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Tremate tremate…le streghe son tornate

Se per famiglia si intende un luogo ove la donna deve espletare solo la funzione riproduttiva o rinunciare ad esprimersi nella vita di coppia in termini sessuali, è il caso di chiedersi in quale anno di quale secolo e, soprattutto, di quale millennio il Pontificio consiglio si sia riunito per deliberare i propri comandamenti.

di Redazione Pensalibero.it | 10 Giugno 2006

Il documento del Pontificio consiglio per la famiglia, in effetti, non ci riguarda. Esprime una stretta ortodossia cattolica che non tocca chi ha scelto la laicità come stile di vita e trova anzi, nei concetti affermati in tale documento, una conferma delle ragioni delle proprie scelte.
Ci sorge l’umana curiosità, come donne, di sapere in quale modo le nostre simili che si professano cattoliche praticanti considerino l’imposizione alle coppie sposate di fare più figli (uno o due non sono infatti ritenuti sufficienti) e di limitare il sesso alla procreazione, destinando il resto della propria vita di coppia a “periodi di prolungata astinenza”. Che effetto fa essere considerate alla stregua di macchine da riproduzione?! Ma, lo ripetiamo, è una questione che non ci riguarda.
Quello che invece ci fa saltare sulla sedia, è l’attribuzione della colpa del disgregamento sociale al movimento femminista, reo di aver superato la famiglia nel segno di un individualismo accentuato. E come ti sbagli?! La colpa è delle donne, il che detto da un’organizzazione misogina e sessuofobica non ci stupisce, però ci fa quantomeno desiderare di rispedire certe accuse al mittente.
Se per famiglia si intende un luogo ove la donna deve espletare solo la funzione riproduttiva o rinunciare ad esprimersi nella vita di coppia in termini sessuali, bene, allora forse è il caso di chiedersi in quale anno di quale secolo e, soprattutto, di quale millennio questo incredibile Pontificio consiglio si sia riunito per deliberare i propri comandamenti. Forse sull’Arca di Noè per ingannare l’attesa della fine del diluvio?!
Le donne si sono conquistate – perché nessuno ha regalato loro nulla, a cominciare dalla veneranda Chiesa cattolica – il diritto ad essere prima di tutto persone. Ad assumersi la piena responsabilità delle proprie scelte, compiute con consapevolezza e, quasi sempre, con sacrificio, visto che ancora viviamo in un mondo a misura di uomo, con regole fatte su abitudini maschili, ovvero: avere una moglie che ti risolve tutti i problemi e potersi quindi concedere il lusso di dedicarsi solo alla professione.
Se è vero che in natura nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, allora possiamo certamente dire che le donne si sono duramente impegnate per migliorare la realtà storica e sociale del nostro tempo, perché la loro stessa presenza in ogni settore della vita ha creato maggiore ricchezza e conoscenza rispetto a quanta ne avessimo prima, ed ha ampliato l’orizzonte umano permettendo di scoprire un altro punto di vista, con pari dignità e validità di apporto intellettuale.
Questo ha significato anche scegliere – o non scegliere – di creare una famiglia, scegliere – o non scegliere – di avere figli; in altre parole, una assunzione di responsabilità profonda, non condizionata da banali luoghi comuni – la povera zitella – né da necessità economiche – senza un marito, chi ti mantiene? – né tantomeno dalle parole di un qualunque rappresentante religioso – la donna è tale solo se fa figli.
In altre parole, grazie agli sforzi compiuti dalle donne per emanciparsi – orrendo verbo – e per affermarsi come persone, abbiamo acquisito una maggiore consapevolezza di fronte alle scelte importanti della vita, che si compiono – o non si compiono – con convinzione, e non perché “così si fa”. Ci dispiace che il Pontificio consiglio non colga il valore di questa crescita, ma di una cosa può essere certo: non son più tempi di caccia alle streghe, questi. Non ci bruceranno, ma neanche riusciranno a rinchiuderci di nuovo in casa – si rassegnino, forti della loro fede. Amen.

Chi.Bo

Pubblicato in : Primo piano

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Commenti

  1. carola

    7 Ottobre 2006 alle 14:05

    Ciao, Chi Bo
    Non so chi sei, ma mi stai simpatica.
    Condivido…..

    Rispondi

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