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Trump abbuiato dalle TV: in Italia (purtroppo) non accadrebbe

Non me lo fanno pensare solo le banalità raccolte da plotoni di giornalisti e riversate al pubblico senza alcun vaglio critico. Rafforza questa mia convinzione un episodio molto simile con protagonista Conte. Era il 10 aprile di quest’anno.

di Nicola Cariglia | 9 Novembre 2020
Official portrait of President Donald J. Trump, Friday, October 6, 2017. (Official White House photo by Shealah Craighead)

Tra i numerosi colpi di scena che hanno animato la campagna presidenziale americana, soprattutto nei momenti convulsi dello scrutinio contestato da Trump prima ancora che iniziasse, ce ne è uno che si presta a considerazioni interessantissime. Soprattutto se confrontiamo quanto accaduto al di là dell’Atlantico con quanto accadrebbe in Italia in circostanze analoghe. E’ successo quando diverse reti televisive che stavano trasmettendo in diretta l’ennesima denuncia del presidente uscente sui “brogli” elettorali dei quali sarebbe stato vittima, lo hanno “sfumato”, ovvero gli hanno tolto audio e video oppure hanno avvertito il pubblico, tramite scritte a scorrimento nella parte bassa dello schermo, che non c’era alcuna prova di quanto Trump andava sostenendo.

Dubito fortemente, e sono sicuro di non essere l’unico, che lo stesso sarebbe accaduto in Italia. Non me lo fanno pensare solo le banalità quotidianamente raccolte da plotoni di giornalisti dai nostri politici e riversate al pubblico spesso senza alcun vaglio critico. Ancora di più rafforza questa mia convinzione un episodio molto simile che ebbe, come protagonista, il nostro presidente del consiglio. Era il 10 aprile di quest’anno. Momento durissimo per l’andamento della pandemia, ma anche di speranza per la nostra economia per l’accordo raggiunto in sede di eurogruppo dal ministro Gualtieri: un accordo onorevole e positivo per l’Italia. All’ora di massimo ascolto, con tutte le reti TV sintonizzate, Conte apparve non per dare notizie della massima importanza su pandemia ed economia, come tutti si aspettavano. Piuttosto approfittò, senza alcun senso della misura, per lanciarsi in una durissima polemica contro Salvini e Meloni che, peraltro, lo avevano a loro volta criticato con altrettanta durezza. “Francamente, se l’avessimo saputo, non avremmo trasmesso quella parte della conferenza stampa” disse, prendendo le distanze a tamburo battente il direttore e conduttore del TG de La7, Enrico Mentana.  Ma fu l’unica reazione di questo tipo da parte di un esponente del mondo dell’informazione di rilievo. E fu sommerso di insulti da parte dei sostenitori dell’attuale governo, secondo i quali il fatto che anche Meloni e Salvini avessero polemizzato con Conte dava il diritto al capo del governo di rendere loro la pariglia in una conferenza stampa da una sede istituzionale alla quale era stata data amplissima eco per le informazioni che era lecito pensare sarebbero state fornite circa gli sviluppi della pandemia. Insomma, secondo questa “elevata” concezione della professione giornalistica, Conte aveva esercitato un suo diritto e Mentana non avrebbe dovuto intromettersi. Bruttissima aria tira sul futuro del giornalismo, se questo dovesse diventare il comune sentire. I contenuti dei giornali, delle radio e delle TV totalmente equiparati a quel “di tutto e di più” che si legge sui social, privo di qualsiasi mediazione tesa solo a spiegare, non certo a impedire o condizionare. Ma brutta aria anche per la democrazia, che non può essere una condizione nella quale le società si dividono verticalmente, senza riguardo a ruoli e funzioni che devono essere indipendenti e neutri. Negli Stati Uniti, nonostante il brutto spettacolo offerto da queste elezioni, per fortuna non è così. Nemmeno in Italia vorremmo fosse così.

Nicola Cariglia

Pubblicato in : Editoriale, Il punto del DirettoreTag: capo del governo, conferenza stampa, considerazioni, democrazia, elezioni, enrico mentana, futuro, giornali, governo, importanza, italia, la7, meloni, mondo, presidente del consiglio, speranza, stati uniti

Info Nicola Cariglia

Nicola Cariglia ha svolto un’intensa attività giornalistica in RAI, dove entra nel 1970. Per vari anni è stato Vice Direttore della Direzione Esteri RAI (auttalmente RAI International), Direttore della Sede di Pescara e Direttore della Sede RAI per la Toscana.
Ha avuto anche una importante parentesi politico-amministrativa, ricoprendo tra gli altri incarichi quello di Vicesindaco di Firenze e Presidente della Società di gestione dell’Aeroporto di Firenze.
Dal 2002 è Presidente e co-fondatore del Gruppo dei Centouno e Direttore di PensaLibero.it
Dal 2009 è Presidente della Fondazione Filippo Turati, Ente Morale Onlus associato alle Nazioni Unite.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giovanni cattani

    12 Novembre 2020 alle 17:39

    Io non intendevo per nulla rinfacciare a lei le bestialità comuniste.ci mancherebbe altro. E mi scuso se ha inteso in quel modo So che lei non è di origine comunista. Ma volevo solo farle capire che sono molto vaccinato contro i complottisti. Sui brogli verificheranno e vedremo chi avrà ragione. Resta il fatto che Trump ha tutto il diritto di dire la sua e le TV americane sbagliano a censurarlo., come mi sembra abbia capito anche Mieli
    Cordiali saluti

    Rispondi
    • n.c.

      12 Novembre 2020 alle 19:02

      Cordiali saluti anche a lei. Ribadendo che fare il giornalista tenendo testa ad un Presidente, non è mai censura. E’ fare il proprio mestiere.

      Rispondi
      • Giovanni cattani

        12 Novembre 2020 alle 21:41

        Il giornalista critica, anche aspramente, ma non censura

        Rispondi
  2. Giampaolo Mercanzin

    12 Novembre 2020 alle 17:31

    Caro Nicola, vedo che pochi ti seguono su questo tuo pensiero, Significa che hai visto giusto. E’ da tempo ormai che il PENSIERO UNICO prevarica qualsiasi opinione – giusta o sbagliata che sia. MALA TEMPORA CURRUNT!

    Rispondi
  3. n.c.

    12 Novembre 2020 alle 15:51

    Gentò.mo sig. Cattani,
    perchè rinfaccia a me i peccati dei comunisti? Si informi e si accorgerà che che ha sbagliato indirizzo: come partire per Roma e ritrovarsi a Timbuctu. Mi cita Giuliani a conferma delle buone ragioni di Trump? si informi e scoprirà che si tratta del suo avvocato. Coltiva la speranza che emergano brogli tali da dare ragione a Trump? Le TV americane, e non solo, e di conseguenza nel mio articolo, c’è solo scritto che questi brogli, al momento, sono solo affermati ma non hanno riscontro. Quando saranno stati trovati, Trump resterà alla Casa Bianca e tutti prenderanno atto dell’evidenza. Oggi le carte affermano l’opposto. O lei ha notizie diverse? Notizie, non supposizioni.

    Rispondi
  4. Giovanni cattani

    12 Novembre 2020 alle 12:44

    Egr. Sig. Cariglia, ionon sono un complottista, persone che ho sempre detestato. Ne sono completamente vaccinato. conosco la politica dagli anni 60 e ricordo bene il complottismo della sinistra comunista contro il centro sinistra di allora e della DC in particolare, che era l’artefice di tutti i mali del nostro paese. Senza contare tutte le bestialità dette e scritte, sempre dalla sinistra, contro Berlusconi, che ora magari sarebbe disponibile ad averlo come alleato per mantenere la poltrona. Ciò che non capisco è questo: nel 2000 il risultato elettorale resto’ in bilico per diverse settimana perché il candidato democratico Al Gore chiedeva il riconteggio dei voti della Florida. Probabilmente perché pensava che ci fossero stati dei brogli. E tutta la sinistra era con lui. Se ora lo fa Trump non va bene,diventa un psicopatico da non badare e, peggio, da censurare. A proposito ha letto cosa ha detto Rudolph Giuliani in questi giorni in merito ai presunti brogli. Faranno le verifiche e vedremo chi ha ragione. Nel frattempo anche Mike Pompeo ha affermato che ci sarà trapasso moderato verso una seconda amministrazione Trump. Complottista anche lui? Ma il problema non è questo, ma la censura delle TV americane. Lo stesso Paolo Mieli, che lunedì, scandalosamente,aveva scritto che avevano fatto bene, ieri si è corretto e sentendo che il giornalista della TV fox aveva detto “non ci sono le prove” e chiuse l’audio di Trump, ha affermato,onestamente, “è assolutamente incredibile. Non è che ogni volta che parla Trump si deve spegnere il microfono. Quel che è accaduto sulla fox è una vergogna e probabilmente ieri avrei fatto meglio ad usare toni più cauti”.
    Sig Cariglia non sarebbe male un ripensamento anche da parte sua, sapendo che ciò che avviene in America poi prende piede anche da noi. E qui, ove la sinistra di radici comuniste, anzi peggio cattocomuniste, ha in mano quasi tutti i media più importanti, (RAI, la 7 sky,corriere, Repubblica Stampae tanti altri giornali), sarebbe una tragedia
    cordiali saluti
    .

    Rispondi
  5. n.c.

    11 Novembre 2020 alle 11:07

    Caro Cattani,
    lei afferma “chi lo dice che i brogli non ci siano stati?”. E questo mi fa cascare le braccia. Le TV americane, infatti, sono intervenute informando ii telespettatori che non ci sono, al momento, prove di quanto affermato dal presidente Trump. Significa completezza dell’informazione, requisito fondamentale della qualità stessa della informazione. Ma quel che è peggio è questo passaggio del suo commento: “ E chi lo dice che non ci siano stati? Forse lei o i giornali italiani o le TV americane che su questo argomento “”abbuiano”Trump? E se effettivamente ci fossero stati?”. Conosciamo bene in Italia quale è la cultura che genera affermazioni del genere. La cultura del sospetto, in base alla quale si accusa e si calunnia pretendendo che gli accusati dimostrino di essere innocenti. Quando invece civiltà impone che “onus probandi incumbit ei qui dicit”, ovvero chi accusa deve fornire le prove e non l’inverso. Mi auguro si sia trattato solo di un infortunio nella foga della discussione.

    Rispondi
  6. Giovanni cattani

    10 Novembre 2020 alle 18:08

    Dai sostenitori di Biden mi mi sarei aspettato questa dichiarazione: siamo soddisfattissimi per la sua vittoria , ma contrariati per la censura a Trump da parte delle TV americane.
    Sarebbe stato un discorso onesto. Mentre fa paura che simili metodi vengano giustificati. Che nella maggiore democrazia si inizino ad usare sistemi classici delle dittature comuniste o fasciste non è certamente di buon auspicio. Dico solo che se fosse stato usato tale metodo contro Biden sarei stato il primo a scandalizzarmi e a non trovare alcuna giustificazione, che proprio non esiste

    Rispondi
  7. Gian Franco Orsini

    10 Novembre 2020 alle 18:07

    Sono d’accordo con Giovanni Cattani in tutto e per tutto.

    Rispondi
  8. Giovanni cattani

    10 Novembre 2020 alle 16:56

    Egregio. Sig. Cariglia,
    La ringrazio per la sua attenzione, ma devo dire che non mi ha per nulla convinto. Abbuiamento o censura sempre di quest’ultima si tratta e di peggio in una libera democrazia come quella americana, non ci può essere. Lei dice che Trump ha parlato fino allo sfinimento di brogli. E chi lo dice che non ci siano stati? Forse lei o i giornali italiani o le TV americane che su questo argomento “”abbuiano”Trump? E se effettivamente ci fossero stati? Nel 2000 Al Gore chiese che il ricontaggio dei voti in Florida. Ma lui poteva perché era un democratico e nessuno lo abbuio’. Ma se lo dice Trump allora non va bene. Sa cosa le dico,che questi metodi sanno tanto di comunismo dell’est europeo. Di metodi della Stasi. Io credo che la libertà non ammetta nessuntipo di censura altrimenti siamo l al fascismo o al comunismo. Trump deve essere libero di dire e fare ciò che vuole e la stampa deve essere liberissima di criticarlo, ma no di abbinarlo o meglio censurarlo per perché significa la morte della democrazia.

    Rispondi
  9. n.c.

    10 Novembre 2020 alle 15:57

    Gent.mo sig. Cattani,

    sarebbe opportuno che lei leggesse con la stessa precisione con la quale scrive. Nessuno, da queste parti, approva la censura. Ed il mio articolo non approva la censura. E Trump non è stato censurato. Il problema sollevato nel mio articolo riguarda il rapporto tra politica e informazione da un lato, ed il ruolo della stampa dall’altro. La stampa, attraverso i giornalisti, quelli veri, non subisce e non lascia passare menzogne senza precisare, a beneficio del lettore, che, appunto, di menzogne si tratta. O, nel caso degli interventi di Trump, di accuse di frode che non trovavano, al momento, alcun riscontro nella realtà. Tutte queste cose Trump le ha potute dire fino allo sfinimento. E molte TV hanno precisato questa mancanza di fondamento. Fino a quando qualche emittente lo ha “abbuiato”, che non è termine “ipocrita” come lei afferma, ma tecnico. Lo ha mai visto uno schermo TV nero, cioè buio? Altrimenti, lasciare passare senza intervenire, precisando o anche “abbuiando”, significherebbe eliminare qualsiasi differenza tra stampa e social media: nei quali, appunto, ognuno riversa ciò che vuole, comprese fake news, senza alcun contraddittorio. Questo ha voluto dire, appunto, Enrico Mentana quando ha pubblicamente denunciato che Conte aveva approfittato di una occasione “istituzionale”, che aveva richiamato milioni di spettatori convinti di ascoltare le ultime notizie su covid ed economia, e che dovettero sorbirsi un Interminabile sfogo, senza contraddittorio, contro gli oppositori di Conte.
    Ecco, Sig. Cattani: la libera stampa dovrebbe funzionare così. Nei confronti di tutti, destra, sinistra, centro, confindustria, sindacati, scienziati, allenatori di calcio, e semplici cittadini. Altrimenti, lasciando passare le panzane, ne sarebbe corresponsabile. E tutto ciò spesso avviene, non solo in Italia ma in ogni parte del mondo. Lieto che ci abbia letto e commentato.

    Rispondi
  10. Giovanni cattani

    10 Novembre 2020 alle 13:56

    Che l’abbuiamento, come voi scrivete ipocritamente al posto di censura, di Trump, sia approvato da Michele Serra, che culturalmente proviene dal partito comunista, o da Paolo Mieli, già facente parte di lotta continua e che probabilmente non è mai arrivato alla socialdemocrazia, non sconcerta più di tanto. Sono sorpreso per voi che chiamate il vostro sito pensiero libero e che della socialdemocrazia mi sembra siate giustamente orgogliosi di essere ancora gli alfieri. Dovreste ricordare quando i comunisti chiamavano i socialdemocratici sociafascisti. Era una grandissima offesa, un grande inganno una enorme falsità. Eppure nessuno ne ha mai chiesto la censura o l’abbuiamento come dite voi con la neolingua orwelliana. Ma secondo voi per il “pericoloso” Trump si può fare. Come siamo caduti in basso!!!

    Rispondi
  11. Giovanni cattani

    10 Novembre 2020 alle 09:42

    Lei poi ha fatto un paragone sbagliato quando parla di Mentana. Il presidente Conte ha sbagliato a parlare in quel modo e anch’io l’ho fortemente criticato, ma Non andava censurato. Anzi e giusto che la gente senta le sue stupidaggini. Quante falsità sono state raccontate nei talk show italiani? Primi fra tutti quelli di Santoro sulla RAI di tutti?. Eppure mai nessuno ha pensato di oscurare . Sarebbe accaduto giustamente il finimondo. Ripeto: approvare la censura a Trump e un brutto segno per la democrazia. E se questi nefasti segnali provengono dalla prima democrazia del mondo significa che la situazione è molto grave.

    Rispondi
  12. Giovanni cattani

    10 Novembre 2020 alle 09:14

    In sostanza secondo lei le TV americane hanno fatto bene a censurare Trump. Solo la parola censura dovrebbe far pensare a qualcosa di grave per la democrazia. Ma se anche voi pensate che censurare il Presidente Usa sia corretto allora vuol dire che siamo su una cattiva strada. Trump andava criticato per quello che ha detto, non censurato. Chi è che dice se una affermazione è giusta o meno? Forse voi? Quante scemenze e falsità hanno detto i comunisti per tanti anni? Eppure nessuno ha mai pensato di censurare, perché questa è la democrazia. Quando qualcuno si erge a giudice sei discorsi degli altri, significa che per la democrazia sono tempi cupi.

    Rispondi
  13. Giampaolo Mercanzin

    9 Novembre 2020 alle 15:49

    Vero Nicola

    Rispondi
  14. Giampaolo Mercanzin

    9 Novembre 2020 alle 15:04

    Hai fatto bene a riprendere quell’art. Ciao

    Rispondi

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