
Presidente Trump, non v’interessa neanche l’indignazione, l’inimicizia che si rovescia su voi ogniqualvolta procurate guai in terra straniera?
Il capo di Hamas a Gaza, Khalil al-Hayya, ha detto che i piani di Donald Trump per la Striscia di Gaza sono “condannati”: “Li abbatteremo come abbiamo abbattuto i progetti che li hanno preceduti”, ha dichiarato durante una commemorazione del 46mo anniversario della rivoluzione iraniana a Teheran, come riporta il Guardian. Hamas, che governa la Striscia di Gaza dal 2007, ha già detto che il piano di Trump “metterà benzina sul fuoco” nella regione. Secondo il piano di Trump, che prevede l’acquisizione del territorio da parte degli Stati Uniti, i palestinesi non avrebbero alcun diritto di tornare a Gaza. Lo ha detto a Fox News il presidente americano, spiegando che “no, non lo farebbero, perché avranno alloggi molto migliori. In altre parole, sto parlando di costruire un posto permanente per loro”. Il primo ministro dell’Autorità Nazionale Palestinese Mohammad Mustafa, il Programma di Sviluppo delle Nazioni Unite e l’Organizzazione Internazionale Araba per la Ricostruzione in Palestina hanno firmato un memorandum d’intesa per rimuovere le macerie e creare rifugi a Gaza. Lo riferisce Al Jazeera online aggiungendo che l’accordo è stato firmato presso l’ufficio del Primo Ministro a Ramallah, nella Cisgiordania occupata, e vale 80 milioni di dollari, nella sua prima fase. Circa 580 palestinesi sono stati arrestati dalle forze di sicurezza israeliane nel mese di gennaio in Cisgiordania. Lo hanno reso noto ieri le organizzazioni dei prigionieri, citate dall’agenzia di stampa Wafa. La maggior parte degli arresti è stato eseguita nella città di Jenin e nel suo campo profughi, dove da 21 giorni è in corso un’operazione militare israeliana. Tra gli arrestati figurano 17 donne e 60 minorenni. Migliaia di siriani si stanno arruolando nel nuovo esercito governativo: lo ha detto l’autoproclamato presidente siriano Ahmad Sharaa (Jolani) parlando ai media internazionali e dopo che nei giorni scorsi era stato annunciato lo scioglimento delle forze armate e di sicurezza. Jolani ha ribadito di aver abolito la coscrizione obbligatoria e di aver lasciato che l’adesione alle forze armate sia volontaria. “Migliaia di persone si uniscono alla nuova armata siriana”, ha dichiarato. “Numerosi ex ufficiali che avevano disertato in passato stanno gradualmente aderendo ai quadri del ministero della difesa”, ha aggiunto Jolani in riferimento agli ufficiali che nel 2011 e nel 2012 avevano disertato le forze armate coinvolte nella repressione sanguinosa delle allora proteste popolari anti-governative.
La delegazione israeliana è rientrata ieri da Doha, in Qatar, dove ha tenuto colloqui su “dettagli tecnici” dell’accordo di cessate il fuoco in vigore nella Striscia di Gaza dal 19 gennaio scorso, mentre è fissata per domani la riunione del gabinetto di sicurezza israeliano sull’avvio dei negoziati sulla seconda fase dell’intesa. Lo riportano i media israeliani. L’accordo prevedeva che il negoziato tra Israele e Hamas – mediato da Qatar, Egitto e Usa – sulla seconda fase iniziasse al 16esimo giorno di tregua, ossia lunedì scorso. Il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha ribadito a Washington al suo omologo americano, Marco Rubio, l’impegno del Cairo nei confronti del diritto del popolo palestinese al ritorno in patria, all’autodeterminazione e alla creazione di un proprio Stato indipendente, rifiutando lo sfollamento dei palestinesi. Lo rende noto ‘Al Arabiya’.
L’esercito israeliano ha annunciato di stare “rafforzando fortemente l’area” attorno alla Striscia di Gaza, dopo aver ricevuto l’ordine dal ministro della Difesa Israel Katz di tenersi pronto “a tutti gli scenari”. Decine di famiglie palestinesi hanno abbandonato il campo profughi di Nur Shams, alle porte di Tulkarem, in Cisgiordania spinti via dall’operazione militare di Israele iniziata ieri. “Ci sono esplosioni, bombe, bulldozer. E’ una tragedia. Fanno qui quello che hanno fatto a Gaza”, ha testimoniato un residente, citato dall’Afp. “Le forze israeliane si sono presentate e ci hanno costretto ad andarcene, dopo che hanno iniziato a distruggere le nostre case”, ha spiegato un altro. Ieri sono rimasti uccisi tre palestinesi: due donne, una delle quali incinta di otto mesi, e un giovane. I manifestanti, che chiedono il completamento dell’accordo di cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi rimanenti, stanno in questo periodo bloccando l’autostrada Ayalon in direzione sud a Tel Aviv, dopo che Hamas ha dichiarato che avrebbe ritardato il prossimo scambio di prigionieri a causa delle “violazioni israeliane” dell’accordo. Vale a dire i paesi capitalisti che hanno voluto Israele e ora se ne servono come baluardo nei loro interessi in Arabia.
Giuseppe Basilico

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