• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Trump, Macron e le delusioni del nuovismo

di Beppe Facchetti | 2 Agosto 2017

Donald Trump e Emanuel Macron, la cui diversa qualità politica e culturale non è qui in questione, sono oggi accomunati da un calo di consenso, uguale e contrario al sorprendente successo elettorale, che aveva avuto un denominatore comune: la disperata ricerca del nuovo da parte degli elettori.

Bravissimo e coraggioso nella simbologia europea, Macron ha fatto finora il francese nazionalista, per di più sempre a spese dell’Italia: immigrazione, cantieristica, Libia. Quanto a Trump, è prigioniero delle promesse elettorali e non riesce a distinguerle dal severo realismo dell’amministrazione.

Il loro consolidamento dipenderà paradossalmente dalla capacità di superare la ragione protestataria che li ha portati al potere.

Per ora, sono accomunati dalla delusione di chi pensava, forse sul serio, che bastasse una scelta controcorrente per risolvere le cose, un pò come la Brexit per i britannici, per l’opinione, tanto diffusa quanto pericolosa, per cui “li abbiamo provati tutti, non saranno peggio degli altri”. I guai seri di un Paese cominciano anche cosi, da risentimenti che durano il tempo di una crocetta sulla scheda, per poi ritrovarsi una praticante legale alla guida della più grande metropoli italiana.  Una signora gentile, che non ha mai rubato, ma, come diceva Benedetto Croce, per un politico l’incapacità è il vero furto.

Per fortuna di Francia e USA, a differenza di un’Italia che si fa fare la legge elettorale dalla Consulta, per i transalpini ci sono l’autorevolezza dello Stato e l’influenza di una grande scuola di amministrazione che ha espresso anche questo Presidente, e per gli americani c’è un saggio e secolare sistema basato sui pesi e contrappesi, che condizionano un miliardario abituato solo al concetto che volere è potere.

Il problema generale è comunque molto serio, perché c’è contraddizione tra un’epoca sempre più complicata, e una opinione pubblica che cerca soluzioni sempre più semplici, spesso semplicistiche. Concorrono a questa rincorsa della banalizzazione fattori magari anche innovativi, come il web a portata di tutti, farcito però da fake news. Vince un incrocio perverso da un lato tra l’idea che tutto è complotto, che la dietrologia è l’unica via per la verità, e dall’altro di nuove convinzioni, come quella per cui non esistono più destra e sinistra.

La prima produce negazione di ciò che è scienza e competenza, in quanto espressioni di élite egoiste e interessate. Tipico esempio il no ai vaccini per non favorire le aziende farmaceutiche. La seconda, tema da politologi, è la premessa di confusione, alibi per il trasformismo: 512 transumanze in questo Parlamento, 14 in tutta la prima repubblica, con eletti di destra che appoggiano la sinistra, ma poi tornano a destra, festeggiati masochisticamente da quelli che non hanno cambiato idea.

Giovanni Sartori parlava già negli anni 70 del fascino irresistibile del “nuovismo”, ma oggi siamo oltre. Le ricette sono quelle del marciapiede. Come ha osservato Francesco Giavazzi, c’è una “tempesta perfetta” (globalizzazione, migrazioni, crisi finanziaria) e la risposta ha il “fiato corto, una visione di breve periodo, e quando va bene si limita a spostare i problemi al domani, rendendoli semplicemente più acuti”.

In Italia, non abbiamo né uno Stato solido, né uno Stato modernamente flessibile, e stiamo andando incoscientemente verso una non maggioranza parlamentare, rimettendoci nelle mani della speculazione proprio ora che c’è un pò di ripresa. L’unico scudo che abbiamo, l’euro, è sotto attacco, proprio perché percepito come lo strumento di una élite finanziaria e burocratica.

Per noi, quindi, il pericolo è maggiore, perché privi di un comune sentire almeno su alcuni principi. Siamo divisi su tutto. L’introduzione del maggioritario, ora fallito, ha istituito il diritto-dovere al litigio, come in un eterno talk show collegato in diretta a piazze solo pronte all’invettiva. Come quelle dei canali di Mediaset, curioso propellente non del centrodestra ma dei 5Stelle…

Lenin sosteneva che anche una cuoca poteva dirigere lo Stato. Solo che Lenin lo aveva sostituito con la forza omnicomprensiva del partito-stato, che doveva garantire capacità di guida, e infatti alla sua testa ci volevano dei “rivoluzionari di professione”, inflessibili nel garantire una dittatura.

In democrazia è tutto più complesso, e i grandi problemi, a cominciare dal più epocale, l’immigrazione, non si risolvono con ricette confezionate come in cucina, per restare all’esempio leniniano.

Le elezioni del 2017 in Europa sono state comunque confortanti perché i votanti – pur con la defezione di troppi – hanno respinto le sirene più inquietanti.  E’ forse solo una speranza, ma è come se si fosse capito che ad un certo punto la ricreazione finisce.

In fondo, persino Tzipras è tornato ad emettere titoli del Tesoro greco, e non stanno andando male. E’ ora che anche lui si rimetta la cravatta. Fa un pò capitalista, ma forse il suo Paese si salverà. Ora pensiamo a salvare il nostro. Abbiamo protestato abbastanza.

Beppe Facchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: amministrazione, anni, anni 70, benedetto croce, consenso, crisi, crisi finanziaria, democrazia, elezioni, europa, finanziaria, francia, globalizzazione, immigrazione, italia, legge elettorale, libia, mediaset, opinione pubblica, parlamento, prima repubblica, repubblica, scuola, speranza, tesoro

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti