La Russia perde ad oggi quarantamila uomini senza contare quelli perduti dalle agenzie private come la Wagner che sono stimabili in quindici mila. Senza contare disertori e feriti. La Moscovia perde millesettecento carri armati, quattromila mezzi, più di duecento aerei e poco meno di elicotteri. Sono state affondate, o messe fuori servizio ben quindici navi. Roba inaudita per un paese normale che fa capire la folle determinazione di uno Stato che è convinto che possa continuare a corrompere l’Europa per farla tacere davanti ai suoi crimini. Tra le ultime atrocità c’è quella dei prigionieri di guerra ucraini a Olenivka controllata dal Cremlino, che è stata bombardata con decine di morti dagli stessi russi. I dati sono da capogiro dopo appena cinque mesi dalla seconda invasione. Minaccia Lavrov, che gli aiuti USA servono solo per aumentare l’agonia dell’ Ucraina senza batter ciglio sulle proprie perdite. In nessun stato civile e democratico sarebbe sopravvissuto un governo con una politica del genere. A Mosca, però, è vietato dire che questa invasione è un fallimento. Per fare un paragone, in undici anni di guerra nel Vietnam, gli USA persero cinquantottomila uomini e più di centoquaranta mila feriti. L’opinione pubblica e i giornali liberamente, riuscirono a far cessare quell’inutile massacro dopo anni di proteste e dibattimenti parlamentari. l’Unione Sovietica non ha mai ufficializzato le sue perdite, mai nessuno ha protestato e non solo per quelle del Vietnam. Così, oggi i moscoviti non hanno cambiato comportamento. Nessuno può dire nulla. In cinque mesi di guerra, le perdite sono enormi nel tentativo di annettere gli oblast dell”Ucraina meridionale. E poi? La signora Thomas-Greenfield al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite il 29 luglio ha affermato che ci sono motivi per credere che il Cremlino stia per tentare di annettere tutte le regioni ucraine orientali di Donetsk e Luhansk e le regioni meridionali di Kherson e Zaporizhzhya “con l’obiettivo di organizzare referendum fasulli.”. Pensare che l’Ucraina aveva i suoi confini a est sul fiume Don e a sud oltre il mar d’Azov, il Kuban, fino alla Georgia! Il momento che stiamo vivendo è altamente pericoloso ed è necessario tenere viva attenzione e non dimenticare ciò che sta accadendo, sostenendo l’Ucraina a difendersi con sempre più armi letali.
Enrico Martelloni

Assolutamente d’accordo. Su tutto.
“””Il momento che stiamo vivendo è altamente pericoloso ed è necessario tenere viva attenzione e non dimenticare ciò che sta accadendo”””
Sulla disattenzione (e minchioneria) occidentale la Russia ha costruito la sua fortuna. Ricordo agli illustri esperti di RI che la Russ ha stipulato un solo grande Trattato regolatore dei propri confini (quello con la Cina) per il resto ha sempre applicato il noto principio del “Sic stantibus rebus”, stando così le cose … se serve e finché serve … relativizzando le conseguenze.