
Con una poesia di Ivan Franko, comincia la rassegna tra i poeti ucraini più rappresentativi o comunque significativi, di questo gentile e martoriato popolo slavo. Di sicuro, come ogni in ogni traduzione si perde parecchio del suo valore estetico, ma non di meno si possono apprezzare nel testo il sentimento e la sua forza espressiva.
Ivan Franko è forse il letterato poeta ed economista più conosciuto. Fu designato al premio Nobel. Morì poco prima nel maggio del 1916 a Leopoli in pieno conflitto mondiale.
Fautore e scrittore della lingua ucraina, e del suo risveglio, Franko ebbe un prestigio tale da non poter essere perseguitato per l’uso della lingua materna. Il giornalista sostenne sempre le posizioni di Kostomarov e di Dragomanov entrambi consapevoli del ” Risveglio” ucraino e più ampiamente di quello slavo. Il patriottismo di Franko esorta il popolo ucraino ad unirsi evidenziando il limite, prima che i loro oppressori, verso una unità ricercata per secoli. Polacchi e moscoviti in epoche anche recenti e a lui contemporanee, avevano vessato il popolo dominando in gran parte il territorio tra Driest e i Dnepr, i due fiumi dove storicamente gli ucraini vivevano e vivono. Va detto che il territorio ucraino, però, raggiungeva ad est quasi il fiume Don e a sud est, oltre il mar d’Azov, attraverso il Kuban fino al Caucaso e all’amica Georgia. Ivan Franko, fu tra coloro che risvegliarono la propria lingua, molto più antica di almeno ottocento anni di quella moscovita e molto più simile al polacco che solo per motivi religiosi e politici sono distinte dalle lettere di alfabeti differenti. Franko incita qui in questa poesia, all’unione e alla lotta per una identità e libertà che sarà per breve tempo realizzata poco dopo la sua morte, nella prima repubblica di Ucraina di Petliura e Skoropadskij del 1917/21.
Non è ora
Non è il tempo, non è l’ora e non è il momento
Per servire i polacchi e i moscoviti !
Non è il tempo, non è l’ora e non è il momento
Per gli stolti versare il sangue dal cuore
E amare lo zar, che deruba la gente,-
Per l’Ucraina diamo il nostro amore.
Non è il tempo, non è l’ora e non è il momento
Dentro la propria casa tra di noi litigare!
La differenza fra noi porti via il vento!
La bandiera ucraina ci dovrà radunare!
E adesso è giunta quest’ora:
Nella lotta pesante e attiva
Noi moriamo, ma la libertà e l’onore,
Conquistiamo la terra natia!

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