• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Tristi primati d’Europa

di Fabrizio Binacchi | 18 Marzo 2012

Ai vertici per  tasse e primi per evasione fiscale. Della serie o si adottano sistemi di assistenza al cittadino e di welfare sociale come nei Paesi Scandinavi, oppure è veramente complicato coniugare un progetto di “Cresci Italia” con una situazione fiscale di “Strangola Italiani”.

Primati d’Europa. Alcuni  buoni, altri molto tristi. Quello più buono è che l’Italia in pochi mesi, con Monti, governo tecnico e alleanza annessa, ha abbattuto lo spread e aumentato la credibilità. Mica male come primo tampone. Il costo però sono le misure che stiamo patendo e pagando in questi mesi, tra maggiore prelievo fiscale e aumenti di beni e servizi, carburante prima di tutto, a tutto spiano. E qui vengono i primati tristi. Che sono molto tristi. Stiamo scalando i vertici europei per salasso fiscale, saremmo terzi secondo le ultime statistiche e siamo primi per evasione fiscale. Un bel podio. E come si può ben immaginare, senza aver fatto un master alla Bocconi, questi due primati sono le facce della stessa medaglia. Siccome ci sono ancora tanti furbetti e furbastri italici che non pagano le tasse o non pagano tutto il dovuto e siccome il costo della macchina statale è ancora a livelli impressionanti,  è automatico che lo Stato debba far pagare molto, troppo dice persino il capo della magistratura contabile, a chi le paga, a chi è dipendente e quindi ha il prelievo alla fonte , a chi è probo e onesto. Ha fatto una certa impressione che proprio il presidente della Corte dei Conti, che è il massimo organo di magistratura contabile italiano (sede centrale a viale Mazzini verso piazzale Clodio, ricordi giovanili di redattore economico sindacale del Tg1) abbia lanciato un allarme vero e proprio sul tema: il 45 per cento medio di pressione fiscale è un “livello che ha pochi confronti al mondo”. In Europa veniamo terzi dopo la Svezia e la Finlandia che sono al 46 circa, ma che, come è noto, hanno ben altri sistemi di assistenza sociale e servizi al cittadino. Insomma più che un triste primato europeo, è un triste primato mondiale. Si fa presto a dire 45 per cento. Ma se ci pensiamo un attimo vuol dire che ogni 100 euro di reddito, 45 euro vanno al sistema statale, comprendendo, comuni, province, regioni amministrazione centrale. In termini di tempo lavorato quasi tutti i primi sei mesi dell’anno passano per pagare le tasse. Si è calcolato che mediamente un dipendente, o un catalogato a prelievo, lavora fino al 22 – 27 giugno di ogni anno per pagare le tasse. Dunque è, non solo alla lunga, un problema. Della serie o si adottano sistemi di assistenza al cittadino e di welfare sociale come nei Paesi Scandinavi, oppure è veramente complicato coniugare un progetto di Cresci Italia con una situazione fiscale di Strangola Italiani. Ma attenzione, questo 45 per cento citato dal presidente Giampaolino è del tutto virtuale. Come una media, come i mitici polli di Trilussa. Siamo in due, mangio un pollo solo io e per la statistica risulta che ne abbiamo mangiato metà per uno. Così emerge che la pressione fiscale in alcuni casi supera il 52 per cento, e dicono quelli della CGIA di Mestre che studiano da anni i flussi di costi e mercati che se confermato l’aumento dell’IVA al 23 per cento dell’autunno arriveremo al 54, 5 per cento di pressione fiscale. Per alcune aziende supera il 60.  Insomma più della metà del reddito in tasse e come dire in un anno normale solo dal 10 di luglio si lavora per guadagnare per sé e la propria famiglia e non per lo Stato. Dopo Cresci Italia ci vorrebbe Garantisci gli Italiani. Ma ovviamente ti rispondono da Roma, zona piazza delle Finanze e del Tesoro, che è anche zona 20 Settembre, che bisogna aggredire davvero l’evasione fiscale, che è la prima in Europa ed è ancora pari a circa il 10 per cento dell’intero prodotto lordo nazionale, insomma sui 160 miliardi di euro l’anno. Hai voglia a fare controlli sugli scontrini da 10 euro. Certo servono e incrementano l’immagine di uno Stato che c’è e controlla, come direbbe Crozza, dopo anni in cui lo Stato diceva di cercare le misure e i provvedimenti per combattere l’evasione e l’elusione fiscale, un governo ha trovato forse il modo più diretto e più proprio: mandare la finanza e gli ispettori. Ma è anche ovvio che per tornare a livelli diciamo fisiologici di pressione del fisco, che a quel punto anche concettualmente, non si dovrebbe più chiamare pressione ma contribuzione di legge, bisogna rivoltare la cultura dell’appartenenza allo Stato e, oltre ai giusti controlli, assicurare che lo Stato ci sia anche dopo, quando la finanza se n’è andata.

Pubblicato in : CornerBlog

Info Fabrizio Binacchi

Fabrizio Binacchi, giornalista economico @Tg1, poi in giro per l’Italia a dirigere redazioni e sedi regionali. Ha realizzato e curato varie trasmissioni su @RaiUno e @RaiTre. Ha condotto Linea Verde finendo in acqua e su Striscia, Paperissima, Blob, facendo passare quel poco di popolarità dai palazzi della politica ai supermercati. Insegna in vari master, ha scritto tre libri e ha vissuto in sette città ma solo in due si trova a casa: Bologna e Firenze.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti