Europeismo convinto ero fra i pochi che difendevano l’UE al tempo dell’entrata in vigore dell’euro. Oggi possiamo immaginare dove sarebbe arrivata l’’inflazione se fossimo rimasti con la amata liretta.
Ma negli ultimi tempi questa Europa mi ha deluso profondamente. Per certe decisioni che ci cadono addosso come tegole.
Conosciamo tutti la vicenda superbonus che ci viene ripetuta quasi ogni giorno dai media . Il costo per lo Stato che ha aggravato il deficit e crea problemi per il patto di stabilità. Quindi la progressiva diminuzione degli incentivi per l’efficientamento energetico.
Ma che accadrà quando l’Europa ci imporrà le c.d. case green? Cinque anni sembrano molti ma sono pochi. Se i costi sono quelli prospettati da vari organi d’informazione (se è vero che occorrono oltre 40mila euro per un appartamento di modeste dimensioni…figuriamoci quanto per una villetta! ) molti di noi come faranno a sostenerli ? E se i costi non fossero così alti sarebbe meglio che organi competenti li smentissero e dessero parametri stimati … per tranquillizzarci. In ogni caso, penso che si dovessero dare tempi più lunghi e rendere più agevole, con adempimenti meno onerosi, il passaggio di classe energetica.
Eppure l’Europa, insieme alle prescrizioni, non ha parlato di particolari incentivi per venire incontro a questo salasso ….guarda caso proprio mentre l’Italia sta tagliando parecchio quelli che c’erano finora.
L’Europa fin troppo generosa in altri frangenti a elargire contributi , l’Europa che non sembra troppo sollecita nei confronti delle emissioni di gas di scarico da parte degli automezzi né sulla questione dei rifiuti o della plastica… ha puntato l’indice contro la casa ed è andata avanti a spada tratta fino alle ultime settimane della legislatura. Senza interrogarsi su quali conseguenze per i meno abbienti.
Inoltre, se davvero guardassimo con spirito equilibrato all’ambiente potremmo porre in alternativa un limite alle ore di riscaldamento (preferisco un po’ di freddo che un salasso ), come è avvenuto in altre epoche. Invece si punta a quei lavori che sollevavano entusiasmo quando le spese erano coperte al 110% con sconto in fattura (senza nemmeno aprire il borsellino, diceva qualcuno) ma che ora divengono in incubo… (Si dovrebbe anche tener conto che molti non hanno potuto usufruire del 110% per motivi indipendenti dalla loro volontà.)
Ora io spero che il nuovo Parlamento europeo adotti un atteggiamento più equilibrato. Ovvero agire di pari passo in tutti i settori. Ho già accennato alla questione della sempre maggiore produzione di rifiuti urbani spesso derivante da confezioni che tendono ad appagare l’occhio del consumatore ma che sono ridondanti… Quanto alle auto basta guardarsi intorno per vedere a ogni ora e in ogni località anche nei piccoli centri fiumi di traffico, code dove l’inquinamento è percepibile anche..a naso. Ma a tutto questo si risponde con interventi blandi, lontani nel tempo. Insomma, due pesi e due misure. E il riuso? Tanto de ne parla e tanto poco si pratica..Anzi tutto ormai ormai e getta.
E non tornate con le statistiche che il maggior numero di utilizzo di combustibile fossile viene dai risaldamenti ecc.ecc. Basterebbe essere più moderati, attuare una transizione ecologica su tutto il fronte dell’inquinamento e non puntare l’indice solo contro la casa, il bene che è considerato una sofferta “conquista” dalla gente semplice, dai ceti meno abbienti.
Gabriele Parenti

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