La “Piattaforma per la Crimea” ha visto la partecipazione di sessanta leaders di Paesi del Mondo promossa da Kyiv per riportare l’attenzione dell’occupazione moscovita della penisola che si affaccia sul mar Nero. Nella primavera del 2014, poco dopo la fuga del filo moscovita ex presidente Yanukovich, Mosca aggredì l’Ucraina occupando la Crimea allo scopo di mantenere il porto militare di Sebastopoli, strategico per avere uno sbocco sul mediterraneo. L’occupazione della Georgia in Abcasia e in Ossezia nel 2008 non avevano così più significato. Nella grande debolezza e confusione dell’Ucraina, Putin si era assicurato la penisola da cui fuggirono almeno trentamila persone tra tatari e ucraini. Alcuni di loro combatterono fino al gennaio 2015 all’aeroporto Prokofiev di Donetsk, costruito pochi anni prima in occasione del campionato europeo di calcio. I famosi Cyborg erano composti da fuoriusciti dalla Crimea e del Donbass. Da allora la repressione fu imposta nella penisola da Putin sui tatari e gli ucraini rimasti. Nessuno ha riconosciuto alla moscovia il diritto di annessione della Crimea e, anzi sono state denunciate più volte i soprusi, deportazioni e violenze sugli oppositori al regime dell’invasore. Per questo motivo Zelensky ha organizzato la piattaforma Crimea, per denunciare i crimini e la legittima appartenenza della Crimea all’Ucraina e ai tatari che fin dal 1991 erano uniti.
Questo di agosto è il secondo incontro in seguito a quello del ’21. Il presidente polacco Andrzej Duda ha voluto partecipare di persona col presidente ucraino Volodymyr Zelensky, mentre gli altri erano in videoconferenze.
Nel 2021, la piattaforma Crimea, non era stata presa in grande considerazione.
Quest’anno all’evento hanno partecipato personalità di spicco, tra cui il Segretario di Stato americano Anthony Blinken, il Cancelliere Olaf Scholz, il premier italiano Mario Draghi, il Presidente francese Emmanuel Macron, il Primo Ministro britannico Boris Johnson, il Segretario generale della NATO Jens Stoltenberg, il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, e molti altri.
Tutti i partecipanti hanno condannato l’occupazione moscovita della Crimea e la guerra su vasta scala. Scholz si è impegnato a inviare più armi all’Ucraina e a costruire moderni granai. Stoltenberg, invece, ha affermato che il Cremlino ha trasformato la penisola in uno dei luoghi più militarizzati al mondo.
Il fatto che rappresentanti di alto profilo di paesi non europei abbiano preso parte alla piattaforma, condannando la guerra della Moscovia contro l’Ucraina, è, senza dubbio, il principale successo della Crimea Platform-2.
Enrico Martelloni

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