Ci perdonino i lettori. È la terza volta che mandiamo loro i nostri scritti in questa settimana. Lo abbiamo fatto la prima volta per la consueta Newsletter settimanale; la seconda per una panoramica sul voto nelle grandi città; infine, oggi, per una circostanza dolorosa e importante: la morte di Marco Pannella. Per mezzo secolo lo abbiamo amato e detestato, approvato e avversato. Forse perché da lui volevamo di più. Non ci bastavano le sue belle battaglie che portavano aria fresca nel Paese. Lo avremmo voluto anche a capo, non da solo ma assieme ad altri, di un forte schieramento laico, liberale e socialista. Spesso abbiamo pensato che questo sogno fosse reso non possibile a causa del suo ego smisurato. Ma probabilmente Pannella pensava che solo un soggetto politico non paralizzato da divisioni e gelosie e tutto concentrato sulle battaglie avrebbe reso possibile il raggiungimento degli obbiettivi prefissati. E forse aveva ragione. Lucidamente. (N.C.)
Tributo a Marco Pannella
Queste le parole con le quali il nostro direttore Nicola Cariglia ha aperto la newsletter speciale di tributo a Marco Pannella

Marzio: trovo altrettanto discutibile l’idea che nel 2016 la borghesia non esista più. Personalmente sono convinto del contrario: non è la borghesia ad essersi annullata nella società moderna; è la società moderna che si è “imborghesita”. La condizione borghese si è espansa, si è estesa, ma non fino a negare se stessa e i propri connotati – sostanziali – di classe; anche la morale borghese ha pervaso ampi stati della società contemporanea, ma non fino a negare la praticabilità di una via alternativa.
Quanto a Pannella, non affermerei così disinvoltamente, come fa Giovanni Gori, che “le sue attenzioni si sono sempre rivolte a problematiche molto borghesi”. Pannella si definitiva un borghese felice di esserlo, ma quando si trattava di spiegare la differenza tra radicali e liberali, osservava che “loro difendono le libertà di tutti dall’alto di una condizione borghese, noi radicali invece siamo stati i tossici, i froci, le prostitute. Siamo gente da marciapiede che sa sporcarsi le mani…” Come ricondurre alle categorie “borghesi” la lotta contro la fame nel mondo e per una condizione di dignità all’interno delle carceri? Queste lotte si riallacciano, piuttosto, al socialismo umanitario, da Proudhon a Turati.
Forse la definizione di “borghese anti-borghese”, ossimorica ma non necessariamente contraddittoria, riassume compiutamente l’essenza di Pannella, un politico non marxista che però, de facto, interroga e scandalizza la coscienza borghese.
Il mio pensiero è! totalmente a favore di Pannella.
Essendo un “vecchio socialista liberale / socialdemocratico”, ritengo di ringraziare questo liberale/radicale.
Le sue attenzioni si sono sempre rivolte a problematiche molto borghesi. OK. Da borghese socialista, mi permetto di affermare:
forse, avrebbe fatto “meglio ad affermare MEGLIO aspettative disattese delle sofferenze a cui NOI, SOCIALISTI/SOCIALDEMOCRATICI; siamo abituati a fare.
Indubbiamente Marco Pannella è stato un personaggo politico che ha sostenuto delle idee innovative e moderne attuabili solo in uno Stato ove la democrazia regna sovrana. Ma, la maggior parte degli italiani che “contano” coltivano il proprio “orticello” dalla fine della guerra fino ai tempi nostri, “orticello” che nessuno, indipendemente dalla propria etichetta politica, non vuol rinunciare. Ci sta provando il Renzi ma sarà una battaglia persa considerando anche le ingerenze mafiose, camorristiche ecc. introdottesi in ogni angolo del Paese. Marco Pannella si è adoperato anche per un miglior trattamento dei detenuti nelle carceri aderendo anche al pensioro del Pontefice. Per migliorare il deprecato stato attuale, c’è una soluzione possibile ossia creare delle strutture annesse ai penitenziari ove i detenuti possano imparare un mestiere per poter essere utili a loro stesssi ed alla Società una volta scontata la pena. Che senso ha tenere i detenuti chiusi in una cella insieme ad altri personaggi con i quali trovare le soluzioni migliori per continuare a delinquere? E’ assurdo ignorare che se un individo, donna o uomo che siano, hanno voglia di lavore conoscendo in modo adeguato un mestiere, il lavoro è sicuro e ben remunerato per continuare a vivere dignitosamente. Solo con il lavoro consapevole e produttivo si possono risolvere i problemi di un Paese. Il resto è solo demagogia.
Bruno Pacciani
Che nel 2016 in assenza di borghesia essere libertari significhi essere antiborghesi mi sembra molto discutibile.
Marco Pannella è stato uno degli ultimi cavalli di razza della politica italiana. Dinnanzi ai tanti che propongono oggi inquietanti mitologie giustizialiste, Pannella propugnava un concetto di legalità intrinsecamente libertario, anti-borghese, una legalità dei codici ma prima ancora una legalità dei princìpi.
Caro Nicola, mezzo secolo di pannellismo ha distrutto la sinistra italiana, sia marxista, sia socialdemocratica, sia liberal, nella misura in cui le idee dell’intelligenza sono state sostituite gradualmente dalle opinioni del mercato, costituendo le premesse per l’attuale inquilino di Palazzo Chigi. Le battaglie e le conquiste di Pannella da un secolo erano nel cursus honorum politico culturale di Wall Street, quindi niente da rimpiangere e da lodare. Parliamo piuttosto di cose serie: dice nulla ai nostri cervelli che Giappone, Germania e Italia, le tre nazioni sconfitte del secondo conflitto, soffrano da decenni della natalità più bassa del mondo, fino a rischiare la propria sopravvivenza? Dice nulla tutto ciò, o dice cose troppo difficili da affrontare perché ci impegnano a ripensare i discorsini scolastici che puppammo quando eravamo ancora in fasce? Allora, se non si riesce a dare un colpo di ramazza all’imprinting personale meglio parlare di Pannella, il venditore di storie già decise dal mercato che scambiamo per destino.
Siete arrivati ne momento giusto, per affidare ad amici di Marco Pannella,il mio sincero dolore,come cittadina,per questo evento in negativo.
Nella mia zona,in Largo la Foppa,è girato un Gazebo x Marco Capato indaco, che fine ha fatto,come è lo stato dell’arte?
Questa comunicazione mi è arrivata,perchè lasciai a Voi la mia e-mail?
Quando si è già vissuto numerosi anni della propria vita,ma il cuore è rimasto giovane,la mancanza è peggiore.
Grazie
di avermi resa partecipe con VOI.
Era un finocchio ed un cretino nullafecente. Parce sepulto.
W Pannella