L’esito delle elezioni amministrative non permette interpretazioni di comodo. Questo centrosinistra perde. Perde in significative zone del sud, ma soprattutto pesantemente al nord creando un preoccupante divario tra la rappresentanza nazionale e quella della parte trainante del Paese.
Il test è un voto amministrativo e non comporta le dimissioni dell’attuale esecutivo per cui ogni richiesta che si fonda su pretese formali in tal senso è completamente sballata.
Tuttavia una considerazione politica, scevra di inutili considerazioni formali e pseudo tali, va fatta e con essa una richiesta che va di diritto inoltrata sopratutto da chi appena un anno fa (come il sottoscritto) ha votato il centrosinistra sia per rispettabile convinzione sia, e siamo convinti che sono tanti, per il solo fine, altrettanto rispettabile, di veder mandato a casa l’onorevole Berlusconi.
La considerazione è che gli Italiani hanno detto, senza ombra di dubbio, che almeno questa parte della classe politica, quella di questo centrosinistra, è già bocciata.
Lo hanno detto votando liste in terze posizioni o direttamente il centrodestra, lo hanno detto soprattutto alimentando le file dell’astensionismo su cui è subito scattato un onesto grido di allarme del Presidente Bertinotti e del Ministro Fabio Mussi.
La Costituzione concederà all’Unione ancora fino a quattro (dico quattro … e Dio ce ne guardi bene) anni di governo, ma la stessa ha il dovere già da ora, con dati elettorali alla mano, di prendere atto della sconfitta con una sola possibile strada: quella di capovolgere l’impostazione politica data all’azione di governo e strutturare subito un nuovo centrosinistra anche con un auspicabile rimpasto ministeriale.
All’uopo si prenda in considerazione la richiesta, peraltro venuta da un esponente del centrosinistra, l’On.le Valdo Spini, di ridurre il n umero di ministri e sottosegretari con una cura alla Sarkozy! . Ridurr e il numero dei ministri a 15 e dei sottosegretari a 30.
Ma oltre ai numeri, pure importanti, è in un nuovo impegno verso gli Italiani che si potrebbe caratterizzare un nuovo veramente diverso centrosinistra.
Sarà possibile ?
Gli elettori del centrosinistra lo chiedono .
Una considerazione va fatta alle formazioni politiche nate nel corso degli ultimi mesi e dunque meno legate a questo centrosinistra, la Sinistra Democratica per il Socialismo Europeo del Ministro Mussi ed il movimento nato a Bertinoro. Essere legati a questo centrosinistra significherà, non oggi ma già alle prime elezioni utili, essere catalogati al fianco di una coalizione che non ci ha messo molto per essere bocciata dagli Italiani. Con le evidenti conseguenze di immagine ed elettorali.
Un’ultima considerazione, quasi un appello, va fatto ai Parlamentari laici, liberali, repubblicani, liberal/socialisti e socialisti riformisti ovunque eletti, nel centrosinistra o nel centrodestra, perché, alla luce di una maggioranza già inesistente nel Paese e di una opposizione che vive e cresce di solo muro contro muro, operino in Parlamento (al di là della mera collocazione formale) in piena autonomia e condizionino il Loro voto su un programma su alcuni significativi punti nell’interesse dell’Italia. Sono pochi, ma in queste condizioni determinanti. Se si presentano con proposte oneste, dando voce nel Palazzo al cittadino, possono diventare la forza che darà uno sbocco alla crisi della politica.
Gino Di Maro

Lascia un commento