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Trumputin : dialogo platonico

“Quello che mi tormenta, illustre maestro di ogni virtù, è il fatto che una gran parte dell’opinione pubblica americana continua a sostenere Donald Trump nonostante gli evidenti problemi che la sua presidenza sta innescando a livello internazionale e locale.

di Oscar Bartoli | 23 Luglio 2018

Fedone:
“Mio illustre Gran Maestro, meraviglia delle meraviglie… Eccomi qua ai vostri piedi dopo molto peregrinare tra le ambasce del mondo animalesco sottostante questo quieto e tranquillo paradiso olimpico.

Platone:
“Giovane e nerboruto virgulto tratto dai miei annosi dialoghi, ti rivedo con estremo piacere. Dove fosti nel tuo peregrinare?

Fedone:
“Andai soprattutto nella terra d’America a cercare di capire cosa vi sia alla base di questo mutamento epocale che sta sconvolgendo la realtà di quella che fino a poco tempo fa veniva considerata la più antica tra le nuove democrazie

Platone:
“E sono convinto che ti sei anche tu innamorato del fenomeno Donald Trump, questo incredibile personaggio che sta cambiando in meglio la morfologia del pianeta terra…

Fedone:
“In meglio, venerabilissimo gran maestro? Vi sentite bene, con tutto il rispetto per la vostra austera complessione psico fisica? Questo Trump sta distruggendo quanto di buono era stato creato negli ultimi 70 anni in Europa e nel mondo intero. Un volgare personaggio emerso dai bassifondi del’affarismo americano… E mi si rivolta lo stomaco ogni volta che qualcuno lo definisce un imprenditore… Si tratta solo di un lurido opportunista, specializzato nel trattare con la schiuma della criminalità planetaria per assicurarsi il supporto e la pace confortevole per le sue iniziative immobiliari e i suoi casinò.

Platone:
“Caro Fedone, mi rendo conto che il tempo passa ma non certo a tuo favore perché ti ritrovo sempre più imbarbarito nelle tue machiavelliche interpretazioni di una realtà che come diceva il maestro Eraclito nel 523 a C, e’ in continuo movimento (‘panta rei’) tutto scorre, tutto si trasforma e non si può attraversare il fiume nello stesso punto. La tua visione di Donald Trump è completamente fuorviata dalle tue sedimentazioni  libertarie che offuscano la tua capacità di guardare con occhio positivo a quanto Donald sta facendo prima di tutto per l’America e poi per il mondo intero.…

Fedone:
“Incommensurabile pilastro della cultura universale: io non sono acciecato da un bel niente ma ragiono e intendo farlo basandomi sui fatti. Nelle ultime settimane Trump ha partecipato ad un ignobile show a Singapore consentendo al dittatore Kim Jon un della Corea del Nord di assumere una posizione ed un ruolo internazionali oltre tutto condizionando il nuovo rapporto con gli Stati Uniti ad una promessa di denuclearizzazione che si basa solo sulle parole non sui fatti. C’è poi stato l’episodio della conferenza stampa dopo l’incontro faccia a faccia tra Donald e Vladimir Putin, nel quale il presidente degli Stati Uniti ha affermato di essere dalla parte dello czar russo, negando che vi siano state intromissioni dell’intelligence russa nelle elezioni presidenziali del 2016 e smentendo oltretutto il lavoro delle agenzie di controinformazione americana. Un episodio questo che ha rivoltato lo stomaco e la coscienza alle decine di migliaia di americani che rischiano la vita per assicurare un servizio di intelligence completo al governo Trump.

Platone:
“Fedone mio caro, temo proprio che tu non sia sufficientemente informato. Appena rientrato a Washington il presidente degli Stati Uniti si è affrettato a dichiarare il suo massimo apprezzamento per il lavoro svolto dalle agenzie di intelligence americane, ammettendo inoltre che qualche manipolazione i russi devono averla fatta nelle elezioni del novembre 2016 anche se queste intrusioni non hanno portato-secondo lui-ad alcuna modifica dell’esito finale della competizione elettorale.

Fedone:
“Quello che mi tormenta, illustre maestro di ogni virtù, è il fatto che una gran parte dell’opinione pubblica americana continua a sostenere Donald Trump nonostante gli evidenti problemi che la sua presidenza sta innescando a livello internazionale e locale. Basti pensare alle numerose gaffes collezionate durante il suo recente giro europeo e alle offese elargite gratuitamente al primo ministro canadese. E poi, consentitemi: ancora non so darmi pace che un analfabeta come Donald Trump (si rifiuta di leggere ogni pezzo di carta che gli viene sottoposto dai collaboratori) possa trovare in larga parte dell’opinione pubblica americana ancora un largo consenso. Si dice perché Donald Trump parla alla pancia della gente che preferisce essere rappresentata da questo rozzo e discusso pupazzo, tanto quello che conta è l’economia che va bene e quindi è meglio lasciare stare le cose come stanno…

Platone:
“In parte ti sei dato una risposta, caro Fedone. E siccome tutto cambia, questo personaggio istintivamente sta cambiando la geopolitica planetaria stabilendo nuovi rapporti bilaterali tra i quali spiccano quelli con la Russia, appunto, e la Cina. Annichilendo l’Europa ormai in stato pre-agonico a causa dell’insorgere al suo interno di nuovi governi sovranisti e populisti. Tu, mio carissimo allievo, devi guardare alla realtà attraverso un diverso cristallo.

Fedone:
“Non mi riesce, venerabilissimo gran maestro. Non posso dare credito ad uno squallido personaggio che occupa il posto di uomo più potente del pianeta avendo alle sue spalle numerosi episodi di bancarotta, rifiuto di evidenziare le proprie dichiarazioni delle tasse, tradimenti molteplici con assurdi tentativi di tacitazione monetaria, un lessico verbale di 200 parole la maggior parte delle quali costituita da superlativi assoluti… No, esimio portavoce della bontà universale: non ce la faccio a individuare in Donald Trump elementi di positività. Purtroppo so bene che gli americani non riusciranno forse a ribaltare i risultati delle elezioni di mezzo termine vuoi perché sicuramente anche questa volta i russi interferiranno con la loro cyber war, guerra cibernetica, vuoi perché la suburra americana ha ormai preso il potere…
Si vedo dal vostro aggrottare la fronte che questa mia definizione di suburra non vi piace. Ma come definire altrimenti quella larga componente della popolazione americana che si trova in perenne simbiosi passionale con un personaggio come Donald Trump? Per gli psicologi si tratta di un transfer secondo cui: “semi analfabeta anche lui come me, ma lo ammiro perché circondato sempre da bellissime donne, pieno di soldi, lui sì che si gode la vita…” E questa soap opera continua ad andare avanti con altre puntate mentre il finale è di là da venire.
Vi saluto, splendido maestro di vita. Arrivederci alla prossima…”

Oscar Bartoli  (letter from Washington)

Pubblicato in : Primo pianoTag: anni, cina, conferenza stampa, consenso, dittatore, elezioni, eraclito, europa, governo, lavoro, mondo, mondo intero, movimento, opinione pubblica, putin, soldi, stati uniti, tasse

Info Oscar Bartoli

Oscar Bartoli, Avvocato, giornalista pubblicista, collabora con molti media italiani. Risiede negli Stati Uniti dal 1994 e vive tra Washington D.C. e Los Angeles. Ha lavorato per molti anni nel gruppo SMI,leader europeo nel settore metalli non ferrosi, successivamente nell’IRI come responsabile dei contatti con i media e in seguito direttore IRI USA. Ha insegnato per dieci anni alla scuola di giornalismo della Luiss e per due anni alla Catholic University di Washington DC. Tiene un corso sulla comunicazione nel Master di Relazioni Internazionali dello IULM di Milano. Da giovane, per pagarsi gli studi ma, soprattutto, perche’ gli piaceva, ha lavorato come chitarrista – cantante suonando nelle case del popolo, circoli cattolici, night clubs, radio e televisione. Gli articoli per la rubrica Pillole d’Oltreatlantico sono pubblicati dal blog Letter from Washington DC

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