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Trump, Xi Jinping e Putin: gli autocrati che minacciano la democrazia europea

Trump è volato in Cina per incontrare il suo ‘nemico’ Xi, Jinping. Accompagnato dalla schiera dei suoi amici-affaristi che, tra una chiacchiera e l’altra, strappano e firmano contratti alla faccia del mondo dei creduloni. Di quelli che pensano ancora che la politica fondata su etica e valori conti di più di quella loro fondata sui valori bollati, la grana insomma. I due oggi hanno parlato di come spartirsi le rispettive sfere di influenza senza creare intralcio ai loro interessi. Insomma, a come arricchirsi ancora di più e su quelli che poi saranno chiamati a pagare il conto. Noi.

di Nico Perrone | 16 Maggio 2026

Trump è volato in Cina per incontrare il suo ‘nemico’ Xi, Jinping. Accompagnato dalla schiera dei suoi amici-affaristi che, tra una chiacchiera e l’altra, strappano e firmano contratti alla faccia del mondo dei creduloni. Di quelli che pensano ancora che la politica fondata su etica e valori conti di più di quella loro fondata sui valori bollati, la grana insomma. I due oggi hanno parlato di come spartirsi le rispettive sfere di influenza senza creare intralcio ai loro interessi. Insomma, a come arricchirsi ancora di più e su quelli che poi saranno chiamati a pagare il conto. Noi.

GLI STATI UNITI

Mario Draghi, che oggi ha ricevuto il premio Carlo Magno, nel suo intervento ha usato parole da brividi, che mettono paura. “… e il mondo che un tempo aiutava l’Europa a generare prosperità non esiste più – ha detto- è diventato più duro, più frammentato e più mercantilista.

Dall’altra parte dell’Atlantico, non possiamo più dare per scontato che i garanti dell’ordine del Dopoguerra siano ancora impegnati a preservarlo. Decisioni con profonde conseguenze per le economie europee vengono prese sempre più unilateralmente, ignorando le regole che gli Stati Uniti un tempo sostenevano. E per la prima volta dal 1949, gli europei devono affrontare la possibilità che gli Stati Uniti non garantiscano più la nostra sicurezza nei termini che avevamo dato per acquisiti.

LA CINA

Nemmeno la Cina offre un’alternativa stabile. Sta generando surplus industriali su una scala che il mondo non può assorbire senza svuotare la nostra stessa base produttiva. E sostiene direttamente il nostro avversario, la Russia. In un mondo di alleanze mutevoli, ogni dipendenza strategica deve ora essere riesaminata. Per la prima volta nella memoria vivente, siamo davvero soli insieme”.

LA RUSSIA

Per la prima volta noi europei “siamo davvero soli insieme”. Da qui bisogna partire,considerando che vicino a noi c’è il terzo incomodo, Vladimir Putin, il boss che con la sua cricca comanda in Russia. Che in queste ore, proprio per mettere becco nella relazione a due tra Trump e Xi Jinping, ha fatto approvare dal suo parlamento (vabbè) una legge dell’orrore, che paventa un futuro di possibile guerra anche in casa nostra. La nuova legge approvata dalla Duma in queste ore espande drasticamente il potere di Putin di inviare il suo esercito all’estero. La chiacchiera che i boss russi hanno usato per giustificare tale obbrobrio è quella “di proteggere i cittadini russi da ‘azioni illegali’ di tribunali stranieri o internazionali”. Questa legge, nei fatti, permette a Putin e ai suoi scagnozzi di “ordinare operazioni militari per prevenire l’arresto, il processo o la detenzione di cittadini russi all’estero”.

Insomma, a parere di molti analisti è il pretesto legale permanente per intervenire militarmente ovunque Mosca ritenga che i propri interessi o i suoi uomini siano minacciati. Arrestiamo uno dei boss che magari ha commesso un crimine orrendo? Putin può mandare la sua squadra di assalto a liberarlo. E se non ci riesce, magari pure lui arresta qualcuno di quel paese per lo scambio di prigionieri. Questo è il mondo in cui ci troviamo adesso a vivere, e le cose non possono che peggiorare se non ci sarà una riscossa di massa in difesa della nostra libertà, dei valori di cooperazione pacifica che hanno garantito pace e prosperità a tutti i cittadini europei. I servizi di sicurezza europei sono già in allarme.

Perché la Russia ha già usato la ‘protezione’ dei cittadini russi come giustificazione per invadere la Georgia nel 2008 e l’Ucraina nel 2022. Magari sta già facendo un pensierino sui Paesi Baltici o la Moldavia. Non ci resta che resistere e avere fiducia nel vecchio detto: “Le catene sono fatte di metallo, i pensieri no. Eppure i pensieri possono incatenare più del metallo”. Usiamo la testa, anche se gli altri la perdono.
Nico Perrone

Direttore responsabile Agenzia Dire.it

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Nico Perrone

Nico Perrone è il direttore dell'”Agenzia Dire”. Perrone, nato 64 anni fa a San Benedetto del Tronto, nel 1988 è tra i fondatori dell’agenzia Dire, di cui è stato il primo praticante giornalista. Da cronista parlamentare segue la politica nei vari ‘Palazzi’ fino al 1994, quando si trasferisce a Bologna per lanciare ‘Dire Emilia-Romagna’ come capo della redazione. Nel 2000 accetta la proposta di far nascere e di dirigere il nuovo quotidiano cittadino ‘Il Domani di Bologna’, allegato al quotidiano nazionale La Stampa. Nel 2006 il direttore della Dire, Giuseppe Pace, lo richiama a Roma per guidare il servizio Politico parlamentare affidandogli la vicedirezione della Agenzia.

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