Prima di tutto solidarietà. Solidarietà per i dipendenti Matec, Piaggio, Richard Ginori, Manetti, ect.
I principi dei lavoratori sono sacrosanti ed istituzioni ed imprese devono lavorare di comune accordo perché essi siano rispettati, facendo attenzione a farli collimare con gli interessi di tutti.
In seconda battuta complimenti. Complimenti a quei lavoratori che – e parlo dei dipendenti Matec – forti dell’interesse collettivo e della visibilità nazionale (le passerelle degli esponenti dell’Unione da Roma, non ultimo Vannino Chiti, sono oramai una moda) si scoprono ottimi strateghi del marketing; ne è l’esempio la visita a Marcello Lippi durante un ritiro della nazionale a Coverciano. O al coraggio – e parlo dei dipendenti Piaggio – dimostrato andando ad interrompere il traffico sulla superstrada FI-PI-LI.
Tutto ciò premesso, mi domando: esistono dipendenti di fascia A e dipendenti di fascia B?
Nei due casi sopraccitati gli imprenditori, i rei..!, sono manager di comprovata fama internazionale (famiglia Lonati e Colaninno).
Ma a livello locale, e qui i dipendenti di fascia B, vi sono realtà che non hanno nulla da invidiare (!) alle aziende sopraccitate e parlo, tanto per citare due nomi, di ATAF e Aeroporto di Firenze.
La crisi ATAF è oramai nota da tempo. Rappresentative sindacali e istituzionali sono in “guerra” per cercare di trovare una soluzione che tarda ad arrivare e che speriamo sia vicina e a beneficio di tutti.
Sull’aeroporto di Firenze invece solo recentemente, e solo a carattere locale quando invece è una struttura che dovrebbe risultare strategica a più ampio raggio, si è rivolta l’attenzione.
E’ di ieri la notizia che dai primi di Febbraio 52 dipendenti verranno messi a casa senza una certezza di reintegro e soprattutto – dicono loro – senza sapere chi ringraziare – e a buon ragione, diciamo noi!à
E mentre il Consiglio regionale ha, come si legge nella lettera della capogruppo di RC Monica Sgherri apparsa anche su queste pagine, affrontato proprio in fase di assemblea consiliare la questione Matec e Piaggio, nessuno si è preso l’iniziativa – e sono le lamentele di Marco Carraresi dell’UDC riportate dalle cronache odierne – di dire niente!
In queste due realtà, non c’è bisogno di dirlo ma lo vogliamo comunque sottolineare, i “padroni” sono le istituzioni; il Presidente ATAF, Elisabetta Tesi, è ex assessore della giunta Domenici in quota DS.
Allora non sono solo gli imprenditori volti al più alto lucro che si disinteressano del futuro e del lieto vivere dei propri dipendenti, ma anche quegli esponenti di governo locale, tutti rappresentativi di una certa sinistra che ha da sempre fatto del sociale un proprio cavallo di battaglia, che tanto buon cuore si vede più non anno?
Claudio Tirinnanzi

Sono d’accordo con te. Certo, ci sono dipendenti di serie A e dipendenti di serie B. Così come accade per la politica a livello nazionale, è del tutto evidente che quei padroni, cui tu facevi cenno, preferiscono più parlare ed amplificare i problemi degli altri che non risolvere i propri. Poi, quando parlano dei propri problemi, ne addossano immancabilmente la responsabilità alla fazione opposta! Sic et sempliciter!