
L’altro ieri a Parigi un altro incontro dei “volenterosi” + Zelensky per parlare di garanzie di sicurezza dell’Ucraina e minaccia russa.
Il notiziario europeo del Financial Times si apriva qualche giorno fa su una grande foto con tre fregate militari in navigazione, con questo titolo: “La Gran Bretagna in colloqui avanzati per costruire navi da guerra per Danimarca e Svezia, in un quadro di alleanze più strette per affrontare la minaccia russa”. (la Svezia, Paese Ue, è appena entrata nella Nato).
Alla vigilia del nuovo “summit dei volenterosi” sull’Ucraina convocato a Parigi dal presidente francese Emmanuel Macron e da Starmer, “Politico” apriva sullo avvitamento sempre più grave della crisi politica e finanziaria francese. Sul sito-portavoce per eccellenza delle tecno-élites globaliste l’enfasi non è mancata: è stata prospettata addirittura una crisi del modello istituzionale della Quinta Repubblica.
Ma la conclusione (fin dal titolo) è stata un gioco di prestigio: la situazione francese è talmente preoccupante che le dimissioni di Macron sarebbero il peggiore degli errori, come anche la scioglimento anticipato dell’Assemblea nazionale: “L’abbandono di Macron sarebbe un terremoto sulla scena diplomatica”. Più chiaro di così, e pazienza per la difesa delle libertà democratiche occidentali, missione dichiarata dei “volenterosi”. Il presidente francese è trincerato nel bunker dell’Eliseo, dove sta volando Starmer per cenare con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Ma al tavolo surreale voluto da due volenterosi screditati in patria da elezioni e sondaggi e poi sui mercati internazionali, salvo colpi di scena non ci sarà il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che si sta occupando delle difficoltà create al suo Paese principalmente dalla guerra ucraina voluta dall’ex presidente Usa Joe Biden (invece il successore Donald Trump a parole vorrebbe farla cessare).
Merz non dimentica che uno degli esiti immediati della guerra è stata la distruzione dei gasdotti Nord Stream ad opera dei servizi segreti ucraini.
L’idea che l’Ucraina diventi permanentemente coi miliardi europei uno Stato-esercito controllato da milizie e oligarchi con sentori di corruzione sempre più intensi, chiaramente non piace a Berlino. Non piace neppure al governo italiano (Giorgia Meloni si è collegata in videoconferenza). Palazzo Chigi ha infatti già confermato di non voler partecipare a un “esercito europeo” a guida franco-tedesca di complemento alle brigate ucraine sull’infido confine del possibile cessate il fuoco su Donbass e Crimea.
La stessa Germania (ma anche l’Italia) non sembra per nulla entusiasta di trasferirsi sotto la difesa (a pagamento) di un minuscolo ombrello nucleare anglo-francese, fra l’altro gestito da un Paese reduce dal distacco dalla Ue. Meglio la Nato con un maggior contributo europeo per la difesa dell’Europa. Ma la Nato, cioè gli Usa di Trump, vorrebbe la fine della guerra, non la sua prosecuzione per compiacere un presidente francese, giudicato ormai incapace di guidare il suo Paese, che vuol giocare a Napoleone, in maschera, su un cavalluccio a dondolo (come si è visto in una vignetta pubblicata sulla prima pagina del Corriere della Sera). Non è così, Macron non vede, a ragione, la possibilità di una Pace nell’immediato.
Nella telefonata con Donald Trump, al termine del vertice di Parigi tra i Volenterosi, il presidente Usa ha invitato gli europei a «smettere di comprare petrolio russo» e a fare pressioni economiche sulla Cina «perché finanzia la guerra russa».
Al termine dell’incontro, Emmanuel Macron ha spiegato: “A tutt’oggi 26 Paesi di questa Coalizione dei Volenterosi si sono impegnati per inviare truppe in Ucraina come forze di riassicurazione fin dal giorno seguente alla firma di una pace”. Il presidente francese ha precisato che: “Non è di fare la guerra ma di garantire la pace e un cessate il fuoco, e prevenire un nuovo attacco. Non conosciamo il bilancio preciso di questa guerra. Ma sappiamo che la Russia ha perso nel suo disegno oltre un milione di soldati, uccisi o feriti, per conquistare meno dell’un per cento del territorio ucraino dal novembre 2022”. Un programma non immediato e non risolutivo.
Anche Giorgia Meloni ha chiarito la sua posizione, illustrando la proposta di un meccanismo difensivo di sicurezza collettiva ispirato all’articolo 5 del Trattato di Washington, quale elemento qualificante della componente politica delle garanzie di sicurezza per l’Ucraina. Palazzo Chigi ha precisato: “La premier ha confermato l’apertura a supportare un eventuale cessate il fuoco con iniziative di monitoraggio e formazione al di fuori dei confini ucraini», ribadendo allo stesso tempo l’indisponibilità dell’Italia a inviare soldati in Ucraina”.
Macron ha accusato Mosca di portare avanti una sua guerra di aggressione e ha giudicato immorale, illegale e impossibile la richiesta russa di ritiro delle truppe ucraine come condizione preliminare a colloqui di pace, affermando: “Se la Russia continua a rifiutare i negoziati di pace concreti noi adotteremo ulteriori sanzioni insieme con gli Stati Uniti e daremo risposte chiare a questo rifiuto di progredire. Questo è anche quanto espresso poco fa dal presidente Donald Trump durante la nostra chiamata”.
Dalla Cancelleria tedesca si legge: “I partner europei hanno informato Trump sullo stato dei loro lavori. Hanno espresso la speranza che gli Stati Uniti continuino a contribuire in modo sostanziale agli sforzi comuni a sostegno dell’Ucraina, alla formulazione di garanzie di sicurezza e alla definizione di un processo diplomatico mirato”. Volodymyr Zelensky, intervenuto a margine della riunione, ha dichiarato: “Un incontro con Putin è necessario. Abbiamo sostenuto le proposte in ogni modo. Credo che se volessero rovinare un incontro, mi suggerirebbero di andare a Mosca. Ma se la Russia parla di un incontro, è già un primo passo, gli incontri tra leader adulti devono già avere in mente i risultati e questa è la fine della guerra”. L’incontro in Russia voluto da Putin suona come una minaccia, e non è prudente accettarlo, anzi è assolutamente necessario l’incontro in un Paese neutro.
In realtà i Russi non vogliono la Pace per ovvie ragioni e le continue sanzioni di Europa e Stati Uniti spingono sempre più la Russia ad avvicinarsi a Cina e India. L’Europa, sempre più sola, continuerà a sentirsi minacciata dalla guerra in Ucraina dove continuerà a spendere risorse finanziarie per sostenere la difesa dell’Ucraina.
E’ in corso un gioco di logoramento a vantaggio dei Paesi che si pongono in alternativa all’egemonia dell’Occidente, senza una chiara prospettiva per il futuro.
Salvatore Rondello

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