Il nuovo parlamento ucraino rivoluzionerà, vedremo quanto, la Verkhovna Rada, il parlamento mono camerale dell’Ucraina. Il sistema elettorale è per il cinquanta per cento proporzionale con sbarramento al cinque per cento, per il resto uninominale secco. Le elezioni anticipate sono state indette dal neo presidente Volodymyr Zelensky, come previsto dalla costituzione. Questi, è stato eletto con più dl settanta per cento dei voti lo scorso maggio, superando il presidente Proshenko. Presto sapremo con chi, la democratica Ucraina, affronterà i prossimi cinque anni e le impegnative sfide: dal Donbas alla Crimea, alla corruzione, che ancora regna lungo tutto il territorio attraversato del Dnepr. Il rientro di Mikheil Saak’ashvili in Ucraina, dal giorno del suo rapimenti in un noto ristorante di Kyiv, ha ridato credibilità alla giovane democratica repubblica, che oggi affronta le urne elettorali. Il partito che avrà la maggioranza dei voti, pare essere proprio quello di Zelensky, “ Narodu Sluga”, o “ Servo del Popolo” , titolo di una serie televisiva che ha avuto notevole successo e parodia del comunista sovietico che si definiva, appunto, “ Servo del Popolo”. Zelensky, non è comunista; questo partito è vietato come da noi quello fascista, e se ne capiscono le storiche ragioni. Ma sotto sua pubblica ammissione, nelle precedenti elezioni egli aveva votato per Poroshenko. Oggi, il cambiamento: Zelensky ha sbaragliato tutti, forse ottenendo al secondo turno anche i voti di Boyko, filo russo. Ma la marcia verso la presidenza è stata favorita da diversi nuovi alleati e dal popolo, stanco della gestione della Rada e del precedente presidente. C’erano più di venti partiti in lizza. Tra gli oppositori, quello di Poroshenko il più accreditato . Defilato quello della passionaria Timoschenko. Un gruppo di partiti sostiene Zelensky. Il giovane presidente, che fino ad ora si è mosso bene soprattutto in politica estera, avrà almeno il sostegno dei partiti Golos e Ruh Novih sil ( Movimento di forza nuova) di Saak’ashvili. Nel contesto è però difficile capire le vere alleanze e solo in seguito, potremo vedere quanto il nuovo parlamento risponderà alle iniziative del Presidente.
Enrico Martelloni

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