Nel Belpaese una conversazione su tre porta sui cani, con un parlare ammirato, affettuoso e orgoglioso di questi “cani-padroni”, considerati ormai dei preziosi “figli” a quattro zampe.
L’espressione “gone to the dogs” calza oggi perfettamente all’Italia e agli italiani. La Penisola, infatti, pullula di cani. Amorosamente nutriti, portati a spasso, vezzeggiati, sbaciucchiati… Il loro numero è altissimo. Un record europeo e forse mondiale. Come ho anche potuto di recente constatare, nel Belpaese una conversazione su tre porta sui cani, con un parlare ammirato, affettuoso e orgoglioso di questi “cani-padroni”, considerati ormai dei preziosi “figli” a quattro zampe dal momento che di veri figli, a due zampe, non se ne fanno quasi piu’. “Senza di lui non potrei vivere…” è la frase esprimente il sentimento piu’ diffuso tra questi “padroni-badanti” verso la loro creatura; alla quale manca solo la parola ma che in compenso abbaia, e come!
Nella politica “da cani” italiana, non ci si deve meravigliare che gli amici dell’uomo siano divenuti un tema elettorale. Ai possessori di cani, infatti, Berlusconi aveva promesso, tempo fa, generosi interventi pecuniari e morali, incluso il veterinario gratis. In pratica l’assistenza sanitaria gratuita e completa a beneficio di questo nuovo nucleo famigliare composto da una sola persona o tutt’al piu’ da due, e con al centro l’immancabile cane; una famiglia quindi ridotta, è proprio il caso di dire, all’osso. Un osso rosicchiato…
Confesso di aver creduto per un istante che Berlusconi si fosse impegnato addirittura a dare una pensione ai cani – una pensione non “da” cani come quella di tanti italiani, ma una pensione “per” cani. Ero stato tratto in inganno dalla formulazione di titoli di giornale come questo che riporto: “Berlusconi promette la pensione ai cani”. In realtà Berlusconi prometteva “pensioni” per cani, ossia alloggi, canili, rifugi, dove gli italiani avrebbero potuto collocare gratis “a pensione” il proprio amato cagnolino o cagnone, per un certo tempo, in occasione di situazioni particolari.
Nel paese dove dilaga l’amore per il figlio a quattro zampe, l’elevatezza morale di un individuo ormai si giudica dalla maniera in cui egli tratta il proprio cane. Chi ne ha quasi un branco appare come una sorta di Gandhi.
Tabulati telefonici, DNA, e numerosi altri indizi tendono ad accrescere i sospetti su Massimo Giuseppe Bossetti, presunto assassino di Yara? Ecco invece che il suo amore per i cani lo pone, per molti, al disopra di ogni sospetto. Nella foto centrale della sua pagina Facebook, egli tiene infatti affettuosamente in grembo il suo amato cagnolino. Come puo’ qualcuno che ama in questa maniera i cani essere un assassino? Moltissimi italiani con guinzaglio, innocentisti per la pelle anzi per il pelo, si sono subito posti questa domanda retorica dalla facile risposta…
Il Papa, che pur si ispira a San Francesco che amava addirittura i lupi, ha avuto parole critiche nei confronti della denatalità italiana con famiglie in cui l’amichetto o l’amichetta con pelo e a quattro zampe sostituisce, appunto, figli, mogli, mariti – e forse per qualcuno, oso insinuare io, rimpiazza anche l’amante. Si’, questo innamoramento per i cani è esagerato.
Ma in Italia, si sa, tutto è esagerato.

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