
L’attacco ucraino dello scorso fine settimana a Sebastopoli, in Crimea, potrebbe rivelarsi uno dei più letali per Mosca dall’inizio del conflitto. L’esercito ucraino afferma infatti che nel raid sarebbero rimasti uccisi più di 30 ufficiali russi e, tra loro, il comandante della flotta russa del Mar Nero. Gli ucraini non fanno nomi ma si tratterebbe dell’ammiraglio Viktor Sokolov, uno degli ufficiali più alti in grado della marina russa. Se confermato, l’attacco costituirebbe uno dei colpi più dannosi dall’affondamento della Moskva, la nave ammiraglia della flotta russa, nell’aprile 2022. Fonti militari ucraine hanno rivelato su telegram che l’attacco – parte di un’operazione denominata ‘Trappola del granchio’ – è avvenuto durante una riunione dei comandanti russi, e avrebbe gravemente danneggiato il quartier generale della loro flotta a Sebastopoli. Al momento non c’è nessuna conferma o commento da parte del Ministero della Difesa russo ma in risposta all’attacco sulla Crimea, l’aviazione russa ha colpito il porto di Odessa, parte di una nuova rotta per spedire il grano ucraino attraverso il Mar Nero. Nelle ultime settimane, Kiev ha aumentato notevolmente il numero di attacchi in Crimea, un territorio annesso illegalmente da Mosca quasi dieci anni fa, considerato di grande importanza strategica per entrambi gli schieramenti.

Chi è Viktor Sokolov?
Al momento, sull’uccisione di Viktor Sokolov non ci sono conferme né smentite. Se Kiev dichiara di averlo ucciso, nella giornata di martedì i media russi hanno diffuso un video in cui l’ammiraglio compare, in apparente buona salute, in mezzo ad altri ufficiali. Nel video però l’ufficiale non parla e non è chiaro a quando risalgano le immagini. “Sta al ministero della Difesa rispondere alle dichiarazioni ucraine – ha commentato il portavoce del Cremlino Dimitri Peskov – e il ministero non ha nulla da dire in proposito”. Gli interrogativi si moltiplicano anche sul web dove alcuni blogger russi hanno esortato il ministero della Difesa a diffondere informazioni sulle condizioni di salute dell’ammiraglio. Sokolov già comandante della Flotta del Nord e direttore dell’Accademia Navale Kuznetsov, aveva sostituito l’ammiraglio Igor Osipov nella guida della Flotta del Mar Nero nell’agosto 2022. Da allora gestiva tutte le operazioni nella regione. La sua morte sarebbe un colpo messo a segno per gli ucraini e una vera e propria disfatta per i russi. Dall’inizio dell’offensiva, entrambi i paesi hanno esagerato le stime sulle perdite nemiche, mentre spesso hanno glissato riguardo alle proprie. Ma data l’anzianità e la visibilità di Sokolov in molti ritengono improbabile che Mosca potrebbe riuscire a nascondere una sua eventuale morte per un periodo di tempo prolungato.
Perché la Crimea è così importante?
La penisola della Crimea, parte del territorio ucraino annesso da Mosca dopo l’invasione del 2014 e un successivo referendum non riconosciuto dalla comunità internazionale è l’ultimo fronte della guerra in corso tra Mosca e Kiev. Fino a poco tempo fa considerata una roccaforte delle forze militari russe, la penisola è stata bersaglio di un crescente numero di attacchi che hanno dimostrato la capacità degli ucraini di colpire ben al di là della prima linea russa. Tra i motivi per cui la Crimea è considerata di importanza strategica c’è la presenza di Sebastopoli, l’unico porto in acque profonde sul litorale , senza il quale Mosca non avrebbe una sede per la sua flotta del Mar Nero. La penisola ospita inoltre un’importante base logistica in cui il Cremlino accumula truppe, carburante, munizioni e altri rifornimenti. Bersagliando la penisola, Kiev punta quindi a complicare l’utilizzo della regione come hub logistico per i territori conquistati nell’Ucraina meridionale, dove Mosca è impegnata a fronteggiare la controffensiva. Se le truppe di Kiev conducono la loro controffensiva su più regioni e per centinaia di miglia, da tempo gli analisti sostengono che la guerra non può essere vinta senza prendere di mira le risorse e le operazioni russe in Crimea.
L’ombra dello shutdown sulla guerra?
E la guerra in Ucraina irrompe anche nel dibattito politico americano, sempre più acceso in vista delle elezioni del prossimo anno. Repubblicani e Democratici sono allo scontro aperto sulla legge di bilancio, in cui la Casa Bianca ha inserito 24 miliardi di dollari di aiuti militari e umanitari per Kiev. I legislatori hanno tempo fino al 30 settembre per superare lo stallo ed evitare il famigerato ‘shutdown’, la chiusura di tutti gli uffici e la conseguente paralisi dei servizi governativi. Se il presidente Joe Biden ha accusato “un manipolo di estremisti repubblicani” dell’impasse, il repubblicano Ron DeSantis, governatore della Florida e aspirante candidato alle presidenziali, ha dichiarato che “l’adesione dell’Ucraina alla Nato non è negli interessi del popolo americano”. Il politico repubblicano ha aggiunto che gli Stati Uniti “non dovrebbero dare un assegno in bianco” all’Ucraina in termini di finanziamenti per la guerra. Le sue dichiarazioni arrivano due giorni dopo la visita negli Stati Uniti del presidente ucraino. A Washington Volodymyr Zelensky ha ricevuto un’accoglienza piuttosto tiepida mentre nel Congresso, a cominciare dall’ala destra dei Repubblicani, si allarga il fronte degli scettici sull’appoggio alla causa di Kiev.
Il commento
Di Mattia Massoletti, ISPI Russia, Caucasus and Central Asia Centre
“Oltre che a ribadire la volontà di riprendersi il proprio territorio nella sua interezza, gli attacchi in Crimea servono all’Ucraina per complicare le operazioni di Mosca proprio lì dove Kiev è riuscita a ottenere le maggiori conquiste della controffensiva: lungo il fronte meridionale. Come testimoniato dal recente attacco al quartier generale della Flotta russa del Mar Nero a Sebastopoli – attribuito da molti a missili britannici Storm Shadow – gli aiuti dell’Occidente rimangono fondamentali per l’Ucraina. Resta da capire se quanto promesso e fornito basterà a rompere lo stallo in favore di Kiev. Intanto Kiv combatte la sua lotta anche contro il tempo; sa che nel 2024, con le elezioni in Europa e negli Stati Uniti il supporto occidentale potrebbe venire meno”.
A cura di Ispi

Più che istituto, siete da istituto sanitario. Melliflui, falsi e con analisi da pro russi , cioè da difesa di chi ha occupato l’Ucraina e sterminato civili deportato minori e adulti dal 2014.
Ponete argomento che non hanno nessun peso specico sulla realtà, giocote con sobria inesattezza speculando su notizie che vorreste fossero rilevanti e no lo sono, mascherando il desiderio di fruttaziine da pro russi.