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Trump invita Netanyahu al Consiglio della pace

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esteso l’invito al primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, o a qualcuno che lo rappresenti, a far parte del Board for peace a Gaza. Lo riferisce Ynet. L’Idf e lo Shin Bet hanno rivelato le identità di diversi membri di Hamas e della Jihad Islamica Palestinese uccisi in recenti attacchi in tutta la Striscia di Gaza, che Israele ha dichiarato essere stati condotti in risposta a una “violazione flagrante” della cessazione del fuoco nell’enclave avvenuta all’inizio della settimana a Rafah, quando uomini armati hanno aperto il fuoco contro le truppe. Dopo la dichiarazione del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu secondo cui la composizione del comitato direttivo a Gaza non è stata coordinata con Israele, il sito in ebraico del quotidiano Haaretz riferisce che la composizione del comitato era stata coordinata con Netanyahu e che la sua protesta contro la decisione dell’amministrazione Usa sarebbe motivata da “ragioni di immagine”.

di Giuseppe Basilico | 18 Gennaio 2026

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esteso l’invito al primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu, o a qualcuno che lo rappresenti, a far parte del Board for peace a Gaza. Lo riferisce Ynet. L’Idf e lo Shin Bet hanno rivelato le identità di diversi membri di Hamas e della Jihad Islamica Palestinese uccisi in recenti attacchi in tutta la Striscia di Gaza, che Israele ha dichiarato essere stati condotti in risposta a una “violazione flagrante” della cessazione del fuoco nell’enclave avvenuta all’inizio della settimana a Rafah, quando uomini armati hanno aperto il fuoco contro le truppe. Dopo la dichiarazione del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu secondo cui la composizione del comitato direttivo a Gaza non è stata coordinata con Israele, il sito in ebraico del quotidiano Haaretz riferisce che la composizione del comitato era stata coordinata con Netanyahu e che la sua protesta contro la decisione dell’amministrazione Usa sarebbe motivata da “ragioni di immagine”. Gadi Eisenkot, ex capo di stato maggiore e leader del partito di centro israeliano Yashar, ha criticato la linea del primo ministro Benjamin Netanyahu sulla gestione del ‘giorno dopo’ nella Striscia di Gaza, affermando che ‘Israele ha perso il controllo della situazione’. La presa di posizione arriva dopo il comunicato dell’ufficio del premier contro la composizione del comitato incaricato della gestione di Gaza. Diverse fonti hanno riferito a Haaretz che lo statuto del Board of Peace per Gaza del presidente Donald Trump è stato inviato sabato a circa 60 capi di Stato, tra cui Turchia, Egitto, Argentina, Indonesia, Italia,Marocco, Gran Bretagna, Germania, Canada e Australia, insieme a un invito a unirsi al Consiglio. Israele non è ancora stato invitato come Stato membro, scrive Haaretz. Il ministro israeliano per la Sicurezza  Nazionale, Itamar Ben Gvir, ha chiesto un “pieno ritorno alle  operazioni militari” a Gaza, dopo che l’ufficio del premier Benjamin  Netanyahu ha dichiarato che la composizione del consiglio esecutivo  del Board of Peace per la Striscia non è stata coordinata con Israele  ed è in contrasto con la politica del Paese. Il ministro ha chiesto a Netanyahu di “istruire  le Forze di Difesa israeliane a prepararsi a tornare in combattimento  nella Striscia con forza schiacciante, per raggiungere l’obiettivo  centrale della guerra: la distruzione di Hamas”. La Jihad Islamica palestinese ha accolto con freddezza l’annuncio di Donald Trump sulla formazione del suo Consiglio di Pace per Gaza, ritenendo che i suoi membri sono stati scelti per servire gli interessi di Israele. “Siamo rimasti sorpresi dalla composizione del cosiddetto ‘Consiglio di Pace’ e dai nomi annunciati, scelti secondo criteri israeliani e al servizio degli interessi dell’occupazione, il che dimostra chiaramente intenzioni negative premeditate riguardo all’attuazione dell’accordo di cessate il fuoco”, in vigore dal 10 ottobre nella Striscia di Gaza, si legge in una dichiarazione. L’ufficio del primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu rende noto che “l’annuncio sulla composizione del comitato direttivo di Gaza, che è subordinato alla Conferenza di Pace, non è stato coordinato con Israele ed è contrario alla sua politica. Il Primo Ministro ha incaricato il Ministro degli Affari Esteri di sollevare la questione con il Segretario di Stato degli Stati Uniti”. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha invitato il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi a unirsi al Board of Peace per Gaza. Lo ha rivelato il ministro degli Esteri Badr Abdelatty durante una conferenza stampa con il suo omologo bosniaco affermando che “stiamo esaminando tutti i documenti ricevuti”. Il ministro degli Esteri egiziano ha ricordato che “la formazione del Consiglio è stata annunciata in conformità con la Risoluzione 2803 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che prevedeva l’istituzione di un Consiglio di Pace presieduto dal Presidente Trump e composto da 25 capi di Stato di tutto il mondo, tra cui l’Egitto”. Ha quindi affermato che “la questione è attualmente in fase di esame da tutte le angolazioni”. Donald Trump ha “invitato” il presidente turco Recep Tayyip Erdogan a far parte del Board of Peace per Gaza. Lo comunica la presidenza turca. Ieri era stato annunciato che Hakan Fidan, il ministro degli Esteri turco, farà parte del Consiglio esecutivo del Consiglio per la Pace. L’esercito siriano ha annunciato di aver iniziato a penetrare in un’area della Siria settentrionale a est di Aleppo, dopo che il giorno precedente le forze curde avevano concordato di ritirarsi a seguito dei recenti combattimenti.

Giuseppe Basilico

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Giuseppe Basilico

Giuseppe Basilico è un giornalista pubblicista collaboratore del giornale “Avanti Online”. ” Ho 49 anni vivo a Roccagorga in provincia di Latina. Ho la maturità Istituto d’Arte. Non sono un giornalista (posso definirmi un semplice pubblicista come tanti). La passione inizia attraverso i libri di Oriana Fallaci in tarda età a 45 anni. La mia formazione nasce sulla base di discussioni con la mia docente di giornalismo sulla politica Estera (proprio dalla Fallaci), se non avessi avuto i suoi libri come punto di riferimento non avrei concluso assolutamente nulla. Non avendo disponibilità economiche di frequentare corsi – uscivo da un lungo lutto di mia madre – chiesi a Bobo Craxi di domandare alla testata “Avanti! online” se ci fosse spazio per ospitarmi. Da lì iniziò questa bellissima avventura fatta di interviste e pezzi sul Medio Oriente – Ucraina e che continua con la testata PensaLibero.it. Nel 2016 incontro Cirino Pomicino a Roma in una intervista che verte sulla politica di ieri e di oggi. Credo che sia stato un segnale per annunciarmi alle testate attuali che mi ospitano”.

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