
Il Presidente Donald Trump, ha dichiarato che potrebbe lavorare a un piano di denuclearizzazione con Cina e Russia, senza fornire dettagli. “Abbiamo rifatto il nostro nucleare: siamo la potenza nucleare numero uno, cosa che odio ammettere, perchè è così orribile”, ha detto Trump durante un discorso all’American Business Forum di Miami. “La Russia e’ la seconda. La Cina e’ al terzo posto, ma ci raggiungera’ entro quattro o cinque anni”, ha affermato Trump. “Forse stiamo lavorando a un piano per denuclearizzare, noi tre. Vedremo se funziona”. “L’Ucraina aiuterà la Lituania a proteggere i cieli dalle provocazioni russe e bielorusse con droni e altro ancora”. Lo riporta Rbc-Ucraina riferendo il discorso serale del presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Il capo di Stato ucraino ha ricordato di aver parlato ieri al telefono con il presidente lituano Gitanas Nauseda. Da parte sua il leader lituano si è detto pronto ad aiutare l’Ucraina con le forniture di gas. I soldati del 425esimo reggimento d’assalto ‘Skelia’ hanno liberato il palazzo del Consiglio comunale di Pokrovsk, nella regione di Donetsk, in Ucraina, dagli “invasori russi” e vi hanno issato la bandiera ucraina. Lo riferisce Ukrinform, che cita l’ufficio stampa del reggimento su Telegram, in cui è stato pubblicato un video nel quale i soldati parlano dell’operazione messa a segno. Il Presidente ucraino, Volodmyr Zelensky, ha affermato: “A Pokrovsk, continuiamo a distruggere l’occupante. Desidero elogiare in particolare il personale del Centro Operazioni Speciali “A” dei Servizi di Sicurezza dell’Ucraina, che distrugge sistematicamente e in modo molto efficace gli occupanti russi e le loro attrezzature nell’area di Pokrovsk e nella citta’ stessa. Il presidente ucraino ha annunciato su X di avere parlato con il suo omologo serbo Aleksandr Vucic con il quale ha avuto “una discussione approfondita sull’integrazione europea dei nostri Paesi. Ci sono ambiti in cui possiamo sostenerci a vicenda. Abbiamo anche affrontato le opportunità di cooperazione in materia di sicurezza regionale. I nostri Paesi condividono questo interesse e lavoreremo su questo”. Le forze armate ucraine stanno bombardando la città di Kamenka-Dneprovskaya (Kamyanka-Dniprovska), nella regione di Zaporizhzhia, e una donna è rimasta uccisa, ha dichiarato il governatore Yevgeny Balitsky.
“Le forze armate ucraine stanno effettuando bombardamenti di artiglieria su Kamenka-Dneprovskaya. Sono state registrate almeno 20 esplosioni. Purtroppo, una donna nata nel 1950 è morta”, ha dichiarato Balitsky su Telegram. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, è tornato sulle parole di Vladimir Putin durante una riunione del Consiglio di Sicurezza nazionale per sottolineare che “il presidente non ha dato istruzione per cominciare i preparativi per i test” nucleari, ma perché venga “considerata l’opportunità dell’avvio di preparativi per tali test”. Lo riferisce la Tass. Le precisazioni di Peskov non sembrano contrastare con quanto riferito in precedenza dal Cremlino, secondo il quale Putin ha dato mandato di raccogliere informazioni sulle intenzione di Washington in seguito alle dichiarazioni di Donald Trump, e di “presentare proposte concordate sull’eventuale avvio dei lavori per la preparazione dei test di armi nucleari” se gli Usa dovessero avviarli. Il ministro della Difesa russo Andrei Belousov, ha detto di ritenere “opportuno iniziare immediatamente a prepararsi” a eventuali “test nucleari” e che “il sito di test di Novaya Zemlya ne consente” eventualmente “l’attuazione in tempi brevi”. A riportare le parole di Belousov in una riunione del Consiglio di sicurezza russo è la Tass. Nei giorni scorsi il presidente americano Donald Trump ha detto di aver “dato istruzioni” per “iniziare a testare armi nucleari”. Successivamente, il segretario all’Energia americano Chris Wright, ha dichiarato che i test nucleari ordinati da Trump non comporteranno esplosioni nucleari ma coinvolgeranno “le altre parti di un’arma nucleare” per garantirne il funzionamento. A Bucarest, il segretario generale della Nato Mark Rutte ha minimizzato le conseguenze per l’Alleanza del ritiro dalla Romania di una parte delle truppe americane presenti nel Paese, annunciato la settimana scorsa. “Penso davvero che stiamo esagerando un po’ su questo argomento”, ha dichiarato alla stampa, affiancato dal presidente rumeno Nicusor Dan. “Questi adeguamenti avvengono continuamente”, ha aggiunto. E anche dopo quello annunciato mercoledì scorso, “la presenza delle forze americane in Europa rimane più importante di quanto non sia stata per molti anni”.
Giuseppe Basilico

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