Da Lo Camerone : Novella di Girolamo e su’ compagni.
di Messer Enrico de’ Martelloni

“ Bene, e sia”. Proseguì lo Magnifico. “Ora possiamo cominciar la nostra riunione segreta. A questo punto, lascio la parola a Silvio papa da pochi giorni eletto al posto dello alemanno…” “ No, quello è lo sindaco di Roma. Lo vecchio papa era tedesco, messer LoRenzi” Ravvedutosi che ebbe, lo Magnifico col tono della voce si corresse“ Sì me lo ricordo, ma sempre alemanno era, se egli è tedesco. Lasciatemi proseguire ora, mio buon Fico della Vendola”. “ Andrà tutto a puttane: è una missione impossibile.”. Esordì lo papa novo, scotendo il fazzoletto sullo scranno, prima che poscia le mele sue ebbe posato sul sedile. “ Non potrà mai esserlo finché sarò presente io.” Lo Interruppe Girolamo da Bersani.” La situazione è grave, preferirei essere mozzo lo capo a tondo, prima di perdere la patria. Io proporrei un santo governo tra noi, davanti a questo re. Io sono fra Girolamo da Bersani, boia di un mondo, e dico sia fatta la repubblica di Dio! “ “Semmai per dio, vorrai dire, perché, oh Girolamo, giramola come ti pare, e tu hai perso. Fra Grillo ti ha corbellato, con gli arrabbiati festeggiando sta. Sentite la fuori le grida et lo giubilo?” “ Mi dispiace papa Silvio, di deluder voi, questi che gridano sotto le finestre di messer LoRenzi sono i miei Piagnoni guidati da Fra Massimo D’a…Massimo D’a ….Massimo D’a…….l’è-ma-iala…sto perdendo anche la memoria…insomma sono dei mia, che sono tanti, più del trenta per cento e quindi, boia d’un mondo, il governo lo faccio io!” “Oh bravo!” volle dir lo primo cittadino della città del fiore” Salva l’Italia…e ora tutti a cena dal “Porcellum” poi se non vi piace e ci s’avvia da mia sorella Caterina, che cucina alla francese. Sentirete che anatra allo meloarancio, una specialità della casa, l’ha inventata lei.”
“Io non vengo penso alla repubblica, Domenedio !” “ Ma come! Neppure due strozza preti…” “Andate via bioa d’un mond leder, mi avete fatto incassare!” ombroso se n’andò lo frate col giramento. Tra le risate, tutti gli ospiti del Magnifico LoRenzi, se n’andonno a cena, meno che Fico della Vendola, che si ritirò con i frati, mentre per Emi –eminenza Fra Lunetta, non si trovò sgabello alla bisogna adatto per la tavola de commensali e si dovette mogio accomodar lì sotto e cheto. Nella gran festa che lo Magnifico avea apparecchiato per i suoi ospiti, avea trovato un posto fisso il Doge Poggi, che con gli altri molto avea apprezzato quel convivio. Tornando a casa, tutti lieti, raccontonno a tutti lor parenti e al popolo loro. Le risa mai finiron per la serata, compiacendosi molto con LoRenzi, anche lo papa Orgia si complimentò. Lo monaco Girolamo poi, La Repubblica fece, e anche l’Espresso. Dicon, poi, che vi morì davvero per un’infiammazione, pare di maggio, il 23 dell’anno Domenedio, 1498.

Lascia un commento