati all’elezione Statale per governatore, preoccupati di più dal carovita, soprattutto dal costo delle case e ovviamente dal costo della benzina, il più alto in tutto il Paese, ma sempre un po’ meno della media europea (1,30 € vs. 1,80 € ), “grazie” alla guerra di Donald Trump in Medio Oriente. Si sveglieranno gli elettori? Si spera perché un governatore repubblicano in California, con un PIL che oscilla fra la quarta e quinta potenza mondiale, ha notevoli poteri. Questi poteri sarebbero mitigati dalla legislatura dove i democratici possiedono una super maggioranza che probabilmente manterranno. Ciononostante, nella preparazione dei bilanci dovrebbero fare i conti con il veto del governatore, che nel clima politico polarizzato attuale, dovrebbe fare suonare un campanello d’allarme.

Domenico Maceri

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Domenico Maceri

Domenico Maceri, PhD, University of California, scrive su politica americana. Alcuni dei suoi articoli hanno vinto premi della National Association of Hispanic Publications.

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