La Rondine – Associazione Lavoratori Paesi Est Europei in Italia – ritiene buona la riunione tenutasi il 22/6/10 all’Arci-Corvetto di Milano tra diverse associazioni di Milano sui temi dell’autoemersione e delle truffe nella sanatoria.
Ringraziamo l’ARCI, l’associazione Todo Cambia e per essa l’amica Edda Pando.
La discussione che si è tenuta è stata ricca e molto sincera.
Su un punto c’è confusione.
Si deve distinguere il caso dello straniero truffato nella sanatoria, dal datore di lavoro o da delinquenti, dal caso dello straniero che è rimasto fuori della sanatoria, il caso del clandestino puro.
TRUFFE:
Sul primo caso consideriamo buona l’iniziativa che sta portando avanti l’associazione Todo Cambia di fare una banca dati sulle truffe.
In modo da far scoppiare il caso e farlo diventare un fatto politico.
Su questo ci sarà da parte della Rondine la massima collaborazione e parteciperemo attivamente alla riunione del 16 luglio prossimo.
AUTOEMERSIONE:
Il secondo caso, il caso del cittadino extracomunitario che è rimasto fuori della sanatoria per qualsiasi motivo, va trattato a parte senza fare confusione.
Ed anche in questo caso bisogna lavorare per far saltare le contraddizioni della legge e farlo diventare un fatto politico.
Su questo caso c’è la proposta dell’AUTOEMERSIONE dove lo straniero irregolare presenta una richiesta di permesso di soggiorno, si dichiara allo Stato Italiano pacificamente (con nome e generalità) e fa una causa davanti ad un Giudice per violazione della stessa Costituzione Italiana e di Direttive Europee.
Sull’autoemersione c’è stata per prima la e-mail del nostro vicepresidente, Gino Di Maro, alle associazioni milanesi e poi, nell’ambito della stessa proposta di auto emersione, una grossa proposta di modifica fatta direttamente in riunione in Arci-Corvetto dallo stesso Gino Di Maro con il contributo dell’Avv. Maria Fotia.
L’autoemersione non vuole essere una scorciatoia, soprattutto non vuole fomentare inutili speranze, ma è già una realtà praticata dalle Autorità Italiane dal 2006 ad oggi.
La proposta che si sta delineando con l’aiuto di diversi avvocati ed esperti è di mettere Governo e Legislatore di fronte ad una cosa già esistente rispetto alla quale si fa finta di non vedere.
E su questo noi della Rondine ci riportiamo alla DENUNCIA APERTA
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Noi riteniamo di dover percorrere la strada dell’autoemersione sapendo che è una strada difficile, rischiosa e ben sapendo che saremo guardati anche con diffidenza.
Nel percorrere questa strada bisogna essere consapevoli che c’è il rischio, detto anche nella riunione con gli amici di Todo Cambia, che il clandestino può capire – sbagliando – che con la domanda di autoemersione riceve automaticamente il permesso di soggiorno.
In più c’è il rischio che ci potranno essere truffatori che venderanno le domande di autoemersione.
Questo però non significa che dobbiamo rimanere senza far niente.
Occorre, pertanto, fare preventivamente un lavoro di istruzione che non sarà facile.
Riteniamo utile fare una lettera, tradotta nelle diverse lingue, da dare e da far sottoscrivere al clandestino prima di avviare la domanda.
In questa lettera inserire anche il prezzo da dare per questa assistenza.
Nel percorrere questa strada, noi della Rondine lo facciamo con il massimo rispetto delle Istituzioni da un lato e con il rispetto verso i diretti interessati che sono il lato debole della questione.
Ad oggi per noi della Rondine non ci sono altre strade, ma siamo pronti a confrontarci su qualsiasi altra iniziativa concreta.
Siamo tutti ad un bivio, tutti: associazioni, sindacati, stranieri clandestini diretti interessati, forze politiche e parlamentari. E si deve scegliere una strada.
L’unica cosa che noi della Rondine non vogliamo è percorrere la strada del NON VOLER FARE NIENTE.
Gli appelli alle forze politiche italiane, le sensibilizzazioni operate da alcuni organi di stampa sono stati inutili.
L’incontro avuto in Prefettura a Milano è stato utile come messaggio di collaborazione con le Istituzioni, ma non ha dato cose concrete sulla problematica delle truffe e su chi è rimasto fuori della sanatoria.
Allo stesso modo non darà cose concrete un incontro presso il Ministero dell’Interno.
Ci è stato detto da qualcuno di aspettare.
Aspettare cosa?
Noi della Rondine riteniamo che le centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori stranieri in clandestinità non possono aspettare.
Aspettare significa cominciare a percorrere ipocritamente la strada del NON VOLER FARE NIENTE.
Un segnale di sfiducia perché non si è fatto nulla di concreto dopo il 1° Marzo è venuto con la scarsissima presenza di stranieri diretti interessati alla manifestazione in Piazza Cordusio a Milano che è stata un autentico fallimento.
Teniamo inoltre presente che la strada del NON VOLER FARE NIENTE mantiene per anni centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori stranieri in clandestinità e dunque torna utile agli sfruttatori del lavoro “a nero”.
Questo dobbiamo denunciarlo apertamente.
Non possiamo tacere sull’assenza dei sindacati italiani CGIL, CISL e UIL e delle forze di opposizione italiane, in primo il PD, che se ne fregano, scusate il termine, delle truffe sulla sanatoria e del caso del cittadino extracomunitario che è rimasto fuori della sanatoria.
Ringraziamo i Radicali Italiani e Sinistra critica per essere intervenuti attivamente alla riunione del Todo Cambia.
Milano 24/6/10
Tatiana Tabara
Presidente della Rondine
Viktoriya Dmytrenko
Vicepresidente
Gino Di Maro
Vicepresidente

Dunque ,sembra si debba richiedere l’abolizione di ogni norma su cittadinanza ,diritto di soggiorno ,regole e procedure per ottenere soggiorno ,lavoro ed assistenze varie. Così da evitare limiti ,ostacoli ,selezioni ,procedure ,e liberando l’onnipotenza individuale di ogni essere umano. Magari faccio osservare un ulteriore vantaggio : la liberazione dal fastidio di confini,regolazioni sociali, legislatori ,giudici ed …avvocati ! Mica male,in un colpo solo !